Esteri

Da Francia, Italia e Grecia aiuti a Cipro. Crosetto: “Iran? Attacco fuori dal diritto internazionale”

Telefonata tra Macron, Meloni e Mitsotakis per coordinare l’invio di risorse militari nel Mediterraneo orientale. Raid su Teheran, sirene a Gerusalemme e la Nato riunisce il Consiglio Atlantico

Guido Crosetto Guido Crosetto
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In Medio Oriente il quadro sul terreno resta estremamente instabile. Nelle ultime ore si sono registrati nuovi bombardamenti dell’esercito israeliano su Teheran, mentre a Gerusalemme sono tornate a suonare le sirene antiaeree in seguito al lancio di missili iraniani. Israele ha inoltre annunciato di aver portato a termine un’altra operazione contro Hezbollah in Libano. In parallelo, come vi abbiamo raccontato, alcuni media statunitensi avevano ipotizzato un’imminente offensiva di terra contro l’Iran, ma sia la Casa Bianca sia fonti curde hanno smentito queste ricostruzioni. La crisi ha avuto ripercussioni anche su altri Paesi della regione. In Iraq si è verificato un blackout elettrico che ha lasciato vaste aree del Paese senza energia, mentre la tensione si estende a diverse aree del Medio Oriente e del Golfo.

Sul piano diplomatico, l’Eliseo ha riferito di un’iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron, che ha avuto colloqui telefonici con il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. “In uno spirito di solidarietà europea, il Presidente della Repubblica ha preso l’iniziativa questa mattina di chiamare il Primo Ministro italiano, Giorgia Meloni, e il Primo Ministro greco, Kyriakos Mitsotakis”, affermano fonti dell’entourage della presidenza francese, nel contesto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente e nel Golfo. “Hanno concordato di coordinare l’invio di risorse militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso”. Anche il governo di Cipro ha intensificato i contatti con i partner europei. Il portavoce Konstantinos Letymbiotis ha riferito che il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha parlato telefonicamente con Meloni e con il premier spagnolo Pedro Sánchez, ringraziando Italia e Spagna per la disponibilità a contribuire alla difesa dell’isola.

La crisi è stata al centro anche del dibattito alla Camera. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riconosciuto che le operazioni militari non rientrano nel quadro del diritto internazionale. “Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nella sua replica alla Camera, dopo le sue comunicazioni sulla crisi in Iran, rispondendo alle proteste dei parlamentari dell’opposizione che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale. “L’attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota, è una guerra che è partita all’insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire – ha aggiunto – Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto”. Il ministro ha poi ribadito che l’offensiva iniziale non era stata anticipata alla comunità internazionale: “Nessun Paese al mondo è stato informato dell’attacco all’Iran, non lo sapeva nemmeno l’alta catena di comando Usa perchè l’attacco israeliano è scattato solo nel momento in cui è diventata nota la posizione di Khamenei. Si tratta di un attacco all’insaputa del mondo, le cui conseguenze ci troviamo a dover gestire”. Crosetto ha inoltre sottolineato le possibili conseguenze della crisi, dal rientro dei cittadini italiani bloccati nella regione fino agli effetti economici globali: “La Farnesina – ha ricordato Crosetto – sta facendo un lavoro straordinario per far rientrare gli italiani bloccati nell’area; gli effetti economici della guerra entreranno nelle case di tutti ed avranno un impatto drammatico; e’ preoccupante che la crisi possa innescarne altre, penso alla Russia e alle pressioni che i nazionalisti stanno facendo su Putin per spingerlo a fare cose che nemmeno Putin vorrebbe fare”.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto nel dibattito parlamentare. “Noi non abbiamo concesso, come ha fatto la Francia oggi, l’uso delle sue basi militari in Medio Oriente per azioni di guerra da parte degli americani. Non l’abbiamo mai fatto, non l’abbiamo mai detto. La Francia oggi l’ha fatto. Quindi non mi pare che l’Italia sia in prima fila come Paese guerrafondaio”. “Anzi, fin dall’inizio abbiamo sempre detto che bisogna trattare fino alla fine. Abbiamo continuato a parlare con l’Iran fino a ieri, però riteniamo che l’Iran non possa avere la bomba atomica e non possa avere un numero di missili eccessivo a lungo raggio che possano colpire anche l’Europa, così come hanno cominciato a fare con Cipro. Questo mi pare che sia un fatto incontrovertibile”.

Nel frattempo l’Alleanza atlantica monitora con attenzione l’evolversi della situazione. Secondo quanto si apprende, il Consiglio Atlantico della Nato è convocato per discutere delle capacità di difesa missilistica dell’Alleanza dopo l’episodio avvenuto nelle scorse ore in Turchia. Il confronto dovrebbe concentrarsi sulle modalità con cui l’organizzazione può affrontare la minaccia rappresentata dall’Iran e dai gruppi a esso collegati, come Hezbollah in Libano.

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Nelle ultime ore si è registrato anche un incidente che rischia di allargare ulteriormente il quadro della crisi. L’agenzia governativa azera Apa ha riferito di attacchi con droni contro l’aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell’exclave azera omonima, e della caduta di altri velivoli senza pilota in diverse zone del Paese. Teheran ha però smentito ogni coinvolgimento. Lo Stato maggiore delle forze armate iraniane ha dichiarato che “La Repubblica islamica dell’Iran, nel rispetto della sovranità di tutti i Paesi, in particolare di quelli musulmani e vicini, nega che le sue Forze armate abbiano lanciato alcun drone verso la Repubblica dell’Azerbaigian”.

Il governo iraniano ha anche rivolto dure accuse all’Occidente. Il portavoce del ministero degli Esteri, Ismail Baghaei, ha avvertito che “se l’Europa rimane in silenzio” di fronte alla “violazione del diritto internazionale” rappresentata dall’attacco statunitense e israeliano, “tutti i Paesi ne pagheranno il prezzo”. Ancora più esplicito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha commentato l’affondamento di una nave militare iraniana attribuito agli Stati Uniti: “Gli Stati Uniti si pentiranno amaramente” del precedente creato con l’affondamento di una nave iraniana. “Gli Stati Uniti hanno perpetrato un’atrocità in mare, a 2.000 miglia dalle coste iraniane. La fregata Dena, ospite della Marina indiana con a bordo quasi 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza preavviso – scrive -. Ricordatevi le mie parole: gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato”.

Franco Lodige, 5 marzo 2026

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