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Il “nazismo” statalista dell’Europa: l’opuscolo su come educare i figli

Il Consiglio d’Europa pensa di eliminare il “fila in camera tua” dalle punizioni suggerite. Ma davvero qualcuno pensa a queste cose?

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Avete mai punito vostro figlio? Gli avete mai decurtato la paghetta? Avete addirittura urlato “vai in camera tua”? Siete in errore. O almeno è quello che, secondo Le Figaro, pensano quei geni del Consiglio d’Europa che sta pensando di modificare l’opuscolo che suggerisce ai genitori europei come educare la prole. Niente più “fila in camera“, insomma. Addio punizione più vecchia del mondo.

I fatti sono questi. La testata francese è venuta in possesso di una mail che dimostrerebbe come l’ente europeo, sollecitato da alcune associazioni, avrebbe deciso di rivedere le sue indicazioni che fino ad oggi ritengono il castigo del “time out” come un buon modo per far calmare il bambino. Farlo sarebbe ormai “obsoleto”, così come fargli riparare un danno o tagliargli la paghetta. Meglio sarebbe reagire al comportamento scorretto con spiegazioni e in modo non aggressivo.

Ora, si potrebbe far notare che milioni di bambini sono cresciuti a suon di sculacciate, giornate passate in camera a piangere e “vai a letto senza cena”. Noi però vorremmo concentrarci su un altro punto. Ovvero sul fatto che esista una grande macchina, il Consiglio d’Europa, che produce opuscoli, carte e convenzioni che toccano addirittura la gestione dei figli. Immaginatevi un ente, il cui scopo è quello “difendere i diritti umani del continente”, che impegna del tempo (chissà quanto) per decidere se mettere uno “stop” o meno alle punizioni che i genitori infliggono ai figli. Ma a che cosa serve? Siamo seri? Possibile che lo Stato, o un ente sovranazionale, debba indicarci come educare i nostri figli? Roba da matti.

dalla Zuppa di Porro del 12 ottobre 2022