Esteri

Guerra e Maduro, quello che gli analisti non vogliono capire

Le operazioni militari occidentali stanno riuscendo nonostante molti non capiscano come ormai funzionano i conflitti moderni

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C’è qualcosa di profondamente rivelatore – e imbarazzante – nel modo in cui una parte del commentariato geopolitico reagisce alle operazioni militari occidentali riuscite. La reazione è sempre la stessa: “Non è possibile senza complicità interne”. Come se l’unica spiegazione accettabile alla superiorità tecnologica e dottrinale fosse il tradimento altrui.

È una scorciatoia mentale, se non capisci come funziona la guerra moderna, allora inventi chi ha venduto la patria… È più facile accusare un generale venezuelano che ammettere che l’intero impianto concettuale della difesa aerea novecentesca è ormai obsoleto. La verità è molto più scomoda: non servono traditori quando controlli lo spettro. Il problema non è Caracas. Il problema è la testa degli analisti. Chi continua a parlare di “bucare lo spazio aereo” ragiona come se fossimo ancora nel 1991. Radar accesi, missili pronti, intercettori in scramble. Quel mondo non esiste più. Oggi non si “buca” uno spazio aereo, semplicemente lo si sospende, rendendolo incoerente per un tempo sufficiente a colpire e andarsene. Sessanta minuti di caos informativo valgono più di mille sortite sanguinose.

E no… Non serve che qualcuno spenga i radar dall’interno, basta che qualcuno li capisca meglio di chi li gestisce, perché la guerra moderna non inizia con le bombe, ma mesi prima, nel cyberspazio. Frequenze osservate. Pattern registrati. Operatori studiati. Dottrine anticipate. Quando arrivano gli aerei, la partita è già finita. L’Electronic Warfare non è più solo un “supporto”, è diventata l’arma principale.

Con il Jamming adattivo, lo Spoofing la Saturazione e i Blackout selettivi, non distruggi il sistema. Lo costringi a mentire a se stesso. Un sistema che non sa più distinguere il vero dal falso è morto, anche se è apparentemente intatto. Per anni hanno venduto l’S-300 russo e l’HQ-9 cinese come baluardi invalicabili. Missili potenti. Radar inviolabili. Copertura stratificata. Tutto vero ma tutto inutile se l’ecosistema è prevedibile. Il problema non è che questi sistemi “non funzionano”. Il problema è che funzionano sempre allo stesso modo.

E quando una difesa diventa leggibile, diventa risolvibile, ovunque venga replicata senza intelligenza, senza adattamento, senza dominio informativo. Russia e Cina hanno esportato deterrenza come se fosse hardware. Missili, radar, brochure patinate, ma la deterrenza non è un prodotto. È un sistema fatto di addestramento, integrazione, cyber-resilienza, cultura operativa, hanno armato clienti senza renderli capaci.

E ora pagano il prezzo in credibilità. Ogni generale in Asia, Africa o Medio Oriente ha capito il messaggio: non basta comprare il sistema giusto. Bisogna capire il dominio in cui opera. Il vero scandalo non è che qualcuno abbia “venduto” Maduro. Il vero scandalo è che ancora oggi ci siano analisti incapaci di accettare che l’Occidente domini lo spettro elettromagnetico in modo schiacciante. La tesi della connivenza non è un’analisi… È una foglia di fico per non ammettere che:

1. la difesa aerea isolata è finita,

2. la guerra è ormai cognitiva prima che cinetica,

3. chi non controlla informazione e banda utilizzata, combatte bendato.

Non c’è stato bisogno di traditori. C’è stato bisogno solo di competenza. E finché qualcuno continuerà a spiegare la guerra del XXI secolo con le categorie del XX, continuerà a sbagliare bersaglio. E, peggio ancora, continuerà a non vedere arrivare il prossimo colpo.

Giulio Galetti, 8 gennaio 2026

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