L’integrazione bancaria europea, che tanto pare stare a cuore a Ursula von der Leyen, è destinata a rimanere lettera morta. I governi, infatti, fanno sempre più uso dei poteri speciali del golden power per ostacolare operazioni finanziarie importanti. Casi emblematici di questa tendenza sono quelli della Spagna, dell’Italia e della Germania. Gli esecutivi, infatti, si appellano alle leggi nazionali per frenare l’espansione delle banche attraverso operazioni di acquisizione, con evidenti implicazioni per la creazione di colossi transnazionali.
Il più recente caso riguarda Bbva, il secondo gruppo bancario spagnolo, che aveva annunciato un’Opa su Banco Sabadell, la quarta banca del Paese. Tuttavia, il governo di Madrid, sotto la guida di Pedro Sánchez, ha posto severe condizioni per permettere che l’operazione prosegua. Sebbene l’offerta di Bbva sia stata inizialmente approvata, il governo ha imposto restrizioni che vanno ben oltre quelle già previste dalla Consob iberica. Le due entità devono rimanere giuridicamente separate, mantenere patrimoni distinti e garantire autonomia nella gestione delle loro attività per almeno tre anni, con la possibilità di estendere tali condizioni fino a cinque anni.
La motivazione “politica”
Le motivazioni dietro la decisione spagnola sono politiche più che economiche. La Catalogna, regione di origine di Banco Sabadell, ha sollevato forti preoccupazioni riguardo le potenziali ricadute occupazionali e territoriali che un’acquisizione di questo tipo potrebbe comportare. Inoltre, il governo socialista di Sánchez teme che l’integrazione tra le due banche possa compromettere i servizi finanziari locali, con possibili effetti negativi sull’occupazione e sull’accesso al credito per le piccole e medie imprese spagnole.
Le condizioni imposte dal governo, sebbene giustificate come misure di protezione per i lavoratori e la stabilità del sistema economico, rischiano di rallentare significativamente il processo di fusione, facendo dubitare della sua effettiva realizzazione. Per Bbva, un’operazione che punta a creare un gigante bancario con 140.000 dipendenti a livello globale, queste restrizioni potrebbero rappresentare un ostacolo insormontabile.
Il parallelismo con l’Italia e la Germania
Il caso spagnolo non è unico in Europa. Anche in Italia il governo di Giorgia Meloni ha fatto ricorso ai poteri del golden power per ostacolare l’acquisizione di Banco Bpm da parte di Unicredit. Similmente, la Germania ha visto il governo di Olaf Scholz e successivamente quello di Friedrich Merz opporsi all’acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit, citando ragioni politiche più che economiche. In questi casi, le motivazioni riguardano la protezione delle economie locali e l’adozione di misure preventive per evitare impatti negativi sull’occupazione.
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Il rischio per l’Unione bancaria europea
Tutti questi sviluppi portano a una riflessione fondamentale: l’uso del golden power da parte dei governi nazionali potrebbe segnare la fine dell’Unione bancaria europea e compromettere l’integrazione dei mercati dei capitali. Se i governi europei ostacolano operazioni tra banche nazionali, come possono le istituzioni finanziarie competere a livello globale contro i giganti bancari degli Stati Uniti? L’Europa potrebbe trovarsi incapace di rispondere alla sfida delle economie globali sempre più interconnesse.
La prossima mossa di Bbva
Per ora, la palla è nel campo di Bbva, che dovrà decidere se accettare le condizioni imposte dal governo spagnolo o ritirare l’offerta. La tensione tra le autorità politiche e le esigenze del mercato finanziario potrebbe segnare un punto di non ritorno, con possibili ripercussioni anche per le future operazioni bancarie in Europa.
Enrico Foscarini, 28 giugno 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


