
Il nuovo corso del fisco italiano punta a rafforzare la lotta all’evasione attraverso strumenti di prevenzione e collaborazione. Alla regia della nuova convenzione tra ministero dell’Economia e Agenzia delle Entrate il viceministro Maurizio Leo e il direttore dell’ente Vincenzo Carbone. L’obiettivo: recuperare 43,5 miliardi in tre anni, con un +5% già nel 2025 rispetto al 2024 a quota 14,3 miliardi.
Compliance al centro della strategia
Lettere di compliance, cooperative compliance e concordati preventivi diventano strumenti cardine per favorire l’adempimento spontaneo. L’intento è chiaro: ridurre l’evasione senza ricorrere a misure punitive, ma stimolando il contribuente a non commettere errori.
Controlli più mirati (e tecnologici)
Non si tratta di “polizia fiscale”, ma nemmeno di tolleranza. I controlli saranno sempre più selettivi, basati su analisi del rischio potenziate da intelligenza artificiale e interoperabilità delle banche dati. Si punta a un tasso di efficacia delle verifiche fino al 94% entro il 2027.
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Esclusi i condoni: la linea è chiara
I risultati non includeranno sanatorie, rottamazioni o saldo e stralcio con buona pace della Lega e della sua ultima proposta di legge. Il focus del fisco resta sull’evasione vera, con entrate “pulite” e strutturali. Esclusi anche i risparmi da rimborsi bloccati o crediti disconosciuti.
Occhi puntati sul catasto
Un altro fronte caldo per il fisco è quello catastale. Sono previste 60mila lettere di compliance su immobili non aggiornati o a rendita zero. Si punta al controllo e all’aggiornamento del patrimonio edilizio, soprattutto per immobili oggetto di interventi pubblici dal 2019 e in particolare quelli per i quali si è usufruito del Superbonus 110%.
Tempi più rapidi per i rimborsi Iva
Accanto alla lotta all’evasione, lo Stato vuole anche restituire risorse in tempi più rapidi. I rimborsi Iva dovranno avvenire in 70 giorni nel 2025-2026, scendendo a 67 nel 2027. Un passo per sostenere il sistema produttivo.
Enrico Foscarini, 16 maggio 2025