Emilia Romagna, Salvini non basta

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La sinistra vince di misura in Emilia Romagna, dai primi numeri a disposizione pare che l’aumento dell’affluenza alle urne sia dovuto alla ritrovata compattezza dell’elettorato del vincitore. C’è quindi la possibilità concreta che Matteo Salvini abbia ottenuto due risultati. Il primo: la Lega non cresce in maniera significativa rispetto alle ultime europee. Il secondo: la Lega ha ridonato vita a un centrosinistra che ha potuto impostare la campagna elettorale contro Salvini stesso.

Insomma, il leader della Lega ha resuscitato i suoi avversari, deboli dal punto di vista ideologico e costretti a mettersi a rimorchio delle Sardine, un movimento di piazza che non ha particolari contenuti a parte il  “no” a Salvini.

Ecco, forse la demagogia, con i famigerati tre gradi di giudizio emessi al citofono di un presunto spacciatore tunisino, non era la strada giusta da percorrere se l’obiettivo era davvero la vittoria. Lo dicevano anche i numeri. Ieri mattina, ore 9, in Emilia, ultimi sondaggi alla mano, si dava per certa la sconfitta della Borgonzoni. A Bonaccini va riconosciuta la scelta azzeccata di presentarsi come buon amministratore, senza fronzoli e senza contare sul governo “amico”. Anzi, Bonaccini si è tenuto ben distante, come immagine, da 5 stelle, Conte e perfino Zingaretti. In termini di voti, non si può dire che per Salvini sia in assoluto una sconfitta tragica. Anche perché, non dimentichiamolo, c’è anche la vittoria del centrodestra in Calabria, oggettivamente meno rilevante, ma comunque positiva. Indubbiamente questo insuccesso, per quanto non assoluto, frena Salvini.

E rende necessaria una profonda riflessione dei leader della destra, se ce ne sono: l’alternativa alla sinistra non può riassumersi nella demagogia, nel giustizialismo e nello statalismo di Salvini. Ci vuole ben altro. Magari un po’ di libertà in più.

Ps. Pezzo chiuso alle ore 00:20 di domenica 26 gennaio. Numeri in aggiornamento.

Alessandro Gnocchi, 27 gennaio 2020

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12 Commenti

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  1. Il fuoco amico durante la campagna ha azzoppato Salvini. A urne chiuse trasformerà una mancata vittoria in una débacle. Gli emiliani avranno quello che volevano.

    Il resto d’Italia avrà presto molte amare sorprese. Primo di tutti lo jus soli.

  2. Anche Renzi qualche anno fa, affrontò il referendum costituzionale presentando la competizione come un fatto di prestigio personale e ne uscì sconfitto, proprio come oggi accade a Salvini. Evidentemente in politica, come in altri settori della vita, il personalismo di un io ipertrofico porta facilmente nel protagonismo individuale, lasciando che le questioni più importanti finiscano per avere un peso marginale. Tutto questo si traduce in un gioco che finisce per stancare gli elettori che stupidi non sono.

  3. Considerazione infantile: se Bonaccini ha ottenuto un buon risultato per il buongoverno della sua regione perché non metterlo al posto di Zingaretti e portare il modello Emilia in Italia?Il problema principale dell’ Italia è la decrescita felice che va avanti ormai da 20 anni, quindi fate qualcosa per cambiare sto paese invece di star tutto il giorno a dar contro a Salvini e leccare il c all Europa.

  4. A volte perdere una partita, anche se importante, aiuta più di una vittoria. Si riflette, si corregge quello che va corretto e si riparte per cercare di vincere il campionato. La cosa peggiore dopo una vittoria mancata (cosa ben diversa da una sconfitta) é mettere tutto in discussione: allenatore, squadra e società per inseguire velleitarie rifondazioni. Vero che Salvini non basta, ma ancor più vero che Salvini é già molto, citofoni o non citofoni se non ci fosse stato lui che ha falcidiato i 5s, in Emilia Romagna non ci sarebbe stata neppure partita e il PD assime ai 5s avrebbero avuto perncentuali bulgare. D’altrode neppure Roma é stata fatta in un giorno.

  5. Caro Gnocchi, è vero che Salvini potrebbe evitare certe boutade, ma non è questa la causa di una mezza sconfitta come quella dell’Emilia-Romagna. Non cadiamo nella tentazione di cercare i leader che piacciono a ognuno, i leader sono quelli che sono, e qualche pecca è naturale se non vivi sottovuoto come Zingaretti. Certo,così puoi tenere in piedi per un po’ quello che non sta in piedi, ma poi… Benvenuti comunque i consigli, purché non sembrino bacchettate, non so se si è capito, ma la sinistra non ha vinto, ha solo rimandato la sconfitta.

  6. Incomoresnsibile la chiusura. Che significa ststalismo e giustizialismo di salvini? tantomeno quel più libertà? Cosa vuol dire? Dimentica quel “senza libertà di impresa non c’è libertà” sparata più volte? Giustizialismo ? A parte l’errore dia ver assecondato m5s sulla legge dell prescrizione, grave errore di ingenuità, non mi pare che c’entri nulla con la Lega. Statalismo? Se intende una certa avversione verso privatizzazioni selvagge e invasive intromissioni di multinazionali, allora forse ha ragione anche proprio quello sarebbe uno statalismo di cui abbiamo bisogno

  7. Excellent commentaire qu’il suffirait de diffuser aux lecteurs français qui ne comprennent pas très bien ce qui se passe en Italie depuis les élections législatives de mars 2018 (la presse française ne fait pas beaucoup d’efforts pour cela !).

  8. La possibilità di brogli è insita nel voto disgiunto, fortemente voluto da Bonaccini. Molti hanno votato un partito di centrodestra, sapendo che il voto sarebbe andato automaticamente a Borgonzoni, senza necessariamente barrare la crocetta sul nome della Borgonzoni. Ecco, qui si apre l’incognita, e sicuramente qualche manina se n’è approfittata per segnare la crocetta sul nome di Bonaccini.

    • La destra ha perso le elezioni perchè gli elettori si sono sbagliati a votare, poverini.

      Non siete proprio in grado di perdere e accettare la sconfitta dei cialtroni.

  9. C’è veramente da piangere….e molto ma molto poco da ridere….ministri dell’istruzione che copiano le tesi e quella precedente senza un’ombra d

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