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Il razzismo della sinistra (Thomas Mann)

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Questa biblioteca è nuovamente in debito con il professor Angelo Petroni il quale, sulla vicenda degli inginocchiamenti e del Black Lives Matter ci ha segnalato un pezzo molto interessante, sulla Salisbury Review. Il cui titolo è significativo: «Il razzismo della sinistra». Si tratta di un periodico conservatore inglese, quello dove per anni ha scritto Scruton, per intendersi.

La prima considerazione è banale, ma non scontata. Sapete perché la sinistra vede il razzismo ovunque? Semplice: «È come quel medico che vi dice che la guarigione non è possibile e che dunque la cura continuerà fino a quando sarete in grado di pagarla… la sinistra è sempre alla ricerca dei voti». Insomma, del suo pagamento per una cura per una malattia che vogliono continuare a vedere anche se non esiste più. O comunque che non conviene loro curare. «Inoltre vi è una certa ironia nel fatto che la sinistra vede il razzismo ovunque tranne dove esiste davvero: e cioè proprio in se stessa».

Occorre capire che per la struttura ideologica della sinistra, continua l’autore, Thomas Mann, il mondo si regge su una battaglia continua tra vittime e oppressori: «Gli omosessuali oppressi dagli etero; le donne dagli uomini; le minoranze etniche dai caucasici». Ecco perché, si legge nel saggio, il segretario di Stato del Regno Unito per gli affari interni, Priti Patel, di origini ugandesi-indiane, e conservatrice, è diventata un affronto per la sinistra: «Non capisce, viste le sue origini, di essere una vittima?». Si tratta del medesimo razzismo di cinquant’anni fa. Con il colore della pelle si identificava un presunto vizio o comportamento.

Oggi la sinistra fa la stessa cosa, anche se in modo più generalizzato: la tua pelle, la tua origine, il tuo genere non può che vederti da una parte, perché si è nel cluster delle vittime e non degli oppressori. Il ragionamento è sottile, ma non fa una piega. Il razzismo è oggi un perfetto strumento in mano alla sinistra per cercare il consenso. Il tema deve sempre essere rinfocolato: si è alla continua ricerca del caso per poter risfoderare la spada dell’antirazzismo alla ricerca di una identità che oggi la sinistra ha perso. È questa la tesi della rivista conservatrice: non molto lontano da una realtà che riguarda anche l’Italia.

Nicola Porro, Il Giornale 4 luglio 2021

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Luisa
Luisa
22 Luglio 2021 16:40

Però se il secondo commento sparisce vuol dire che è ficcante allora rimandatemelo grazie. Ho una mia bacheca di ricordi

Luisa
Luisa
22 Luglio 2021 16:36

Dovrebbero ricordare costoro che il ribaltamento del valore ad uso strumentale a lungo termine si ritorce contro colui o coloro che lo perseguono. Il lungo termine ha compiuto il suo corso è tempo di dazio! Cogliete la prima mela avvelenata sarà la strega in sembianza di fata a offrirvela non ne avrete contezza. La coscienza è sostanza non forma sghemba. E Voi siete Sghembi o miei prodi

Luisa
Luisa
22 Luglio 2021 16:16

Da tempo l’argomento “Razzismo” inquieta e turba la mente e l’animo di nobili quisquiglie e pizzillaccherepiù che una disquisizione politica è una sorta di clava brandita senza ritegno sul povero elettore, sfinito da cotanta protervia e scempiaggine venduta come merce di prima qualità. Certo che niente e nessuno potrà salvarlo dall’improntitudine di chi dall’empireo dei garantiti a vita, continui strali lancia nell’aere. Non prova neppure a difendersi, lo stordimento acustico ha sopraffatto ormai ogni resistenza, egli è in preda al panico e non sapendo come tacitare l’angoscia che lo assale crolla nella silente acquiscenza.

giùalnord
giùalnord
13 Luglio 2021 23:54

Auspico che la sinistra possa imparare dai suoi notevoli sbagli.

ste vari
ste vari
10 Luglio 2021 23:05

La sinistra ha storicamente sempre cercato un nemico da odiare, non solo da combattere con le idee: in un periodo c’erano i “padroni”, poi i “ricchi generici”, ultimamente sono di moda i “razzisti”, i “discriminanti” ecc. Alla base però rimane sempre il loro “odio”, che viene però sempre riconosciuto solo ai nemici e sempre scusato al proprio interno. E con una totale intolleranza verso chi loro tacciano di intolleranza; la sinistra fondamentalmente si autodefinisce sempre “dalla parte giusta”.

Fabio Bertoncelli
Fabio Bertoncelli
10 Luglio 2021 22:13

“Il buio oltre la siepe” è probabilmente il romanzo piú antirazzista dai tempi di Gutenberg.
Ebbene – tenetevi forte – qualcuno della cultura della cancellazione ha proposto di eliminarlo dalla circolazione perchè il protagonista è maschio e bianco. Quindi il romanzo è razzista.
… … …
Il mio gatto è piú intelligente di questi qui. Forse, per una analogia, bisogna scendere al livello di un criceto. Mi correggo: di una zecca.

CLAUDIO
CLAUDIO
10 Luglio 2021 22:08

Ricordo che la Sinistra attraverso le Cooperative rosse ha fatto business da paura con i migranti, alcuni si sono arricchiti all’inverosimile…. Dopo averne tratto ricchezza e dato addosso attraverso la giustizia di parte a chi chiedeva di trattare i migranti in altro modo….. Hanno pure trovato la maniera per portarli al voto…. Tirare in ballo il razzismo fà parte del business plan comunista che con la solita falsità e inganno predica comunismo ,razzola ricchezze …. E in onda a modi fiume odio gratuito dando poi la colpa a chi capita a tiro…… Il problema è che ci sono ancora dei Cabbasisi che li votano… E non sono migranti

Fiorino
Fiorino
10 Luglio 2021 20:18

Motivo per cui la sx si affanna a “”facilitare”‘ l’immigrazione…….servono voti…..