Il governo prepara il Fondo di previdenza per i giovani, un nuovo strumento che potrebbe partire già dal 1° gennaio 2026 e che sarà gestito direttamente dall’Inps. L’obiettivo dichiarato è quello di convincere sempre più famiglie a iscrivere figli e nipoti a una forma di previdenza complementare, così da costruire sin dalla nascita un capitale utile per gli anni successivi. Come sottolineato dagli ideatori, l’intento è incentivare l’apertura di una posizione di “previdenza integrativa” già prima della maggiore età, e in molti casi addirittura nei primi tre mesi di vita del bambino per permettere ai futuri maggiorenni di disporre di un “tesoretto” o di un gruzzolo destinato a sostenerli nel passaggio all’età adulta.
Il fondo nasce da un emendamento alla legge di Bilancio proposto da Fratelli d’Italia, affiancato da una seconda iniziativa avanzata da Azione, che punta allo stesso obiettivo ma prevede un meccanismo di incentivi differente. Una convergenza politica quindi più ampia della sola maggioranza, segno dell’urgenza di diffondere una cultura previdenziale in un Paese dove l’età media degli iscritti alla previdenza complementare supera ormai i 47 anni.
Come si attiva la posizione del minore
L’iscrizione al nuovo fondo sarà volontaria e potrà essere attivata dai genitori o da un parente fino al terzo grado. Secondo la proposta, l’apertura della posizione dovrà avvenire entro i primi tre mesi di vita del neonato. Per avviare il fondo basterà un versamento iniziale di 100 euro da parte della famiglia, cui si aggiungeranno 50 euro annui versati dall’Inps. Un sostegno statale pensato come una spinta gentile, senza imporre obblighi, ma creando un incentivo concreto all’adesione.
Come si potrà utilizzare la rendita accumulata
Raggiunta la maggiore età, i ragazzi avranno la possibilità di riscattare quanto accumulato nel corso degli anni. Potranno farlo per sostenere le tasse universitarie, un corso di formazione o specializzazione o, per chi desidera intraprendere un percorso di autonomia, avviare una propria attività imprenditoriale. Il fondo potrà anche assicurare una rendita aggiuntiva una volta raggiunta l’età pensionabile, configurandosi come un investimento di lungo periodo.
Le modalità operative definitive saranno stabilite da un decreto del ministero del Lavoro, emanato insieme al ministero dell’Economia e dopo aver acquisito il parere dell’Inps e della Covip. La spesa prevista per questo meccanismo si aggirerebbe intorno ai 18 milioni l’anno, basandosi sul numero dei nati del 2024.
La proposta alternativa di Azione
Il senatore Marco Lombardo propone una versione differente dello strumento, sempre volontaria ma con un impegno economico più consistente da parte dello Stato. La sua proposta prevede un contributo di 300 euro il primo anno e 200 euro per ciascuno dei successivi, fino ai cinque anni di età del bambino. Alle famiglie spetterebbe invece una quota fissa di 100 euro. Si tratterebbe di un investimento pubblico più impegnativo, stimato in 500 milioni di euro il primo anno e 250 milioni a regime, ma capace di dare maggiore forza al risparmio accumulato.
Ora la decisione passa alle Camere, con l’obiettivo dichiarato di raddoppiare il numero degli italiani iscritti alla previdenza complementare nei prossimi sette anni, superando il limite attuale dei dieci milioni di aderenti e affrontando le fragilità del primo pilastro pensionistico.
Enrico Foscarini, 25 novembre 2025
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