I tre soprusi del regimetto di Conte

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Uno dei più elementari giochi di enigmistica consiste nell’unire i puntini per vedere che disegno apparirà. Ecco, proviamo a collegare tre episodi dell’ultima settimana politica.

Primo episodio: il governo chiede alla sua maggioranza parlamentare, che dice subito sì, di prorogare lo stato d’emergenza. Piccolo dettaglio: nessun altro paese d’Europa ha fatto questa scelta. Ulteriore elemento per riflettere: per tutta questa settimana, ogni giorno, i dati diffusi dalla Protezione Civile hanno fatto registrare circa 40 ricoverati al giorno in terapia intensiva, cioè numeri piccolissimi, ultrarassicuranti.

Secondo episodio: sempre la maggioranza parlamentare manda a processo il leader dell’opposizione, addirittura negando (questo era il cuore della discussione in Senato) che la sua azione come ministro, quando era a capo del Viminale e attuava il suo programma di gestione più rigorosa dell’immigrazione, avesse il requisito del preminente interesse pubblico.

Terzo episodio: nonostante un pronunciamento del Tar, il governo ha chiesto e ottenuto dal Consiglio di Stato la possibilità di continuare a tenere secretati gli atti del Comitato tecnico scientifico, cioè dell’oscuro sinedrio di scienziati e accademici che da mesi ispira l’azione dell’esecutivo. Il direttore di Atlantico Federico Punzi, a questo riguardo, ha formulato un’ipotesi interessante: che gli atti non siano stati resi pubblici perché, con riferimento alla primissima fase del Coronavirus, potrebbero svelare le sottovalutazioni e il ritardo del governo e dei suoi consulenti, mentre nella seconda – errore uguale e contrario – potrebbero testimoniare esagerazioni macroscopiche come quella trapelata nei mesi scorsi, quando fu diffusa l’ipotesi terrorizzante (ovviamente mai realizzatasi) di 150mila ricoveri se si fosse scelta la strada della riapertura. Un doppio motivo di imbarazzo, insomma.

Ricapitolando: stato d’eccezione, leader dell’opposizione a giudizio, verbali sottratti alla conoscenza dell’opinione pubblica. Chiudete gli occhi e immaginate che tre episodi di questo genere siano riferiti ad un altro paese: stenteremmo a credere a eventualità del genere per una nazione del G8, per un membro fondatore dell’Ue, per una rispettata democrazia occidentale. Penseremmo a qualche fragile democrazia nascente, a qualche giunta (anzi: junta) centro o latino-americana. E invece siamo proprio noi il “laboratorio”. “Laboratorio” di che cosa, esattamente? Non di una dittatura, non esageriamo. Ma – e non è un’accusa necessariamente meno grave – di un sistema che fa di tutto per bypassare la volontà popolare e il controllo democratico.

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5 Commenti

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  1. bè di cosa ci si stupisce? ormai si sà il PD la fà da padrone…. e come la sua compagine con altro nome (alias M5s) che seguono i dettami del PD…. che essendo il Partito Democratico dirige la baracca (siamo una repubblica Democratica quindi a loro modo di vedere sono loro che comandano dato che sono Democratici… si ma tra loro…)… si dovrebbe ricordare che la Democrazia è il potere al popolo non ai DEM… come si è ben visto dalle scorse elezioni… ma a quanto pare anche i m5s… hanno intenzione di copiare i numeri dei DEM alle prossime elezioni….

  2. Sono d’accordo su tutto, ma noi poveri cittadini succubi di questa situazione, cosa possiamo fare.? Niente solo sperare di essere tutelati da chi dovrebbe tutelare, ovvero il Presidente della Repubblica, che invece mi pare collaborazionista di questa democrazia dittatoriale. E’ incredibile come sia sufficiente cambiare il colore della camicia, da nero a bianco, per trasformare una dittatura in una “democrazia”. Un governo che nessuno ha eletto guidato da un Presidente del Consiglio nominato da chi non è stato eletto e che nessuno conosceva e che adesso decide le nostre libertà.

  3. Invece dei puntini unite le iniziali : t, d, c. Dopodiché, senza grandi sforzi di fantasia, dall’acronimo ricaverete le parole che esprimono il significato di questo governo, portavoce compresi: sono una massa di t. d. c.. Allora, le t. d. c. esistono da quando esiste il mondo ma, quando si aggregano numerose come in questo governo, diventano una massa critica che può innescare una reazione nucleare che potrebbe travolgere tutto e tutti. FERMIAMO IN QUALUNQUE MODO LE T.D.C. GIALLOROSSE PRIMA DEL DISASTRO !

    • Concordo con te,cosa possiamo fare per fermare queste t.d.c.?
      Ps:ultimamente mi sto svilendo a sentire e vedere tutte le porcate che stanno combinando i ministri,premier compreso, mentre noi cittadini restiamo inermi a non poter far nulla.

  4. Dalle vacanze con mascherine e distanziamento sociale, non posso non condiviidere quanto detto chiaramente da Capezzone. Ho ascoltato anche gli interventi della Meloni, di Sgarbi etc e non so spiegarmi anzi mi spiego perfettamente i comportamenti di chi dovrebbe salvaguardare il diritto alla verità degli Italiani. E’ assurdo che questo paese mandi a giudizio un ministro degli Interni di centro destra e non un altro ministro che compie le stesse azioni ma è di centrosinistra. Forze parlamentari come Italia viva ed i 5 stelle sono state apostrofate “male” anche da personaggi chiaramente di sinistra come il Prof. Cacciari. Quello che manca è l’onestà intellettuale, pericoloso preludio ad uno stato di dittatura democratica.

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