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Green pass e obbligo vaccinale, l’ipotesi che discrimina i disoccupati

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Le agenzie di stampa l’accordo raggiunto in cabina di regia sulle nuove regole per il Covid lo hanno riportato così. Scrive l’Ansa: “Gli over 50 potranno andare a lavorare solo con il Super Green pass, che si ottiene con vaccino o la guarigione dal Covid, mentre per chi ha più di 50 anni e non lavora scatterà l’obbligo di vaccino”. Uno legge e rilegge il lancio e fatica a capire. Ma che vuol dire? Qualcosa non torna. Che senso ha chiedere il super green pass ai lavoratori e l’obbligo vaccinale ai disoccupati?

Il mistero aleggia e si spera che il consiglio dei ministri, convocato dopo la riunione con la Conferenza delle Regioni, possa chiarire il malinteso. Così come emersa dalla cabina di regia, infatti, la decisione nasconde alcune insidie:

1. Discrimina, di fatto, tra occupati e non occupati. Ai lavoratori over 50 basterebbe infatti presentare un certificato di guarigione per presentarsi sul posto di lavoro. I disoccupati no vax, invece, sarebbero cornuti e mazziati: non avendo di che campare, stando a quanto emerso, a loro non basterebbe neppure il green pass da guarigione.

2. Secondo problema: una cosa è controllare il super green pass in fabbrica, ma come si fanno le verifiche i 50enni non vaccinati senza un lavoro?

Non resta che sperare si siano sbagliate le agenzie e che le veline fatte trapelare dal governo contengano alcune inesattezze…

La proposta di Draghi

Intanto guardiamo a quanto emerso dalla cabina di regia. La proposta di spingere per l’obbligo vaccinale di fatto per gli over 50 sarebbe stata caldeggiata proprio dal premier candidato al Colle. Draghi si sarebbe fatto convincere dalle riflessione di Silvio Brusaferro e Franco Locatelli, anche loro presenti alla riunione. Il punto sarebbe questo: visto che sono gli over 50 quelli che più di tutti rischiano di finire in ospedale, allora è a loro che bisogna puntare. Al ministro Dadone, contraria all’obbligo tout court, Draghi avrebbe spiegato che la fascia over 50 “è quella più vulnerabile dai dati a nostra disposizione, dunque bisogna intervenire per evitare il peso sugli ospedali”. Nessun compromesso politico, insomma, ma una scelta basata sui dati. E che verrà accompagnata anche da altre restrizioni.

Super green pass per ritirare i soldi in banca

Le novità dovrebbero riguardare l’accesso alle attività della vita quotidiana in cui sarà obbligatorio mostrare il maxi lasciapassare. Non solo bar, ristoranti e palestre: la regola delle 2G (vaccinato o guarito) dovrebbe valere anche servizi alla persona, servizi pubblic (Comuni, provincie, regioni, Inps, Inail), attività economiche, salvo alcune eccezioni. I no vax saranno dunque banditi dai centri commerciali, ma non potranno nemmeno andare in banca, accedere ai servizi della pubblica amministrazione, recarsi dal parrucchiere o dalle estesiste.

La Lega prova a smarcarsi

Debole presa di distanze da parte della Lega al margine della cabina di regia. “No all’obbligo indiscriminato di vaccino – fanno trapelare anonime fonti a tutti i cronisti – ma tutela di anziani e fragili, indennizzi per i danneggiati dalle vaccinazioni, subito un decreto ristori per chi perde il lavoro, no a bambini senza scuola”. Il Carroccio sarebbe favorevole all’obbligo sopra i 65 anni. Il M5S invece si sarebbe dichiarato contrario.