Zanzara tigre

“Guidano all’impazzata e vogliono i nostri quattrini?”. Cruciani una furia sul caso Ramy

L'editoriale del conduttore della Zanzara, Giuseppe Cruciani: la difesa dell'uomo che ha ucciso il ladro, il tetto agli alunni stranieri e il confronto con Silvia Sardone sul velo

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Nella puntata della Zanzara del 24 settembre 2026, Giuseppe Cruciani difende Roberto Mollo, l’uomo che ha sparato durante un’intrusione nella sua cascina, e contesta chi chiede di valutare le circostanze prima di giudicare. Il conduttore sostiene anche un tetto alla presenza di alunni stranieri nelle classi. Più avanti, con l’ospite Silvia Sardone, il confronto si sposta sul velo islamico, dal divieto del volto coperto alla possibilità di vietare il velo alle bambine.

La difesa di Mollo

Per Cruciani, la paura provata da Mollo deve pesare più delle valutazioni tecniche sull’accaduto. Dopo aver annunciato la telefonata dell’uomo al 112, afferma: «È la testimonianza di un uomo che non deve essere perseguitato dallo Stato, che l’indagine finisca in tempi rapidissimi. Delle perizie me ne sbatto i co****ni, delle perizie me ne sbatto i co****ni. Ma no! Le traiettorie, era di spalle, non era di spalle, quanto era voltato, lo Stato se ne dovrebbe sbattere i co****ni di queste cose qui, avanti tutta».

Il caso Ramy

Durissimo anche l’intervento sul caso Ramy, dopo che gli avvocato di Fares – l’amico alla guida dello scooter – pare sia pronto a chiedere i danni allo Stato sostenendo che da parte dei carabinieri ci sia stato uno speronamento volontario. “Vogliono i nostri soldi – urla Cruciani – Questi che guidavano all’impazzata per il centro di Milano vogliono i nostri quattrini”.

Il tetto nelle classi

Sulla proposta di limitare la quota di alunni stranieri nelle classi, Cruciani respinge l’accusa di discriminazione e replica alle obiezioni ascoltate in trasmissione: «C’è questa sorta di buonismo, questa sorta di equalitarismo. Cioè i bambini sono tutti uguali, mica li mettono nei ghetti, mica li cacciano, mica li sopprimono, Cazzullo! Non li sopprimono! Bisogna riorganizzare le cose in modo che si possa fare i corsi normalmente, no? In modo che si possano fare, che la gente vada avanti negli studi, non che si debba imparare l’italiano!».

Il velo e le bambine

Silvia Sardone, ospite in studio, distingue il velo integrale dagli altri tipi di velo, ma dice di voler vietare entrambi in determinate circostanze. Sul primo dichiara: «Io ritengo che il velo integrale, e poi non ci prendano in giro, te lo dico subito, che poi dopo passa il divieto e si mettono la mascherina, comunque diciamo che se tu vai in giro con il volto coperto tu devi essere sanzionato. Tu in Italia non ci puoi andare in giro a volto coperto». Cruciani, invece, dice che la parola «proibizione» gli dà fastidio.

Il confronto si concentra poi sulle bambine che indossano il velo. Sardone mette in dubbio che, a cinque o sei anni, possa trattarsi di una scelta autonoma: «Se tu metti un velo in testa a una bambina di 5-6 anni, quello è il messaggio educativo che tu stai dando a quella bambina. Ma come è sottomessa quella donna? Vuol dire che tu le stai dicendo che la donna deve essere coperta». Cruciani osserva che anche i genitori fanno scelte per i figli piccoli.

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