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Forum di Davos, chi c’è (e chi non c’è) al vertice delle élite

In Svizzera parte il forum dal 16 al 20 gennaio. Il governo italiano snobba l’incontro, ci sarà Olaf Scholz

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Dal 16 al 20 gennaio, a Davos, si svolgerà il meeting annuale del World Economic Forum (Wef), arrivato quest’anno alla 53esima edizione. In Svizzera fervono da tempo i preparativi e non mancano neanche alcuni malumori, come riporta il Blick in vari articoli. Sono attesi circa 3mila partecipanti dai settori dell’economia, della politica, della scienza e della società, provenienti da tutto il mondo. Il servizio di sicurezza dunque sarà imponente. Il Parlamento federale svizzero ha approvato l’utilizzo dell’esercito per supportare il forum di Davos con un impiego fino a un massimo di 5mila unità.

Chi ci sarà al forum di Davos

Quest’anno il Wef ospiterà 52 capi di governo, come riferito dal suo fondatore, l’84enne ingegnere ed economista tedesco Klaus Schwab in una conferenza stampa virtuale. Oltre al presidente federale svizzero Alain Berset, ed altri membri del governo elvetico, ci saranno, tra gli altri, il primo ministro finlandese Sanna Marin, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, l’olandese Mark Rutte, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e quello greco Kyriakos Mitsotakis. Inclusi numerosi ministri, i politici annunciati saranno 379.

Il G7 snobba l’evento

Ci sono però delle defezioni non di poco conto da registrare. Assenti infatti numerosi big: non ci saranno Emmanuel Macron, Rishi Sunak, Joe Biden, Justin Trudeau e Xi Jinping (cioè le due maggiori economie mondiali), oltre all’esecutivo italiano. Il nostro governo sarà infatti rappresentato dal solo ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Alla conta dei fatti, solo uno dei sette leader del G7 sarà al tavolo delle élite radunate a Davos.

Le delegazioni asiatiche saranno invece imponenti, specialmente quella cinese (Covid permettendo). Ci saranno anche Ursula von der Leyen e Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu. Inoltre, visti gli argomenti trattati, saranno presenti 56 ministri delle finanze e 19 capi di banche centrali, prima fra tutte Christine Lagarde della Banca Centrale Europea. La guerra Russia-Ucraina sarà sicuramente uno dei temi caldi trattati. Zelenski però dovrebbe apparire solo in collegamento video senza far parte della delegazione ucraina che è arrivata in Svizzera capitanata  da sua moglie Olena Zelenska. Tra le personalità collegate al Wef e le voci di possibili partecipazioni, una sicuramente fa (ancora una volta) parlare di sè: Elon Musk. Il neo proprietario di Twitter, come ribadisce egli stesso sul suo social media, ha evidentemente rifiutato l’invito, definendo l’evento come “noioso”.

Si preannunciano manifestazioni

Secondo le autorità di Davos, come riferito dal Blick, alcune organizzazioni hanno già fatto richiesta per effettuare manifestazioni. I giovani socialisti (Juso) dei Grigioni vogliono dimostrare il 15 gennaio sulla piazza principale di Davos. Il collettivo “Strike Wef”, come già nel 2020 e 2022, scrive in un comunicato che marcerà compatto nel weekend di apertura da Landquart a Davos “contro il capitalismo, la crisi climatica e l’ingiustizia crescente nel mondo”.

Il direttore del turismo del comprensorio Davos-Klosters, Reto Branschi, sorride soddisfatto perché le previsioni danno neve per la prossima settimana: “La neve è molto importante anche per l’immagine. Prati verdi o boschi, tetti marroni o asfalto grigio non è ciò che il mondo deve vedere quando le telecamere saranno puntate su Davos”. Gli hotel sono ovviamente tutti pieni, quindi il turismo ne risente positivamente ed è tornato agli splendori del periodo pre-Covid. Tuttavia quest’anno il Wef è stato anticipato rispetto al solito e quindi i preparativi hanno disturbato i molti turisti presenti durante le vacanze natalizie. Ci sono stati molti feedback negativi di villeggianti innervositi dalle restrizioni causate dalla preparazione di questo evento mondiale. Tuttavia la data in cui si tiene il Wef dipende spesso da molti fattori non sempre controllabili dalla Svizzera, non ultime alcune importanti festività straniere. Quest’anno, per esempio, il Capodanno cinese cade presto, il 22 gennaio, e non si poteva certo interferire con questa celebrazione molto sentita in Estremo Oriente.

Ma come sarà il forum di Davos del 2023?

Secondo il sito internet del Wef, quest’anno il motto della manifestazione recita “Collaborazione in un mondo frammentato”. Il programma è basato sui seguenti temi:

  • L’attuale crisi energetica e alimentare, nel contesto di un nuovo sistema per l’energia, il clima e la natura. Parole d’ordine saranno “transizione energetica”, “cambi climatici” e “riduzione delle emissioni”.
  • L’attuale elevata inflazione, la crescita economica molto modesta, l’alto indebitamento, nel contesto di un nuovo sistema per gli investimenti, i commerci e le infrastrutture. Dopo il blocco globale causato dalla pandemia di Covid-19 si cerca di ripartire con nuove strategie e visioni economiche.
  • L’attuale vento contrario che soffia sull’industria, nel contesto di un nuovo sistema per rafforzare le nuove tecnologie per l’innovazione e la resilienza del settore privato. Le imprese dovranno andare sempre piu’ in direzione di tecnologie emergenti ed essere agili e collaborative con tutti i loro stakeholders.
  • L’attuale vulnerabilità sociale, nel contesto di un nuovo sistema di lavoro, risorse e assistenza. Gli stipendi che calano richiedono un nuovo contratto sociale con forti investimenti su istruzione, risorse e nel settore sanitario.
  • Gli attuali rischi geopolitici, nel contesto di un nuovo sistema di dialogo e cooperazione in un mondo multipolare. Con l’attacco della Russia all’Ucraina l’ordine globale e cooperativo instaurato dopo la fine della guerra fredda è definitivamente crollato.

I temi verranno discussi tenendo presenti tre modelli:

  • Il dialogo, per rafforzare la comprensione, l’allineamento e l’interscambio di vedute;
  • Lo scopo comune, per intraprendere azioni tangibili su questioni globali;
  • L’opportunità di una visione lungimirante e della scoperta, per individuare le innovazioni critiche per la società.

Andrea Gebbia, 16 gennaio 2023