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La guerra del gas

Gas, l’Europa si accorda: ecco il price cap (ma non subito)

Esultano Meloni e l’Italia. La Germania vota “sì”. Il Cremlino: “Inaccettabile attacco al mercato”

ursula gas price cap

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Alla fine la montagna ha partorito quello che sembra il solito topolino, per di più con qualche mesetto di ritardo. Il price cap sul gas si farà, sempre che serva a qualcosa, ma a partire dal 15 febbraio del 2023. I ministri dell’Energia dell’Ue hanno trovato l’accordo oggi ed è già un giubilo per il governo.

Dal punto di vista tecnico, l’Italia ne esce più o meno vincitrice. Breve passo indietro. Qualche settimana fa la Commissione aveva proposto più o meno questo schema: tetto al prezzo del gas a 275 euro con dei tecnicismi per applicarlo che di fatto non lo avrebbero fatto scattare mai. Ora le regole saranno diverse:

  1. Il price cap viene fissato a 180 euro a megawattora
  2. Il tetto al prezzo del gas entra in vigore a inverno quasi finito: il 15 febbraio
  3. Per farlo scattare serviranno 3 giorni successivi di prezzi sopra i 180 euro
  4. Inoltre, dovrà anche verificarsi un differenziale tra il prezzo al Ttf e il prezzo del Gnl di 35 euro.
  5. La Commissione potrà fare delle modifiche al price cap “per includere i derivati negoziati sui mercati non regolamentati (over-the-counter, Otc), oppure per rivedere gli elementi presi in considerazione per il prezzo di riferimento”.

Il prezzo sicuramente è più logico rispetto al precedente. Questa estate, quando l’Ue stava cercando di riempire a più non posso i suoi serbatoi di gas in vista dell’inverno, il prezzo è salito sopra i 180 euro dal 26 luglio al 30 settembre, ininterrottamente. Averlo avuto già attivo al tempo ci avrebbe fatto risparmiare, certo. Ma con un’incognita: i fornitori, non solo la Russia s’intende, ci avrebbero venduto il gas che altrove potevano piazzare a un prezzo più alto?

L’accordo non è arrivato all’unanimità. Ha votato contro l’Ungheria, mentre si sono astenute Austria e Paesi Bassi. La Germania, un po’ a sorpresa e dopo tante trattative, si è invece convinta a non dire “no”. Il che forse dovrebbe preoccuparci. Il perché lo spiega l presidente di Arera, Stefano Besseghini, che pure si dice contento dell’accordo raggiunto. Il prezzo di 180 euro a megawattore è “sicuramente più basso di quello con cui si era cominciata la discussione”, però “resta un prezzo più alto rispetto ai prezzi industriali”. Oggi il mercato Ttf ha chiuso le contrattazioni a 108 euro, molto meno del “price cap” sebbene in calo del 6% rispetto ai giorni scorsi.

Per approfondire

  1. Gas, la farsa dell’Ue: ecco il price cap proposto da Bruxelles
  2. Vi spiego perché il tetto al prezzo del gas non funziona

Gioisce ovviamente l’Europa. “Saremo meglio preparati per la prossima stagione invernale”, dice la commissaria Ue per l’Energia, Kadri Simson. “È la vittoria dei cittadini italiani ed europei che chiedono sicurezza energetica”, le fa eco il ministro Gilberto Pichetto Fratin insieme a Giorgia Meloni. Dal Cremlino, invece, volano già minacce: il portavoce di Vladimir Putin ha definito “inaccettabile” la decisione europea, considerandola un “attacco al mercato”. Ora bisognerà aspettare. Cosa succederà? Si avvereranno i desideri dei Paesi promotori del tetto, ovvero una riduzione dei prezzi? Oppure si materializzerà l’incubo della Germania e dell’Olanda, che temono la fuga del gas verso l’Oriente e mancanze per il prossimo inverno? Una sola cosa, al momento, è certa. E lo conferma anche la stessa Simson: la prossima estate, quando dovremo riempire di nuovo i nostri stock, passeremo un periodo ancor “più impegnativo di quest’anno”.