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Il volo in segreto di Bennet da Putin: 4 appunti sul ruolo di Israele - Seconda parte

La mossa a sorpresa del leader israeliano: “rompe” il Sabato e vola a Mosca. Poi sente Zelensky

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L’intento è fermare i combattimenti e le uccisioni di massa di civili e dal poco che è stato fatto filtrare, il leader russo si è detto pronto a parlare, senza precondizioni. Ma se da una parte Putin ha dato disponibilità, dall’altra ha continuato a minacciare.  Solo ieri, infatti, ha annunciato che una “no-fly zonesull’Ucraina verrebbe considerata una dichiarazione di guerra contro la Russia. Fonti politiche israeliane hanno affermato che oltre che con la parte ucraina, l’iniziativa di mediazione è coordinata con gli americani e con la loro benedizione.

Per quello che riguarda il coordinamento non c’è dubbio che Bennett abbia aggiornato i funzionari della Casa Bianca sul suo previsto viaggio e non abbia sentito obiezioni, per quello che riguarda la “loro benedizione”, qualche dubbio sorge spontaneo ed è meglio aspettare una risposta ufficiale del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca. Anche perché ieri sera alcuni funzionari dell’amministrazione Biden hanno espresso dubbi sui tentativi di mediazione, sui tentativi sia chiaro, non sulla buona volontà.

Ciò nonostante, e aggrappandosi alle stime dell’intelligence statunitense, che almeno in questa fase ha dimostrato di avere buone fonti, la Russia, secondo il suo piano originale, non si sarebbe fermata prima di rendere schiava l’Ucraina. Tutto questo condito dalla certezza che Putin stia usando i leader occidentali per seminare dubbi in Occidente sulle sue vere intenzioni. Valutazione che prende forza dall’inganno al presidente francese Emmanuel Macron al quale ha detto, solo due giorni prima di iniziare l’invasione, che la forza dell’Eliseo ha il potere di prevenire la guerra.

D’altra parte però la mediazione di Bennett, che permette a Mosca un contatto indiretto con l’Ucraina senza passare per intermediari che si sono schierati con l’una o l’altra parte, può permettere a Putin di uscire dal pantano, perché se si accontenterà della garanzia che l’Ucraina non entrerà nella Nato e che rimarrà neutrale, potrà annunciare trionfalmente di aver raggiunto il suo scopo e far ritirare il suo esercito.

Michael Sfaradi, 6 marzo 2022