Qui al bar si domandano: ma se in Polonia ha vinto il presidente della Repubblica “sbagliato”, cioè quello conservatore ed euroscettico, perché non fanno come in Romania? Perché non annullano le elezioni? Forse nell’Ue si sono pentiti della figura ridicola collezionata a Bucarest e, con Varsavia, si stanno comportando diversamente? Accettando il verdetto popolare? Magari servono un paio di caffè, a quest’ora del mattino, per intuire quale sia la differenza: in Romania l’aveva spuntata il candidato considerato filorusso; in Polonia, di filorusso non c’è nemmeno la macchinetta del cappuccino (ammesso ci sia una buona macchinetta del cappuccino). E se non c’è lo spettro della propaganda russa, non ci sono scuse per pretendere che, in un Paese membro dell’Ue, la volontà degli elettori venga clamorosamente ribaltata. In fondo, per confermare che la democrazia non conta più nulla per qualcuno, serve ancora un pretesto. E un sovranista “buono” non basta.
Il Barista, 3 giugno 2025
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