Il politicamente corretto buca il pallone

Condividi questo articolo


Riprendendo l’articolo di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera di oggi, sembrerebbe che alcune regole introdotte da poco nello sport più amato dagli italiani non siano poi così calcistiche. Ne sono la prova gli episodi molto discussi avvenuti durante Juventus-Atalanta. Per ridare maggior senso al campionato di calcio, sono necessari dei cambiamenti.

Giancristiano Desiderio, 12 luglio 2020

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


16 Commenti

Scrivi un commento
  1. io faccio una sola considerazione e le persone intelligenti la capiranno.
    Purtroppo gli arbitri gli arbitri in qualunque sport ( con poche eccezioni pe la verita) sono tutti giocatori falliti —- non essendo capaci di giocare arbitrano. – Come giustamente dice il proverbio ” chi sa fa, chi non sa insegna .

  2. Più che politically correct o totalitarismo, questa situazione grottesca del calcio mi ricorda moltissimo certa mentalità burocratica, soprattutto quella italiota. Nel senso della regoletta che diviene sempre più cervellotica, sempre più scollegata dalla realtà: il trionfo del foglio di carta sul mondo vero.
    La var va tenuta assolutamente, qui il problema sono le regole assurde, quelle vanno cambiate. Quella sui falli di mano è semplicemente demenziale, davvero non si capisce a quale genio possa essere venuto in mente di cancellare il concetto di volontarietà: non solo è ingiusto e assurdo punire tocchi involontari, ma soprattutto trasforma il Calcio in una Roulette. Prendersi rigore diventa totalmente aleatorio, questione di sfiga se il pallone “finisce” sul braccio di un tuo giocatore, e in un gioco a basso punteggio come il calcio, questo spesso decide intere partite, come l’altro giorno. Tanto vale tirare la monetina a sto punto.
    Il fuorigioco è forse pure peggio. La regola dell’offside ormai è degenerata a tal punto da perdere completamente di vista la ratio per cui esiste, da sempre, nel calcio: impedire che il gioco si riduca ad attaccanti che stazionano tutto il tempo comodamente a 1 centimetro dalla porta avversaria, in attesa solo del pallone da insaccare. Ora ditemi voi che cavolo c’entra questo con sanzionare un attaccante che parte un millesimo di secondo in anticipo o che ha un pelo oltre la linea dei difensori??…Ed è pure masochista verso la “bellezza del calcio”, dato che il gioco risulta più “ingabbiato” e lento di quello che potrebbe essere, oltre al fatto che molte volte vengono annullate proprio le azioni più spettacolari…geniale!
    La regola del fuorigioco per come è interpretata oggi è la tipica regoletta burocratica che vive di vita propria, totalmente scollegata dalla realtà e dai motivi per cui era stata introdotta inizialmente, se non addirittura controproducente, oserei dire “kafkiana”.

    P.s. Sono interista quindi immaginatevi quanto “ami” la Juve…ma devo dire che il tempismo della polemica di Sconcerti è davvero comico. Se n’è accorto solo adesso che quelle regole sono assurde??!

  3. E ti pareva che Sconcerti non sfruttasse l’occasione per dare contro la Juventus !!!
    Tutta questa pippa sconcertiana che viene, guada caso, dopo una partita della squadra a cui è visceralmente contro a prescindere, degno erede dello Zeffirelli di un tempo, osbsoleto come la sua interpretazione dei criteri di giudizio degli odierni arbitri.
    Sconcerti si dimentica di mille altri rigori causati da rimpalli ben descritti da Moriotto appena sotto, a danno di altre squadre, a favore di altre squadre, ma evita di parlare di quello dato a Bonucci contro il Milan e quello a De Ligt contro il Torino (così, tanto per dire…, visto che vede la Juventus come alcuni allucinati che scrivono nel blog vedono Berlusconi).
    E’ ovvio che rigori come il primo di sabato sera, sono assurdi quanto irritanti; è altrettanto vero che gli arbitri devono seguire le norme; se poi le norme sono frutto di masturbazioni mentali dei dirigenti AIA, cosa c’entra la Juventus, cosa c’entra il politicamente corretto, cosa cavolo va sputando lo Sconcerti furioso ?
    Ancora Moriotto ha ragione nel sostenere che il fuorigioco di un alluce non produce vantaggio all’attaccante che comunque sarebbe andato in buca anche con un alluce in meno dalla linea rossa; il fuori gioco è tale se la luce è evidente, punto.
    Ok al VAR a queste condizioni; altrimenti meglio il vecchio criterio visuale e, per i guardalinee, il rumore del calcio al pallone con l’occhio fisso sull’ultimo difensore; se il rumore del calcio è in linea, oK altrimenti è fuori gioco.
    Venticinque anni di calcio giocato mi consentono di irritarmi se leggo per l’ennesima volta le cavolate di un giornalista che ha fatto fortuna senza meritarla tutta; ancor peggio di lui Enrico Varriale di Raidue che non riesce ad essere credibile quando parla delle squadre e dei giocatori che non siano del Napoli; quello che Cesarone Maldini voleva asfaltare, primo in ordine cronologico, seguito da Zenga, Allegri, Sinisa ed altri.

    • @giorgioop
      D’accordo con te su tutto. Anche sull’asfaltatura, in senso metaforico, di quelli in elenco.
      Sconcerti sconcerta. Basta la parola.
      Il calcio deve avere alla base un contesto di regole chiare, è gioco di contatto fisico e gioco di intelligenze e furbizie.
      Se uno non ha giocato a calcio abbastanza a lungo, non può fare l’arbitro.
      Non capirà mai le “furbizie” nel fare fallo, la sua gravità o meno e la sua intenzionalità o meno di far male.
      Non capirà la differenza tra la spallata, vigorosa e consentita, e la spinta col gomito e la mano, in aggiunta alla spalla.
      Non capirà il fallo, grave e voluto per far male, di Sergio Ramos su Salah, tenendogli il braccio sotto il corpo e provocandogli la lussandogli della spalla e conseguente abbandono.
      Non capirà l’intervento in scivolata sul pallone, alla Cesare Maldini e alla Karl Schnellinger, spettacolare e lecito sul pallone anche se l’avversario dopo cade. Tutto regolare.
      Non capirà che se l’attaccante è “in volo” in area verso l’impatto col pallone, una spinta anche leggera lo butta fuori traiettoria e non prenderà il pallone. Rigore.
      La spintarella della stessa intensità ai margini dell’area di rigore con conseguente catastrofica caduta e tre giri su se stesso del “caduto” in guerra, non è da rigore, ma da pernacchia.
      Rigore è la “massima” punizione, non la minima.
      Resta di fondo che arbitrare è uno dei mestieri più difficili. Che molti arbitri sono bravi a reggere lo stress e sanno atbitrare.
      Cordialissimi saluti a Giorgio.

      • Ti ringrazio…
        Mi hai fatto ricordare quante volte sui calci d’angolo, saltando col difensore affiancato o dietro, mi sono preso pizzicotti nel sedere da livido per una settimana, solo per sbilanciarti nel salto ed impedirti anche soltanto di spizzare la palla a favore del compagno che arrivava da dietro….
        Ogni tanto, uscire da argomenti politici ed entrare in questi fa bene al morale.
        saluti GP

    • Effettivamente Varriale é di quella scuola di telecronisti calcistici faziosamente meridionalisti e filopartenopei che ha in Auriemma il suo omologo a Mediaset. Tutti eredi antipatici del caposcuola Luigi Necco, che però almeno era simpatico.

      • esatto Valter…Necco era di un’altra categoria; anzi tutti quelli del gruppo erano di un’altra categoria, compreso Tonino Carino “da Ascoli” …

  4. Se ne accorgono ora che le regole sul fallo di mani sono assurde ?
    Quando la Juve veniva ogni domenica punita per i falli di mano andavano bene queste regole ?
    Ora che se ne è avvantaggiata la Juve nasce il problema ?
    Come al solito regole e critiche a senso alternato …

  5. In effetti il VAR (gestito ormai da molto tempo da Conte con i suoi DPCM dittatoriali) ha alimentato in modo evidente la mentalità totalitaria tipica di un giustizialismo che ha prodotto le condanne pilotate dei giudici (pardon degli arbitri)

  6. Se si vuole mantenere la Var sul fuorigioco, bisogna rivedere i criteri.
    Non ha senso il fuorigioco perché la punta del piede dell’attaccante è più in là del tallone del difensore.
    È fuorigioco quando c’è “luce” tra attaccante e difensore. Cioè quando se ne trae un vantaggio evidente.

  7. Come sempre, troppa attenzione (per non chiamarla bile) sulla juve. Per mesi tutti a incensare il VAR che ha portato alla luce i falli di mano in area della difesa bianconera. Ora, quando tocca a noi, guarda caso tutto si fa losco e le regole sono da cambiare. È triste pensare a quanto l’odio e l’invidia facciano vivere male i “gufi”.

  8. É l’applicazione al calcio del “principio di precauzione”, ovvero l’arbitro si esime dal valutare nel merito e dall’assumersi la responsabilità di decidere. Diceva il grande Boskov: “ rigore é quando arbitro fischia”, altri tempi ! Oggi l’arbitro é diventato un Ponzio Pilato che persegue il solo obiettivo di non essere colpevolizzato qualora sbagliasse. La stessa logica del governo di Giuseppi & Co. riguardo la pandemia: demandare le decisioni alla VAR dei virologi.

    • P.S. Il “Principio di Precauzione” é quello dell’aurea regola che in termini più prosaici si declina con “Prima Cosa: Pararsi il C**o”.

  9. Non sono Juventino, ma Milanista.
    Come mai tutte queste polemiche non sono nate sul rigore commesso da Bonucci, praticamente attaccato all’avversario, contro il Milan?

  10. La Var va benissimo per il fuorigioco.
    Ripristinare la volontarietà del fallo di mano in area.
    Le nuove assurde regole sono davvero il riflesso del politicamente corretto. Il totalitarismo lo lascerei da parte.

  11. Sconcerto.
    Mi sconcerta Mario Sconcerti.
    Se ne esce sotto la calura di luglio quando è da anni che i “cervelloni” del calcio hanno via via “affinato” la regola del fallo di mano, togliendo la volontarietà e infilandosi nella volumetria: è fallo di mano, e se in area, rigore, quando col movimento della corsa o del salto, il giocatore aumenta il volume del corpo e intercetta o viene colpito dal pallone.
    Col dito, col l’angolino del gomito, col polpastrello del mignolo di striscio.
    Sono mesi e mesi che danno rigori così, anche se il pallone finisce sul dito dopo aver colpito la pancia.
    Dov’era lo sconcertato e sconcertante Sconcerti fino a ieri notte?
    A giocare a briscola?
    E dov’era quando col VAR sanzionavano il “fuorigioco” per un naso troppo lungo o per la punta del laccio della scarpa troppo in avanti?
    Platini non voleva il VAR. A parte il gol-non gol sulla linea, abbiamo quattro arbitri. E riteniamo siano capaci e preparati.
    Che arbitrino loro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *