in ,

Capire le molecole (Franco Battaglia)

Capire le molecole

Autore: Franco Battaglia
Anno di pubblicazione: 2019
ACQUISTA SU AMAZON



Se non avete un libro di chimica nella vostra biblioteca, o se ne avete solo di divulgativi e ve ne manca uno professionale, Capire le molecole (Cedam) di Franco Battaglia fa al caso vostro. È un volume da studiare, non da leggere al mare. L’autore, a cui sono affezionato per le sue battaglie controcorrente sull’ambiente, lo usa per il corso all’università, ma essendo il livello da primo anno, per affrontarlo serve la cultura scientifica scolastica e, soprattutto, la voglia di usarla.

Il libro non avrebbe posto in questa rubrica se non già dalla copertina non avesse attirato la nostra attenzione. Vi si ritrae la mano della figlia dell’autore (alla quale l’opera è dedicata) che sostiene un campione cilindrico. È materiale vetroso insolubile, inattaccabile, infrangibile, costituente una matrice per la vetrificazione dei rifiuti radioattivi. Giunti alla fine del capitolo 3, sarete in grado di calcolare il volume di rifiuto radioattivo prodotto da ciascuno di noi se il consumo elettrico durante la nostra vita fosse al 100 per cento da fonte nucleare. E alla fine del calcolo scoprirete che quello è il volume, appunto, del cilindretto sostenuto dalla mano di Cleis. Verrebbe da pensare, a noi profani, che il tanto sbandierato irrisolto problema delle scorie nucleari ha una semplicissima soluzione: incapsulare il cilindretto nel piombo o in qualche materiale d’adeguata lega e depositarlo nella bara accanto al cadavere di ciascuno di noi. In ogni caso, se a cena con amici siete assillati dalla solita domanda «e-le-scorie?» non avrete che da proporre la stechiometria del libro al vostro interlocutore.

In un altro problema stechiometrico, Battaglia propone ai suoi studenti di aumentare di 100 parti per milione la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera dell’aula magna dell’università. È, questo, l’aumento causato da tutte le attività umane negli ultimi 150 anni. Risolto il problema, si scopre che, allo scopo, basterebbe bruciare… una candelina! Il professore informa che, per numero e intensità, gli eventi meteo severi sono oggi inferiori rispetto a ieri. Noi siamo come San Tommaso e abbiamo voluto verificare: in effetti, fra il 1850 e il 1930 l’America è stata colpita da 149 uragani, di cui 10 di forza 4; mentre fra il 1931 e il 2010 l’America è stata colpita da 135 uragani, di cui 8 di forza 4. Insomma, saremmo al cospetto della seguente circostanza: Tizio è accusato di aver ucciso Caio, e per questo s’intavolano accesi dibattiti nelle aule di tribunale e negli studi televisivi di tutto il mondo; senonché Caio si presenta vivo e vegeto.

Fine di ogni dibattito. O no? In ogni caso, col calcolo della candelina, farete un figurone, a cena. Sempre con la stechiometria del capitolo 2 potrete calcolare quante molecole di principio attivo vi sono in una soluzione acquosa omeopatica ottenuta con una sequenza di diluizioni successive da una soluzione madre. Scoprirete che con una dozzina di diluizioni centesimali successive il numero di molecole di principio attivo è zero, pertanto ogni ulteriore diluizione consiste nel diluire acqua con acqua! E ancora: cos’è l’entropia? Oppure: cos’è il pH? Ecco, se desiderate una risposta professionale e non divulgativa a queste e altre domande di chimica, Capire le molecole v’accontenta.

Nicola Porro, Il Giornale 24 febbraio 2019

Condividi questo articolo
  • 379
    Shares

15 Commenti

Scrivi un commento
  1. fammi capire… per dimostrare che non esiste il riscaldamento globale avete contato gli uragani rilevati in America (totale, del nord, del sud?)?
    e tutti gli altri eventi che accadono nel mondo? l’aumento dei livelli del mare? l scioglimento dei ghiacciai? la morte delle barriere coralline? ecc. ecc.?
    complimenti, mi avete convinta :v

    • Sei un tantino confusa. Sono gli adepti del riscaldamento globale che, in mancanza del riscaldamento previsto, hanno ripiegato su un “climate change” che comprende, tra le altre cose, anche un aumento degli eventi estremi.
      Da qui l’opportunità di mostrare come sia una balla pure questa: gli eventi anomali accadono ma sono anomali come lo sono sempre stati, all’interno di una normale variabilità degli stessi (evidentemente l’uragano non arriva sempre nella stessa misura di uno, lo stesso giorno ed alla stessa ora).
      Ma mi rendo conto che l’analfabetismo quantitativo del paese non comprenda la variabilità dei fenomeni, il ruolo del caso, la regressione verso la media, e molto altro ancora.
      Per lo scioglimento dei ghiacciai è sufficiente che faccia più caldo di 200 anni fa (fine della piccola era glaciale), non serve affatto che il clima continui a scaldarsi.
      Basta mettere un pezzo di ghiaccio fuori dal freezer per capire il concetto: non serve continuare a scaldare la cucina per farlo sciogliere.
      L’aumento del livello dei mari è stato ampiamente sovrastimato: 30 anni fa dicevano che in 30 anni le Maldive sarebbero state in parte sommerse, così come centinaia di piccole isolette.
      Sono tutte ancora lì.
      La cosa peggiore di tutto il suo discorso, comunque, è l’acritica adesione alla favola per cui “tutto” (ed il suo contrario) sarebbe sempre colpa del global warming.

  2. Caro Nicola, cosa dice di affondare realmente qualche colpo, anche in tv, sul riscaldamento globale presunto antropico?
    Ci rendiamo conto di quanto sia la base del nuovo socialismo, ben rappresentato dalla Ocasio Cortez?
    Dobbiamo smetterla di far passare tutto. Questa è la nuova frontiera: il totalitarismo che si spaccia per scienza, senza esserlo.
    Tra l’altro lo spazio politico c’è eccome, come dimostrano Trump, Bolsonaro, Tony Abbott.

  3. Caro Porro,
    Grazie per la puntata di ieri sera a 4R, e grazie per la segnalazione di questo libro. Il prof. Franco Battaglia è uno dei pochi scienziati controcorrente (qualità indispensabile per essere veri scienziati) che da anni confuta le scemenze ufficiali sul riscaldamento globale ad origine umana. Purtroppo non è bravissimo come polemista, come del resto il prof. Rubbia, che sostiene le stesse tesi di fondo.
    Tuttavia una puntata di AR sul “riscaldamento globale” potrebbe essere una BOMBA nel mare di conformismo vigente: basterebbero dei brevi estratti video de “la grande truffa del riscaldamento globale” disponibile su You Tube, dovi scienziati ben riconoscibili spiegano origine, evoluzione, interessi e nefandezze di questa Truffa e le vergognose conseguenze sulla vita delle popolazioni africane.

  4. Che il nucleare sia pulito in un ciclo ottimale,è da sempre risaputo.
    Il problema è la sua enorme pericolosità in caso di incidenti.
    Come dice @Morfabi59,sono le sue problematiche di smaltimento molto costose legate alla sua grande pericolosità, a farne un prodotto alquanto controverso.
    Dovrebbe essere attivo da qualche mese a Saluggia il deposito(temporaneo tra l’altro) dei rifiuti nucleari piemontesi e si parla di 35 tonellate di rifiuti “anomali” tenendo conto che il reattore della centrale di Trino è ancora integro e si parla del 2023 per il decommissioning totale.
    Insomma il cilindrettro esposto sulla copertina del libro è,quantomeno,fuorviante della complessità del problema.
    Io nei due referendum sul nucleare ho dato due volte il mio NO.
    Il primo,ero giovane e Chernobyl fu un grande monito.
    Il secondo più ponderato,si legò alla conoscenza che mi feci prima del voto e ciò che successe a Fukushima mi consigliò di restare sul mio primo parere giovanile dal momento che la pericolosità restava evidentissima.
    Ovviamente come scrive @Tommaso,davanti ad un procedimento di fusione funzionante la problematica ambientale sarebbe risolta e l’uovo di Colombo trovato.
    Sulla co2 sono d’accordo che sia un pericolo sovradimensionato e il legarla alla discriminante dell’inquinamento fa un cattivo servizio alla causa.
    Intendiamoci,i cfc erano realmente un fattore di pericolo per la salute del pianeta e la loro riduzione sta consentendo all’ozono di ripristinarsi,ma la co2 bastarebbero un paio di grandi vulcani in forte eruzione e ne avremmo in atmosfera una quantità abnorme.
    Giusto limitarla anch’essa più che altro per il fattore legato al disboscamento delle foreste.
    Anche se su questo frangente si stanno attuando,nei paesi sviluppati,politiche positive di rinfoltimento atte al bilanciamento dell’ossigenazione planetaria.
    Nn bisogna però pensare che si possa continuare ad inquinare in modo indiscriminato e dal momento che la ormai maggioranza delle persone abita in contesti urbani,è giusto porsi la domanda ambientale.
    Più che preoccuparsi dell’emissione di co2,la principale azione antinquinamento dovrebbe rivolgersi sulle cosiddette “particulate matter”(pm) che da uno spessore di 10 in giù sono fattori scatenanti di mutazione genetica e sono presentissime negli agglomerati urbani.
    I veicoli elettrici avranno sempre piu senso e utilizzo propio perché podromici all’abbassamento di tale pm nelle aree urbane. Dire che comunque l’elettricità dovrà essere prodotta e perciò l’inquinamento sarebbe immutato,è un errore di metodo.
    Produrre elettricità in un solo contesto è fattore di più agevole controllo di ogni tipo di emissione e molto più conveniente.

  5. Quindi a fronte di migliaia di pubblicazioni che dicono l’esatto contrario basta un libro che sostiene un posizione minoritaria scritto da un autore le cui affermazioni sono già state screditate in passato https://www.climalteranti.it/2016/07/17/franco-battaglia-sbaraglia-gli-avversari-112-errori-in-31-pagine/, per sentenziare una volta per tutte la falsità delle “posizioni ambientaliste”, chiamate in causa così genericamente e imbastendo una sorta di attacco con argomentazioni che saltano di palo in frasca. Si parte da un problema relativo all’energia nucleare per poi arrivare ad alcune questioni inerenti al GW Antropico, senza tener presente che proprio per contrastare il fenomeno molti hanno pensato di puntare proprio sul nucleare che è a emissioni zero. Si prendono poi in considerazione le emissioni della sola C02 per negarne gli effetti con un esperimento irragionevole (le dinamiche dell’atmosfera terrestre assimilate a quelle di una stanza!) e ignorando altri tipi di emissioni (esistono molti altri gas serra) per andare poi a parlare dei soli uragani ignorando altri tipi fenomeni (ondate di calore estreme in aree che non le avevano mai sperimentate) o la verificata realtà del costante aumento delle temperature medie annuali. Sembra quasi fatto apposta per portare il lettore dell’articolo dove si vuole….. Voler essere controcorrente a tutti costi è una cosa molto sciocca, soprattutto se poi si legittima la propria opinione cercando di rafforzala facendo “cherry picking” fra le fonti informative e allo stesso modo lo è dare un colore politico a preoccupazioni di interesse generale, come appunto clima e ambiente, cosa che in passato ho visto fare diverse volte al Sig. Porro. Non capisco il perché di tutto questo livore e astio sul tema, soprattutto da parte di un giornalista che ho sempre ritenuto tra i più ragionevoli. Mi pare poi che in questo articolo si faccia, forse volontariamente, un sacco di confusione tematica saltando di palo in frasca e cercando di imbastire

    • Sono i danni delle ideologizzazioni e delle degenerazioni dei lobbismi. Si risponde a tali eccessi con eccessi uguali e contrari (l’uso dell’epiteto ‘negazionista’ è a questo proposito eccessivamente polemico e non lo userei, tuttavia ha un suo senso nel rappresentare il quadro ideologico e non scientifico entro il quale spesso si svolge il dibattito). In tutto ciò, la ricerca scientifica e qualsiasi pragmatismo ed attenzione critica per le policy messe in atto (perché poi la questione politica ed economica è questa, indipendentemente dai risultati della ricerca scientifica) vanno a farsi benedire. Che molti liberali alimentino attivamente codesto bailamme comportandosi da ideologi – alla faccia delle dichiarazioni di principio – piuttosto che riportando un po’ di ragionevolezza nel marasma, è certo sconfortante…

  6. Consigli a giornalisti e divulgatori.

    – Non ci sono due sette: ambientalisti-catastrofisti e nuclearisti-negazionisti. Ci sono anche gli ambientalisti-nuclearisti.

    – E’ inutile negare che il mondo stia cambiando, in peggio, negli ultimi decenni. Il tutto viene riassunto dall’innalzamento del livello del mare, incontestabile; la correlazione temporale attivita’ umane-livello del mare e’ evidente. Per un po’ di dati rigorosamente scientifici, consiglio: https://climate.nasa.gov/evidence/

    – Produzione di energia: dovete sottolineare la differenza tra potenza (di picco) ed energia prodotta. La seconda e’ quella che ci interessa, la prima e’ quella che viene sbandierata. Dovete far capire che e’ vero che l’energia con la quale il sole illumina la Terra e’ enorme, ma e’ purtroppo molto diluita nel tempo e nello spazio per poter essere utilizzata. E questo e’ un problema comune a tutte le rinnovabili.

    – NUCLEARE SI o NO?
    – Quale e’ la fonte che diffonde piu’ scorie radioattive in assoluto? Il carbone.
    – Quale e’ la fonte piu’ odiata dagli ambientalisti? Il nucleare.
    – Cosa propongono gli ambientalisti? Energie alternative con carbone come fonte di “back-up”, che significa carbone come fonte primaria e energie alternative come fonti accessorie.
    – Il nucleare causa il cancro? No.
    – Il carbone causa il cancro? Si.

    – Il nucleare non e’ solo da uranio, c’e’ anche il torio (LFTR).

    Riferimenti:
    https://climate.nasa.gov/evidence/
    https://ourworldindata.org/what-is-the-safest-form-of-energy

  7. Giusto per dire i danni che gli ignoranti per antonomasia in materia ambientale (e fosse solo quella) fanno in Italia, ovvero i 5s: ecotassa sulle auto in base alle emissioni di CO2. Il danno non solo colpisce l’acquirente, che in caso acquisti auto di lusso si presume ne risenta in misura trascurabile, ma l’industria produttrice di auto e i suoi lavoratori, in particolare le case produttrici di auto di alta gamma che sono una delle eccellenze italiane. Questo avviene perché l’ecocretinismo di massa considera vangelo il protocollo do Kyoto per la riduzione della CO2 di origine antropica ritenuta responsabile dei cambiamenti climatici, gigantesca bufala già da tempo denunciata dal prof. Battaglia e pochi altri studiosi fuori dal coro ecocretino planetario.

  8. Grazie per l’articolo, ho capito che mi sbagliavo, pensavo che la CO2 nell’aria fosse in una quantità significativa, invece ho controllato ed è solo lo 0,04 % (la candelina): con percentuali così piccole chi se ne frega se la percentuale di CO2 raddoppia o triplica…

    • Durante una cena in compagnia in una tipica sala da pranzo, non ventilata e senza spifferi, la concentrazione di CO2 passa da 400 a 1000 ppm (misurata a casa mia, per cui ho comunque installato un aereatore). Vero. E non succede niente, IN QUELLA STANZA. Un aumento di quella portata, su scala mondiale, ha provocato l’estinzione dei dinosauri. O la grande estinzione di massa della fine del Permiano. Conta anche dove le cose succedono.

  9. Il nucleare all’apparenza e’ molto conveniente, ma nella realta’ e’ un mostro che nel corso del tempo si rivela un disastro per le generazioni future, in primis abbiamo il problema delle scorie che non sappiamo dove stoccare, che nessuno vuole nel proprio orto e costa tantissimo metterle in sicurezza.
    In secondo luogo, la centrale a fine vita, va smantellata e messa in sicurezza, costa una marea di soldi, servono anni per ottenere un risultato accettabile e inoltre quel sito diventa off limit perche’ non puo’ essere piu’ utilizzato per altro.
    Caorso che non e’ mai entrata in funzione e’ ancora li’ come un totem ed e’ ancora oggi una macchina mangia soldi.
    Per far cambiare idea ai no Tav, bisognerebbe dirgli che dato che il buco di Chiomonte ormai e’ fatto, si potrebbe utilizzarlo come deposito nazionale delle scorie radioattive, vediamo cosa succede.
    Il buco c’e’ e sentiamo cosa dice il contafagioli.
    C’e’ un film che spiega come fanno in scandinavia a stoccare le scorie sotto terra e spiega i risvolti del nucleare, roba da pelle d’oca.

    • @Morfabi59 – Per le scorie nucleari metto a disposizione il giardino di casa mia. Tu cosa puoi mettere a disposizione per le scorie radioattive del carbone emesse 24h/24?

  10. La supposta soluzione al problema delle scorie nucleari non è definitiva, quindi non va bene. Esiste attualmente un modo per rendere quelle scorie inerti? No. Il problema sarebbe solo rimandato alle generazioni successive, per diverse generazioni, e questo non sarebbe giusto.

  11. Porro la stimo moltissimo ma questo libro (almeno per la parte nucleare) è defunto. Il futuro, quello vero, lo stiamo scrivendo qui in Europa, e si chiama ITER.
    Stiamo parlando del primo reattore a fusione (non fissione) a rendimento positivo del mondo. Sfrutta un isotopo del idrogeno così abbondante sulla terra da essere considerato praticamente inesauribile. Scorie nucleari? Certo! Ma la loro vita è così breve che non si riesce nemmeno a stoccarle prima che diventino innocue. Invece di parlare di riscaldamento globale parliamo della catena virtuosa dell’idrogeno: questa al momento è la migliore tecnologia in termini di emissioni e compatibilità ambientale. A parità di peso un serbatoio di idrogeno contiene fino a 10 volte l’energia di una batteria e può essere riempito decine di migliaia di volte contro le batterie al litio che devono essere sostituite. La prossima generazione deve vivere in ambiente dove l’energia è pulita ed inesauribile, non nel medio evo della decrescita in-felice.
    Almeno lei Porro,
    Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *