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Il capolavoro degli Usa: asse Cina-Russia ed Europa impoverita

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Leggo su Today.it che «Gazprom, il colosso russo del gas, ha registrato un nuovo record storico nel volume giornaliero delle forniture di fonti energetiche al gigante asiatico attraverso il gasdotto ‘Power of Siberia’, operativo dal 2019». Cioè, energia alla Cina, con gran soddisfazione di entrambi i contraenti e pure della Mongolia, attraverso la quale la lunghissima pipeline deve passare.

Bilancio: la Russia fa migliori affari, se ne sbatte delle sanzioni europee e la Cina comunista di Xi si rafforza in vista dei confronti strategici futuri. Bel colpo. Pensate che i geniacci che governano i Paesi europei abbiano fatto un bell’autogol? Niente affatto. Non potevano fare altro. Avevano la pistola angloamericana puntata alla testa. Come vado dicendo dal lontano 22 febbraio su questo stesso sito, il vero obiettivo degli anglo-americani non era la Russia, ma l’Europa. Staccare l’Europa dall’abbraccio economico con la Russia. Lavorare sulla faglia, cioè l’Ucraina, cosa che fanno da dieci anni. Il vero scopo della Brexit era questo. Infatti, ecco gli inglesi lavorare alacri perché l’Ucraina entri nella Ue dopo che ne sono usciti loro. Cioè, via un Paese ricco e dentro uno poverissimo da mantenere. Un Paese facilmente gestibile dati i livelli parossistici di corruzione. Un Paese che, in vista della strategia di cui sopra, è stato armato fino ai denti, tanto da avere l’esercito più numeroso del continente.

Il che da una parte assorbe disoccupazione, dall’altra assorbe il surplus di armi che le industrie angloamericane non sanno più dove piazzare. Finirà? Boh, forse sì, ma la guerra in corso ha ormai generato tali risentimenti che un mastino da guardia al cancello con la Russia fa sempre comodo e durerà. Intanto, il target è raggiunto: l’Europa, maggiore competitor economico di Usa+Uk+Commonwealth, è in ginocchio. E ci resterà. La Russia costretta a contribuire alla crescita della potenza cinese? È un problema di domani. Domani è un altro giorno, diceva Scarlet O’Hara. Dopo di me il diluvio, diceva qualcun altro. Visto che ci sono: qualche commentatore dirà che sono pagato da Putin. Ecco la mia risposta preventiva: magari!

Rino Cammilleri, 19 luglio 2022