Finanza

IL CASO

Golden power, l’Ue apre la procedura d’infrazione per il caso Unicredit-Banco Bpm

L'Europa dà seguito alle minacce e contesta l'interferenza sull'Ops fallita. La risposta del governo

Unicredit
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La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia sull’uso del golden power nel settore bancario, invitando il governo a rientrare nel perimetro della normativa comunitaria. Bruxelles ha inviato una lettera di costituzione in mora contestando la violazione del regolamento sul Meccanismo di vigilanza unico, della direttiva sui requisiti patrimoniali e degli articoli 49 e 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Le preoccupazioni di Bruxelles

Secondo la Commissione, la disciplina italiana del golden power attribuisce al governo prerogative troppo ampie nel valutare, fermare o condizionare operazioni societarie tra istituti di credito. Bruxelles ha spiegato di aver «espresso preoccupazione» perché la norma, sebbene concepita per tutelare sicurezza nazionale e ordine pubblico, «per come applicata dalle autorità italiane rischia di consentire interventi ingiustificati per motivi economici, compromettendo i principi della libertà di stabilimento e della libera circolazione dei capitali nel mercato unico». L’Europa ritiene inoltre che la normativa italiana si sovrapponga alle competenze esclusive della Banca centrale europea nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico.

La risposta del governo: presto una nuova proposta

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto le obiezioni di Bruxelles ricordando che riguardano la riforma del golden power varata nel 2022. Ha precisato che «sulla base delle valutazioni della sentenza risponderemo ai rilievi che ci vengono mossi nelle sedi competenti» e ha aggiunto che il governo presenterà «una proposta normativa che farà chiarezza e supererà le obiezioni», convinto che potrà delineare «un quadro di competenze condiviso».

Il precedente Unicredit–BancoBpm

Al centro delle tensioni tra Roma e Bruxelles c’è anche l’uso del golden power nell’Ops lanciata da Unicredit su BancoBpm, poi ritirata. L’istituto guidato da Andrea Orcel aveva abbandonato l’operazione dopo le condizioni imposte dal governo, mentre l’Ue aveva aperto un pilot, cioè una procedura informale di dialogo. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luís Albuquerque aveva lasciato intendere già settimane fa che un’infrazione sarebbe stata «pressoché inevitabile» senza passi concreti dell’Italia. Giorgetti aveva replicato sottolineando che la sicurezza finanziaria resta una competenza nazionale. L’avvio formale dell’infrazione arriva però quando l’operazione bancaria è ormai acqua passata: l’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel ha escluso che l’offerta possa essere riaperta.

Bruxelles: “Non riguarda un caso specifico”

La Commissione ha voluto precisare che l’infrazione «non è rivolta a nessun caso specifico, riguarda il golden power di per sé», come ha chiarito la portavoce Arianna Podestà durante un briefing con la stampa. Ha inoltre distinto questa procedura da quella prevista dall’articolo 21 sulle concentrazioni, ancora in valutazione dopo le risposte inviate dall’Italia. I chiarimenti richiesti da Bruxelles riguardavano l’uso del golden power proprio sull’Ops di Unicredit su BancoBpm, poi ritirata.

Enrico Foscarini, 21 novembre 2025

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