Cronaca

Garlasco, spunta il dossier segreto su Stasi

Una consulenza mai autorizzata dal magistrato e mai allegata agli atti riemerge dai faldoni dei Ris: nuove ombre sull’inchiesta del 2007

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Sul caso infinito di Garlasco registriamo la scoperta di un altro fatto dai contorni misteriosi che, se confermato, getterebbe altre ombre sulla reputazione dei Ris di Parma, all’epoca comandati dal generale Luciano Garofano.

Ne dà conto un articolo di Repubblica, firmato da Massimo Pisa. Secondo quanto riportato dal giornalista, nel 2007 i Ris commissionarono una consulenza personologica su Alberto Stasi, mai autorizzata dal magistrato, che sarebbe “alle origini del biondino dagli occhi di ghiaccio”. La consulenza sarebbe stata basata sui verbali di interrogatorio e non sarebbe mai stata allegata agli atti, così come già accaduto per le due corse negative realizzate nelle controanalisi sul Dna della vittima rinvenuto sui pedali della “Umberto Dei” del fidanzato.

Si tratta di un documento di 13 pagine redatto da una nota psicologa e criminologa, la dottoressa Alessandra Bramante – che, secondo alcuni programmi televisivi del 5 ottobre, interpellata avrebbe negato di aver prodotto tale consulenza – sulla propria carta intestata, sebbene manchino la data e la firma autografa.

Come viene spiegato nel pezzo, “la relazione è stata appena ripescata dai faldoni del Ris di Parma sul caso, chiesti in originale il 10 settembre scorso con ordine di esibizione del Procuratore aggiunto Stefano Civardi, acquisiti in archivio il giorno dopo dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e depositati a Pavia il 14”.

“Non è nemmeno chiaro – prosegue Pisa – quando il Ris dell’epoca, comandato dall’allora colonnello Luciano Garofano abbia chiesto quel profilo, che non risulta accompagnato da mail di richiesta o risposta. Né su quali materiali abbia lavorato la dottoressa Bramante, se non su tre dei primi quattro verbali di Alberto Stasi: quelli del 13 agosto pomeriggio e 17 agosto pomeriggio, ignorando il secondo verbale del 13 agosto sera, e la presentazione spontanea del 22 agosto quando il fidanzato della vittima era già indagato”.

Sta di fatto che il contenuto della consulenza è particolarmente impietoso per Alberto Stasi. In particolare, si tratta di un elenco di caratteristiche personologiche diviso in 17 punti che non fa sconti al ragazzo dell’epoca.

Ora, in attesa che le autorità competenti svelino tutti i dettagli di questa ennesima anomalia che grava sul più mediatico dei casi giudiziari, si ha la sempre più netta impressione che, per quanto riguarda l’indagine del 2007, al netto di eventuali responsabilità dolose, valga veramente il celeberrimo detto del grande Ginettaccio, al secolo Gino Bartali: “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!”.

Claudio Romiti, 5 ottobre 2026

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