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L’altra verità di Omicron: se fosse grave avremmo avuto 33mila morti

Il confronto con il 2021 racconta una storia completamente diversa che dovrebbe riscrivere le scelte.

L'altra verità di Omicron: se fosse grave avremmo avuto 33mila morti
L'altra verità di Omicron: se fosse grave avremmo avuto 33mila morti

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Scende la mortalità, scende il tasso di positività. Se avessimo avuto i numeri dello scorso anno avremmo avuto in otto giorni 34mila morti, 100mila ricoveri e 13mila terapie intensive. Omicron racconta una storia. La storia, lo dicono anche i ricercatori, di una Pandemia che si starebbe spegnendo.

Una storia diversa da quella che avevamo cominciato a raccontare a marzo del 2020, quando è scoppiata la Pandemia da Coronavirus. E’ arrivato il momento di alzare il piede dall’acceleratore della paura, per spingere su quello della consapevolezza di un quadro che cambia.

I numeri sono in grado di farci un quadro chiaro della situazione, soprattutto se il confronto lo facciamo rispetto agli stessi giorni dello scorso anno.

Nei primi 8 giorni di Gennaio del 2021 avevamo avuto:

L'altra verità di Omicron: se fosse grave avremmo avuto 33mila morti

Tra parantesi troviamo il dato percentuale rispetto ai positivi dei ricoveri, Terapie Intensive e dei deceduti.

Applicando le percentuali dello scorso anno ai positivi di quest’anno avremmo :

 

Ricoveri           97.033

T.Intensive       12.707

Decessi            33.499

 

E’ evidente come si stia raccontando un’altra storia?

Omicron rende tutto diverso. La malattia è decisamente meno invasiva. Bisognerebbe tranquillizzare le persone. Invece si sta facendo esattamente la cosa opposta.

Quello che non funziona è la preparazione delle strutture sanitarie. I numeri di Omicron, pur essendo meno gravi come malattia impattano o rischiano di impattare molto sui nosocomi. Ma questa è la dimostrazione che negli ultimi due anni non è stato fatto nulla per mettersi in linea con le eventuali necessità dettate dalla pandemia.

Fallimentare anche la gestione della sanità territoriale, soprattutto se, con sintomatologie tanto blande il consiglio che spesso si riceve è quello di recarsi al pronto soccorso.

Il guaio vero è che manca invece lo spazio per tutti quelli che avrebbero bisogno realmente di cure per altre importantissime malattie. Non dimentichiamo che prima che il Covid si presentasse, quindi nel 2019, in Italia si registravano 1800 decessi al giorno per motivi vari. Ora questi sono i numeri che rischiano di salire davvero.

Se le preoccupazioni sono quelle di ricettività è su queste che si dovrebbe concentrare l’attenzione più che terrorizzare la gente.

In tal senso una dichiarazione di Maurizio Sarri, l’allenatore della Lazio, l’altra sera è stata particolarmente chiara. Ha detto a fine partita:

“Bisogna far chiarezza. Se la malattia è grave anche il calcio dovrebbe adeguarsi, se invece le cose stanno cambiando, dovrebbero declassare la malattia”. Del resto i giocatori, aggiungiamo noi, diventano positivi e poi negativi in pochi giorni e tornano in campo celermente.

Del resto il disorientamento delle persone deriva dall’incongruenza di tanti comportamenti:

  1. Se è grave perché riaprire le scuole?
  2. Se è grave perché ridurre le quarantene?
  3. Perchè basta un tampone antigienico per stabilire la fine della positività?

Insomma il quadro andrebbe spiegato. Prima ancora di promettere sanzioni e veti che non hanno senso. Se è grave chiudete le scuole, sospendete i campionati, allungate le quarantene ed evitare che la gente vada in giro senza controllo. 

Intanto dal Sud Africa continuano ad arrivare notizie positive. Un nuovo studio riportato da Bloomberg, sottolinea come grazie ad Omicron, la fase acuta della pandemia di Covid-19 potrebbe finire.

“Se questo schema continua e si ripete a livello globale, è probabile che assisteremo a un completo disaccoppiamento tra casi e tassi di mortalità”, hanno affermato i ricercatori. Ciò suggerisce che Omicron potrebbe essere un presagio della fine della fase epidemica della pandemia di Covid, inaugurando la sua fase endemica”.

Lo studio ha mostrato che solo il 4,5% dei pazienti con Covid-19 è morto durante la degenza ospedaliera nell’ondata attuale rispetto a una media del 21% nelle ondate precedenti, secondo il sito web del South African Medical Research Council. Meno persone sono state ricoverate in unità di terapia intensiva e le degenze ospedaliere sono state “significativamente più brevi”.

Il tasso di ricoveri è aumentato rapidamente nei primi giorni, ma ha iniziato a diminuire entro 33 giorni dalla prima analisi, 

Intanto Omicron corre dappertutto fino in Antartide. Un focolaio di casi Covid si è infatti verificato all’interno della base scientifica belga Princesse Elisabeth, come riportato dal quotidiano belga “Le Soir”.  

Omicron potrebbe essere davvero il nuovo democratico vaccino per la stragrande maggioranza dell’umanità

Leopoldo Gasbarro, 8 gennaio 2022