Caffè avvelenato

Islam, il gioco pericoloso della sinistra

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar lo abbiamo detto tante volte: se la sinistra crede di sfruttare l’islam politico, finirà sfruttata dall’islam politico. Ora lo seduce; finirà sedotta e abbandonata. La strategia a noi sembra chiara, dalle piazze, a Berlino, a New York, al Michigan di El Sayed: accantonato almeno parzialmente il woke, le forze progressiste occidentali stanno completando una ardita saldatura con l’espressione politica della religione musulmana, che rappresenta, in questa forma organizzata e ormai dotata di una sua potenza demografica, una sostanziale novità per i nostri Paesi.

Dove di più (Francia, Germania, Usa), dove di meno (in Italia). Il punto è che, una volta raccolta i voti, si deve poi costruire la piattaforma programmatica. Ed è su questo che, qui al bar, ci sembra che siano destinate a presentarsi le principali difficoltà: per il momento, a unire la gioiosa macchina da guerra c’è il sol dell’avvenire socialista, l’illusione del “tutto gratis”, il progetto di usare i soldi degli altri, come vorrebbero fare Zohran Mamdani ed Elif Eralp.

Ma proprio la vicenda dell’aspirante sindaca della capitale tedesca, ora terrorizzata dalla prospettiva di doversi dissociare dai fan di Hamas che l’hanno sostenuta e che, guarda un po’, sono soggetti pericolosi, mostra già il rovescio della medaglia: i pessimi compagni di viaggio presenteranno il conto; l’islam è più forte della redistribuzione; i principi religiosi sono più importanti delle menate ideologiche à la page. Li vogliamo vedere, i musulmani, a ingurgitare aborto, eutanasia, gay, agenda gender.

Ci sembra più probabile che, una volta raggiunta la massa critica, puntino a monopolizzare la loro area politica di riferimento, scalzando ciò che vi sarà rimasto di propriamente occidentale. A loro fa comodo il radicalismo in materia economica, perché si rivolgono a una frazione di popolazione che non vede l’ora di consumare le risorse dei produttori di reddito e di tasse. Ma l’obiettivo è più profondo: una trasformazione del mondo che avevamo costruito. Quello della sinistra, insomma, è un giochino pericoloso. Andremo a letto con la bandiera arcobaleno per svegliarci col niqab?

Il Barista, 5 novembre 2026

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