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I peccatucci della locomotiva tedesca

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Angela Merkel sta mollando Giuseppi in malo modo: “Dammi qualcosa! Non otterrai niente”. Dammi qualcosa per dire riforme, insomma fai la cosa giusta e quale sia la cosa giusta te lo dico io; te lo insegniamo noi, che siamo i più virtuosi, quelli che da soli hanno sconfitto il coronavirus, noi 700mila tamponi la settimana, voi, il vostro Domenico Arcuri, perde settimane e poi gli arrivano senza reagenti. Sì, c’è sempre un po’ questa dinamica Fantozzi – professore sadico della clinica dietetica, “tu mancia!!”, e il rag. Ugo che si vergogna, che scompare. “Ah, saranno anche dei rompicoglioni però hanno ragione, vedi loro come fanno filare le cose, come sono precisi e organizzati, noi sempre i soliti ladri, poi dice che ci fanno la morale, per forza”.

Davvero? Ma le cose non stanno proprio così, stanno che i tedeschi non cambiano: una veloce autocritica al selz, se proprio debbono, dall’Olocausto a una finale di calcio, poi di nuovo in sella a bacchettare gli altri: “Tu mancia!!”. Ma mangiano anche loro e a man salva e c’è una puntigliosa inchiesta di Panorama di sei anni fa a mettere in fila un po’ di magagne ai crauti. Già dal caso Bochum, sorta di calciopoli teutonica che coinvolse nel 2007 Bundesliga e Champions con epicentro in Germania, più di 300 partite aggiustate, un giro d’affari da 12 milioni di corruzione e 150 in premi partita, 350 gli imputati: alla fine, siccome c’è un giudice palamaroso pure a Bochum, ne hanno condannati tre, una roba ridicola. Ricchi premi & cotillons anche sul fronte sanitario, coi soliti medici pagati dalle solite Pig Pharma, mille beneficiati, e qualche primario truccava pure i file dei pazienti in attesa di trapianto. E tangenti, come se non ci fosse un domani: quelle della Siemens, che nel 2007 beccava una multa da 600 milioni di euro per corruzioni planetarie; quelle del colosso Man, che, in modo speculare, piglia una botta da 150 milioni dopo essere stato colto con le zampe nella marmellata delle stecche per accaparrarsi pubbliche commesse “in Germania e fuori di Germania, all’estero e fuori dell’estero”, come direbbe un Nino Frassica tedesco se solo ce l’avessero (suppliscono con qualche cabarettista inviato in Italia).

In Grecia, che come sappiamo è stata dissestata e colonizzata grazie ai buoni uffizi della Ue – solo una Brd con altro nome – le tangenti sono state a livelli africani dai sottomarini ai carrarmati ad ogni faccenda su cui si poteva lucrare: dentro tutti e quanti, la solita Siemens, la Daimler, la Deusche Bahn. E le mazzette del Bayern Monaco. E le sacre unzioni della Bilfinger in Nigeria. Ma la morale dei tedeschi è double face: ferrea, a filo spinato per gli italiani o i greci, del tutto setosa in patria: non siamo noi a corrompere, sono gli altri a lasciarsi comprare. Ecco, il capitolo Deusche Bank è speciale, basti la sintesi: a inizio 2019 La Federal Reserve partiva con una indagine sospettando movimentazioni immani collegate a transazioni sospette da parte di Danske Bank. L’indagine della Fed si muove inizialmente cercando di ricostruire i magheggi negli Stati Uniti in riferimento ai fondi di una filiale estone della Danske Bank A/S. Danske, che ha usava banche corrispondenti come Deutsche Bank per spostare denaro all’estero. Un fiume di denaro potenzialmente sporco, 230 miliardi che scorrevano carsici su e giù dal livello visibile dello stato estone.

E il Dieselgate, allora? Ce lo ricordiamo, il gran casino delle emissioni falsificate su veicoli dalla centralina manipolata in modo da fregare i test di omologazione fornendo dati falsi quanto ad emissioni? Ed erano i paladini della green revolution a barare, spedendo migliaia di vetture del gruppo Volkswagen in Usa e in tutta Europa. E la politica corrotta che cerca di pressare o corrompere la stampa (citofonare Christian Wullf, 2012)? Fino allo scandalo di giornata, l’arresto, meno di un mese fa, dell’ormai ex amministratore delegato di Wirecard, Markus Braun, accusato di aver clamorosamente falsificato le entrate della società per sedurre per investitori e clienti.

Ma non ci sono solo le minime immoralia. Se il famoso scazzo Corte Costituzionale tedesca – Bce piaccia o non piaccia mette il dito nella piaga di una azione ultra vires della Banca Centrale, si staglia comunque l’orientamento di quel giudice della Corte che, intervistato dalla Faz, dice che sarebbe pericoloso per la tenuta dell’Europa se la commissione facesse la procedura di infrazione alla Germania; quando si dice le toghe del color della politica!
E vogliamo parlarne, una buona volta, dei mille problemi che la Germania puntualmente anestetizza dirottando disprezzo e pretese sul resto d’Europa, preferibilmente quella “terrona e mafiosa”? Vogliamo dirlo che i tedeschi non sono meno divisi di altri, politicamente, socialmente, in economia? Vogliamo spiegarlo, che se vai a Berlino est (riunita alla ovest grazie all’euro, che hanno pagato tutti, in primis l’Italia grazie alla compiacenza di un Prodi sdraiato su un rapporto di cambio valuta criminale), trovi distanze sociali incolmabili?