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Enel investe 190 miliardi sulla transizione energetica

La transizione energetica e il passaggio verso un’economia basata sulle fonti rinnovabili rappresenta una delle principali sfide del mondo contemporaneo. Sia l’Unione europea, con il Green Deal, sia le Nazioni Unite, con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, hanno posto quest’obiettivo in cima alle loro priorità e stanno promuovendo una serie di azioni finalizzate ad accelerare un processo che comporterà una serie di vantaggi economici, sociali e ambientali per tutto il pianeta. Secondo il recente studio “Electrify Italy – Un triangolo elettrico per la transizione energetica”, realizzato da Fondazione Enel, Politecnico di Torino e Massachusetts Institute of Technology (MIT) Laboratory for Information and Decision Systems, nei prossimi 30 anni l’utilizzo di fonti rinnovabili crescerà velocemente e avrà notevoli impatti positivi sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone, determinando una riduzione dei costi energetici e della spesa sanitaria grazie al minor inquinamento dell’aria.

 

L’impegno di Enel per un mercato dell’energia più sostenibile

Un parco eolico realizzato da Enel in Nord America

Enel è stata una delle prime utility al mondo a intuire le potenzialità del cambiamento verso un modello più sostenibile e a investire nel suo sviluppo. Un impegno confermato con il nuovo Piano strategico, in base al quale il Gruppo ha in programma di investire nei prossimi 10 anni 190 miliardi di euro allo scopo di accelerare la transizione energetica e creare valore condiviso e sostenibile. Il piano, dotato di un orizzonte temporale decennale, intende consolidare la leadership di Enel nel campo delle rinnovabili attraverso ingenti investimenti che verranno realizzati secondo due direttrici: oltre 150 miliardi saranno investiti in forma diretta in energie pulite, reti intelligenti e interazioni digitali con i clienti, secondo un modello di Ownership, e circa 10 miliardi saranno convogliati su partnership e joint venture strategiche che mobiliteranno ulteriori investimenti da parte di terzi per altri 30 miliardi di euro circa, con l’obiettivo di massimizzare la creazione di valore, secondo un modello di Stewardship. I due modelli sono complementari e consentono di cogliere a pieno le opportunità emergenti offerte dalla transizione energetica. In particolare la Stewardship consiste nel realizzare importanti sinergie e mettere a fattor comune attività, know how e investimenti in collaborazione con partner finanziari di primo piano, come ad esempio fondi d’investimento e fondi sovrani.

 

Dall’America all’India: la transizione energetica senza confini

Alcuni recenti accordi siglati da Enel già vanno in questa direzione, come ad esempio la joint venture tra Enel X e il fondo australiano AMP Capital per la progettazione di un’infrastruttura dedicata al trasporto pubblico elettrico nelle Americhe oppure la partnership tra Enel Green Power e il fondo sovrano norvegese Norfund che promuoverà lo sviluppo delle energie rinnovabili in India. Nell’ambito degli investimenti previsti dal piano, circa 70 miliardi saranno dedicati alla generazione da fonti rinnovabili che consentiranno quasi di triplicare la capacità installata rispetto a oggi, portandola a circa 120 GW nel 2030.

 

La scommessa dell’idrogeno verde

Nuove opportunità arriveranno anche dal segmento dell’idrogeno verde, in cui è prevista l’integrazione degli elettrolizzatori negli impianti rinnovabili che producono elettricità per la vendita diretta o per servizi di dispacciamento, puntando ad accrescere questa capacità a oltre 2 GW entro la fine del decennio. Enel ha già cominciato a realizzare iniziative in questo settore sia sul territorio nazionale sia in altri Paesi tra cui Spagna, Stati Uniti e Cile. Proprio recentemente il Gruppo ha avviato in Italia, in collaborazione con Eni, dei progetti per lo sviluppo di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori alimentati da energia rinnovabile. Gli elettrolizzatori saranno posizionati nelle vicinanze di due delle raffinerie Eni presso cui l’idrogeno verde possa rappresentare la migliore opzione di decarbonizzazione. Ciascuno dei due progetti pilota includerà un elettrolizzatore di circa 10 MW e si prevede che inizino a generare idrogeno verde entro il 2022-2023.

 

Infrastrutture energetiche più efficienti e flessibili grazie al digitale

Tra le priorità di Enel non vi è solo quella di investire nelle energie rinnovabili, confermando la sua leadership di mercato, ma anche quella di rendere sempre più efficienti e tecnologicamente all’avanguardia le proprie infrastrutture energetiche. Quasi la metà degli investimenti complessivi (46%) previsti dal piano sarà infatti dedicata a questo obiettivo: potenziare la resilienza e l’efficacia delle reti, puntando sulla digitalizzazione delle piattaforme, per abilitare nuovi modelli di consumo e servizio sempre più flessibili e adattabili alle esigenze dei clienti.

 

Lotta alle emissioni di CO2

Nei prossimi tre anni saranno investiti in Italia circa 14 miliardi e il 90% degli investimenti complessivi su base consolidata saranno in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG). Il Gruppo proseguirà il processo di decarbonizzazione riducendo dell’80% le emissioni dirette di CO2 rispetto al 2017 e contribuirà alla creazione di oltre 240 miliardi di euro di prodotto interno lordo nei Paesi in cui è presente attraverso investimenti locali in generazione ed elettrificazione. Un modello di creazione di valore condiviso con le comunità che guarda al pianeta e al futuro. Al 2030 e oltre.

 

 

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