in

Capitalismo. L’ideale sconosciuto (Ayn Rand)

Capitalismo. L’ideale sconosciuto

Dimensioni testo

: - :

Di Ayn Rand abbiamo più volte scritto in questa rubrichetta. Come i nostri lettori sanno, la consideriamo l’eroina del capitalismo, quando tutto intorno a lei congiurava contro il libero mercato. In queste settimane è uscita un’agile raccolta dei suoi scritti (e non solo, anche del suo illustre seguace Alan Greenspan) per i tipi di Liberilibri. Si chiama Capitalismo. L’ideale sconosciuto.

Ci sono diversi capitoli, tutti molto brevi, che danno un quadro della filosofia che sottende ai sui capolavori, Atlas Shrugged e The Fountainhead. Scrive nel decimo capitolo, di una tentazione che spesso anche noi abbiamo: «Pochi errori sono così ingenui e letali come i tentativi dei “conservatori” di giustificare il capitalismo sul terreno altruistico-collettivistico. Molti credono che altruismo significhi gentilezza, benevolenza o rispetto per i diritti degli altri, mentre significa l’esatto opposto: insegna il sacrificio di sé e quello degli altri a beneficio di un “bisogno pubblico” non meglio specificato; considera l’uomo un animale sacrificale. Credendo che i collettivisti siano motivati da un autentico interesse per il benessere dell’umanità, i presunti difensori del capitalismo assicurano ai suoi nemici che il capitalismo è la strada pratica per i fini dei socialisti, il mezzo migliore per lo stesso scopo, il miglior “servitore” dei bisogni pubblici».

C’è un tono di intransigenza in questa posizione, che forse noi liberali più pragmatici potremmo considerare un tantino eccessiva. Ma la Rand non ha intenzione di avere una posizione politica, la sua è una battaglia ideale: e non ha intenzione di cedere di un solo millimetro. E così aggiunge: «Ci sono voluti secoli di sviluppo intellettuale e filosofico per raggiungere la libertà politica. È stata una lunga battaglia, dai tempi di Aristotele fino a John Locke e ai Padri fondatori. Il sistema che hanno istituito non si basava sul governo illimitato della maggioranza, ma sul suo opposto: sui diritti individuali, da considerare inalienabili a opera di un voto a maggioranza o di un complotto di minoranza. L’individuo non veniva lasciato alla mercé del prossimo o dei governanti: il sistema costituzionale di pesi e contrappesi era scientificamente concepito per proteggerlo da entrambi».

E così ritorniamo alla bella prefazione della stessa Rand che scrive: «Questo libro è rivolto ai giovani – d’età o di spirito – che non hanno paura della conoscenza e che non sono disposti ad arrendersi. Ciò che devono scoprire, ciò che tutti gli sforzi dei nemici del capitalismo mirano in maniera frenetica a nascondere, è il fatto che il capitalismo non è semplicemente un sistema “pragmatico”, ma il solo sistema morale della storia».

Nicola Porro, Il Giornale 26 giugno 2022