Economia e Logistica

LO SPRECO

Pnrr, 26 milioni sprecati in Puglia per bus inutilizzabili

Veicoli troppo grandi per i piccoli centri urbani. L’errore politico dell’era Emiliano ora ricade su Decaro

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Destinare risorse pubbliche senza centrare l’obiettivo significa trasformare un investimento in spreco strutturale, soprattutto quando si parla di fondi del Pnrr, cioè soldi europei che dovrebbero migliorare servizi essenziali. In Puglia, invece, oltre 26 milioni di euro sono stati spesi per autobus che in molti casi non possono nemmeno circolare nei centri urbani per cui erano stati acquistati.

Novanta bus lunghi quasi 11 metri, modello Otokar Kent C Cng, sono stati assegnati a 28 Comuni per il trasporto urbano. Il problema è che le dimensioni dei mezzi non sono compatibili con la struttura dei piccoli centri, caratterizzati da strade strette, centri storici congestionati e percorsi urbani complessi. Il risultato è che una parte dei mezzi resta sottoutilizzata o ferma nei depositi, mentre il servizio ai cittadini non migliora.

Un manager di una società di trasporto spiega chiaramente la situazione: “procedere nei piccoli centri cittadini con un mezzo di questa grandezza è a tratti impossibile, quindi siamo stati costretti a studiare delle contromosse”. Una frase che fotografa perfettamente il fallimento di una pianificazione fatta senza confrontarsi con chi il trasporto pubblico lo gestisce ogni giorno.

La scelta politica dell’era Emiliano

Gli autobus erano stati consegnati con cerimonia pubblica dall’ex assessora ai Trasporti Debora Ciliento, durante la precedente gestione regionale. Formalmente la decisione è amministrativa, ma la responsabilità politica resta in capo all’allora governatore Michele Emiliano, perché la pianificazione del Pnrr e la distribuzione delle risorse regionali è sempre una scelta di indirizzo politico.

Oggi la situazione è cambiata e la patata bollente passa ad Antonio Decaro, chiamato a gestire le conseguenze di una programmazione che presenta evidenti criticità. Il punto non è solo individuare l’errore tecnico, ma affrontare il problema politico di fondo: non si possono spendere milioni di euro senza verificare l’effettiva utilità dei mezzi acquistati.

Secondo gli operatori del settore, “nessuno dalla Regione ci ha chiesto se quei modelli erano idonei per svolgere il trasporto in paesi dove è complicato circolare per via della struttura urbana”. Questo significa che la scelta è stata presa a monte, senza un confronto operativo con le aziende di trasporto e senza una reale analisi delle esigenze dei territori.

Il fallimento della pianificazione

Gli autobus acquistati potrebbero percorrere fino a 50mila chilometri all’anno, ma in molti comuni ne percorrono appena 15-20 mila, cioè meno della metà. Questo dato da solo basta a capire la dimensione dello spreco, perché un mezzo pubblico che non circola rappresenta un costo fisso senza servizio.

La fornitura è arrivata tramite procedura Consip, formalmente corretta, ma gestita in modo rigido nella selezione dei modelli. I 90 autobus Otokar sono costati 26,3 milioni di euro, mentre altri 58 bus Iveco, destinati ai capoluoghi come Bari, Foggia e Lecce, sono costati 19,4 milioni e risultano utilizzabili su arterie urbane più ampie.

Il paradosso è evidente: i mezzi più grandi sono stati assegnati ai piccoli comuni, mentre quelli più funzionali sono finiti nei centri con strade adeguate. Una distribuzione che dimostra una pianificazione burocratica più che territoriale.

Il problema del metano

La criticità non riguarda solo le dimensioni degli autobus, ma anche l’alimentazione. I mezzi Otokar funzionano a metano, ma in diversi comuni gli impianti di rifornimento si trovano anche a 30 chilometri dai depositi.

Questo comporta ulteriori costi di gestione, chilometri inutili e impiego di personale solo per il rifornimento, aggravando uno spreco che era già evidente nella fase progettuale. Come sottolinea un operatore del settore, “è stato creato un meccanismo che non soddisfa le richieste di mobilità dei cittadini e può diventare un peso per chi è costretto a utilizzare questi mezzi”.

In molti casi, infatti, per servire le fermate principali vengono utilizzati autobus più piccoli, mentre quelli nuovi restano fermi o circolano su percorsi secondari. Eppure la misura ideale per il trasporto urbano nei piccoli comuni pugliesi è intorno agli 8 metri, non agli 11.

Perché il tpl è fondamentale in Puglia

Questo spreco è ancora più grave se si considera la struttura demografica della regione. In Puglia solo il 27,5% della popolazione vive nei capoluoghi, mentre oltre il 72% risiede nei comuni medi e piccoli, spesso distanti dai principali servizi.

Significa che il trasporto pubblico locale è un’infrastruttura essenziale, non un servizio accessorio. Senza autobus efficienti, interi territori restano isolati, con conseguenze su lavoro, scuola, sanità e mobilità quotidiana.

La Puglia ha una struttura policentrica, con città medio-grandi come Altamura, Molfetta, Cerignola o Bitonto che non sono capoluoghi ma hanno una popolazione rilevante. In un contesto simile, ogni euro speso male nel trasporto pubblico diventa un euro sottratto alla mobilità reale dei cittadini.

Il nodo politico

Il caso degli autobus Otokar rappresenta un esempio concreto di ciò che accade quando la spesa pubblica viene gestita senza una logica di efficienza e responsabilità. Il Pnrr dovrebbe essere lo strumento per modernizzare infrastrutture e servizi, non un contenitore di progetti scollegati dalle esigenze del territorio.

La responsabilità politica dell’errore ricade sulla precedente gestione regionale guidata da Emiliano, mentre oggi Decaro si trova a dover affrontare un problema già esploso, con mezzi acquistati, fondi spesi e cittadini che continuano a non avere un servizio adeguato.

Il punto centrale resta uno: non si possono sprecare 26 milioni di euro in questo modo, soprattutto in una regione dove il trasporto pubblico locale è una necessità quotidiana e non un lusso. Il rischio è che il Pnrr, invece di essere un’occasione di sviluppo, diventi l’ennesima dimostrazione di come la spesa pubblica, se mal gestita, finisca per gravare sui cittadini senza produrre risultati concreti.

Enrico Foscarini, 9 aprile 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Influenza da pollaio - Vignetta del 25/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Influenza da pollaio

Vignetta del 25/05/2026