Società

Il “gioco” della guerra capito dai bambini

ragazzi capiscono la guerra con i videogiochi
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Tempo d’estate; capita di stare sotto l’ombrellone e sentire adolescenti di fianco che giocano tra loro, ahimé con il telefonino. Ma sia benedetto il telefonino in questo caso; mi ha dato lo spunto per questa riflessione.

Urlavano tra di loro, eccitatissimi, un fastidio insomma, ma il fastidio si è trasformato in interesse quando uno dei ragazzi ha chiesto di entrare in alleanza con altri, ma gli è stato risposto che l’alleanza aveva raggiunto il massimo consentito dei membri e non era possibile accoglierlo; doveva rimanere nella alleanza in cui si trovava (o rimanere autonomo, questo non so). Si tratta di “Supremacy – World War 3″, forse il Risiko nell’era del digitale; l’obiettivo è sempre quello di conquistare territori.

Insomma, la logica è che non ci si può mettere in troppi in un’alleanza contro un’altra alleanza. Che a pensarci bene sarebbe come andare in 10 a giocare una partita di calcetto, con Francesco che è chiaramente il più forte e tutti che vogliono giocare in squadra con lui. Ora, a parte il forse non calzantissimo paragone calcistico, quest’affare delle alleanze non vi fa venire in mente qualcosa ? Vi fornisco delle parole chiave: agg… e agg…

Beh, ci vuole curiosità, ci vuole libertà di pensiero, ci vuole applicazione di raziocinio. In tempi non sospetti, molti, ve ne risparmio l’elenco (tutto rintracciabile in rete, cercate, chiedete all’Intelligenza Artificiale di darvene conto), erano preoccupati per l’ampliarsi di “quella” alleanza, dicevano che si stava esagerando, che non era negli accordi, che si correva il rischio di reazioni; ora non più, non ricordano, o fingono di non ricordare, o non si possono permettere di ricordare, di aver ragionato allora come in questo gioco di adesso. Non so se si studino ancora i Promessi Sposi al Liceo, ma alla fine del capitolo VII troviamo “…giacché, in un simile rimescolamento, non si distingueva più chi fosse l’aggredito e chi l’aggressore”, interessante.

Non bastasse Manzoni, che può essere considerato vecchio, lontano, fuori contesto, ci appoggiamo a Churchill: “Nella guerra, determinazione; nella sconfitta, resistenza; nella vittoria, magnanimità; nella pace, benevolenza.” ‘Quella’ alleanza ha vinto una guerra a bassa temperatura un po’ di anni fa; è stata poi magnanima ? Nota importante per i lettori superficiali: qui non si parteggia, si ragiona, si ragiona su quello che si sarebbe potuto evitare.

Miro Lontano, 20 settembre 2026

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