Il grido di mister Yamamay: “L’azienda è la nostra casa”

Decreto economico, buste paga, cassa integrazione. Gianluigi Cimmino, imprenditore e amministratore delegato di Yamamay, in questo video sottolinea i controsensi di un governo che sembra fare di tutto per non ripartire.

E rilancia a gran voce il nuovo hashtag #iorestoinazienda al posto di #restiamoacasa.

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8 Commenti

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  1. Mà questa gente che si lamenta sempre di tutto ma poi rimane …che problema hanno? Che prenda baracca e burattini e si trasferisca con l’azienda all’estero…(sè può……)…Non serve a nulla lamentarsi e rimanere ,non porta a nulla.Unico modo per rispondere a questo paese è il silenzio e l’azione.Lasciarli col cerino in mano. Tra imprese vendute agli stranieri,imprese fallite ,imprese chiuse per altre cause ,imprese che vanno all’estero entro anni 10 quì non rimane nulla.

  2. Signor Cimmino, Le faccio i miei complimenti per il suo discorso, che mi trova del tutto d’accordo con lei. Lei rappresenta il meglio dell’Italia, vale a dire quei piccoli e medi imprenditori che sono la spina dorsale dell’economia e ai quali è impedito di riprendere a lavorare, nonostante siate già provvisti di tutte le misure di sicurezza necessarie.Io sono dalla sua parte.

  3. Spero che dall’Alto qualcuno ci aiuti a dare un giusta sentenza a questi Attori di un film dell’horror scritto da potenti senza nessuno scrupolo e senza nessun rispetto verso gli uonini di questa terra….il karma saprà cosa fare !!

  4. sono solidale con te e tutto quello che dici, sono idignato per tutto quanto viene non detto e eccultato da questa politica che è più sporca di quella di prima. Sono anch’io un imprenditore e …. haime !!!
    vediamo come andrà . SEI GRANDE E MERITI RISPETTO

  5. La vera protesta sarebbe quella di rimanere chiusi fino a quando lo Stato non potrà più pagare i dipendenti pubblici, sindacalisti, politici etc che dormono sogni tranquilli aspettando, puntualmente il 27 di ogni mese. Vorrei vedere le loro facce al mattino quando si alzano dal letto dopo aver passato l’ennesima notte insonne. Vorrei vedere le facce delle loro famiglie quando sperano di aver ricevuto i 600 euro da oltre due mesi o la cassa integrazione che, quando arriva, è quasi la metà dello stipendio. Vorrei vedere il loro stesso finto sorriso verso le nostre mogli, le nostre compagne o verso le nostre fidanzate, verso i nostri figli per non trasmettere loro le nostre ansie ed i nostri peggiori incubi. Vorrei sentire anche sulle mie mani le lacrime cadute sui loro visi.
    Solo in quel caso forse capirebbero il dramma di questa guerra, senza bombe, che ci ha distrutti.

  6. Ancora con sta storia? Ma per le donne che lavorano da una vita sotto il caporalato ,a prezzi da fame, non c’è nessuno che combatte? Solo per gli extracomunitari?

  7. Ancora con sta storia? Ma per le donne che lavorano da una vita sotto il caporalato ,a prezzi da fame, non c’è nessuno che combatte? Solo per gli extracomunitari?

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