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La bufala dei cambiamenti climatici spiegata dal Nobel Carlo Rubbia

Cambiamenti climatici: l’intervento del premio Nobel per la fisica e senatore a vita Carlo Rubbia, dinanzi alle commissioni riunite Affari esteri e Ambiente-territorio di Camera e Senato il 26 novembre 2014.

Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell’energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza. Vorrei esprimere alcuni concetti rapidamente anche perché i tempi sono brevi. La prima osservazione è che il clima della Terra è sempre cambiato. Oggi noi pensiamo (in un certo senso, probabilmente, in maniera falsa) che se non facciamo nulla e se teniamo la CO2 sotto controllo, il clima della Terra resterebbe invariato. Questo non è assolutamente vero.

Vorrei ricordare che durante l’ultimo milione di anni la Terra era dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi in cui c’ è stata la temperatura che è quella di oggi. L’ ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento climatico che conosciamo con l’agricoltura, lo sviluppo, che è la base di tutta la nostra civilizzazione di oggi. Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, ad esempio, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi non ci potrebbe venire, perché la temperatura della Terra è inferiore a quella che era ai tempi dei Romani. Quindi, oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati. C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione; intorno all’ anno 1000 c’ è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani (ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era un grado e mezzo più alta di quella di oggi). Poi c’è stata una mini-glaciazione durante il periodo 1500-1600 che riguardo il Nord con i vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione, che si è sviluppata con cambiamenti di temperatura sostanziali.

Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici sostanziali, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Per esempio, negli anni Quaranta c’è stato un cambiamento sostanziale. Poi c’è stato un cambiamento di temperatura che si collega all’uomo (non dimentichiamo che quando sono nato io, la popolazione della Terra era 3,7 volte inferiore a quella di oggi e che il consumo energetico primario è aumentato 11 volte). Questi cambiamenti hanno avuto effetti molto strani e contraddittori sul comportamento del pianeta. Vorrei ricordare che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata: essa è diminuita di 0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni alcun cambiamento climatico di una certa dimensione. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura.

La temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi. Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita.

Nonostante questo, ci troviamo di fronte ad una situazione assolutamente drammatica: le emissioni di CO2 stanno aumentando in maniera esponenziale. Tra le varie soluzioni dell’IPCC prevale la soluzione del business as usual. Essa è la soluzione più alta di tutte: indica che, effettivamente, anche grazie allo sviluppo della Cina e degli altri Paesi in via di sviluppo, l’aumento delle emissioni di CO2 sta avvenendo con estrema rapidità. Le emissioni stanno aumentando in maniera tale che, a mio parere, tutte le speranze che abbiamo di ridurre il consumo energetico facendo azioni politiche ed altro, sono contraddette dal fatto che oggi il cambiamento climatico del CO2 ha un aumento esponenziale senza mostrare una inversione di tendenza; sta crescendo liberamente.

Vorrei ricordare che l’unico Paese nel mondo riuscito a mantenere e ridurre le emissioni di CO2 sono gli Stati Uniti: non l’Europa, non la Cina, ma gli Stati Uniti. Per quale motivo? C’è stato lo sviluppo del gas naturale, che adesso sta rimpiazzando fondamentalmente le emissioni di CO2 dovute al carbone. Ricordiamo anche che il costo dell’energia elettrica in America è due volte il costo dell’Europa. Perché? Il consumo della chimica fine in Europa è deficitario e in crollo fisso, perché fondamentalmente in America si stanno sviluppando delle tecnologie grazie ad uno sviluppo tecnologico ambientale importantissimo, che ha permesso veramente di cambiare le cose. Questo dà un messaggio chiaro: soltanto attraverso lo sviluppo tecnologico possiamo cercare di entrare in competizione con gli altri Paesi e non attraverso misure come quelle dell’Unione europea, che sono sempre state misure di coercizione e di impegno politico formale, senza una soluzione.

Guardiamo la situazione americana (dove c’ è un progresso effettivo nel vantaggio tecnologico che crea business, posti di lavoro) e guardiamo la situazione europea. Secondo me, c’ è una grandissima differenza: anche le soluzioni provenienti dalle energie rinnovabili con gli sviluppi tecnologici nel campo del gas naturale si trovano in situazione estremamente difficile perché oggi il costo del gas naturale in America è un quinto di quello in Europa. In Europa il costo delle energie rinnovabili è superiore a quello del gas naturale. Pertanto, dobbiamo renderci conto che la soluzione tecnologica dipende da quello che vogliamo fare.

Sto portando avanti un programma che, a mio parere, potrebbe essere studiato con molta più attenzione anche dal nostro Paese: trasformare il gas naturale ed emetterlo senza emissioni di CO2. Il gas naturale è fatto di CH4, cioè quattro idrogeni e un carbonio. È possibile trasformare questo gas naturale, spontaneamente, in black carbon (grafite) ed idrogeno. Questa grafite, essendo un materiale solido, non rappresenta produzione di CO2. Quindi è oggi possibile utilizzare il gas naturale, di cui ci sono risorse assolutamente incredibili. Non mi riferisco tanto allo shale gas che, a mio parere, è una soluzione discutibile, ma soprattutto a quelli che si chiamano clatrati. Onorevoli, vorrei chiedere quanti di voi sanno cosa è un clatrato. Nessuno? Questo è il problema. È un problema molto serio.

Il mio parere personale è che si può portare avanti il programma attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di idee nuove. Il programma è quello di evitare le CO2 emission utilizzando il gas naturale senza emissioni di CO2. Stiamo facendo degli esperimenti che dimostrano che effettivamente la cosa si può fare. Perché nessuno se ne occupa ancora? Mi piacerebbe saperlo.

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111 Commenti

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  1. Buongiorno,
    non mi sembra che ci sia solo Rubbia che ha qualche dubbio sull’AGW.
    Mi risulta un documento firmato da circa 30000 ricercatori che la pensano in modo un po’ diverso da quanto scritto nei rapporti IPCC. Del resto, non bisogna essere climatologi affermati per vedere che i modelli di previsione dell’IPCC non “fittano” bene i dati. Se poi si vuole sentire qualche voce fuori dal coro e con curricula di tutto rispetto in campo climatologico si può andare a visionare il documentario “La grande truffa del riscaldamento globale”, dove ricercatori come Lindzen, Clark, Christy, Ball, e altri esprimono il oro pensiero a riguardo. Purtroppo non sono presenti sui media tradizionali quali TV, carta stampata, evidentemente non si trova interessante ciò che hanno da dire. Peccato, perchè nessuno può dubitare della loro esperienza. Sarebbe bene allargare un po’ il dibattito, magari impariamo qualcosa.

  2. Dott. Porro,
    c’è un intero stuolo di Climatologi, Geologi, Fisici dell’atmosfera, Chimici, gente premiata da varie accademie e/o agenzie, che la pensano in maniera diversa da IPCC sull’argomento CO2 aumento della temperatura. Sa ha tempo dia un’occhiata al documentario ” La grande truffa del riscaldamento globale”, disponibile in rete, e poi trarrà le sue conseguenze. I protagonisti del documentario sono scienziati di primo ordine ( Lindzen, Clarke, Christy, Corbyn, e molti altri. ) alcuni sono stati consulenti dell’IPCC, allontanati dopo la loro presa di posizione su AWG. Sarebbe interessante per il pubblico capire le loro ragioni, che sono un po’ diverse dal pensiero dominante. Il fatto che queste persone, con un curriculum di tutto rispetto, non abbiano alcuno spazio sui media, ma tutti i giorni ci sentiamo ripetere che “se fa sole o tira vento colpa è del riscaldamento ( globale, antropogenico,..)” e che la nuova esperta è diventata Greta, una giovane con zero esperienza nel settore, la dice lunga su come il dibattito va avanti. Il Prof. Rubbia, non sarà un esperto climatologo, ma non bisogna esserlo per dare un’occhiata ai vari modelli di previsione sfornati da IPCC e verifcare che non “fittano” i dati.
    Inviti in una sua trasmissione uno di questi, se non altro per sentire un’altra importante campana.
    Grazie
    Cordiali saluti
    Aldo

  3. Il nobel Rubbia dice semplicemente questo:
    1) Con le rinnovabili non si va da nessuna parte, costano troppo e sono inefficaci nel contrastare la diminuzione di CO2 (piu’ quello che esce che quello che entra, detta terra-terra) la cui crescita e’ esponenziale e ininterrotta
    2) Gli americani, non so quanto volontariamente, hanno puntato sul Gas naturale, che costa meno e produce meno CO2, sviluppando tecnologie che stanno, di fatto, rimpiazzando il carbon fossile e producendo posti di lavoro

    Tutto questo detto da uno che non sa cosa sia un CLATRATO, pero’ Rubbia mi da’ fiducia, se riesce a spiegare chimica di base a Casini, allora doppio nobel e piu’ CLATRATI per tutti!

  4. Un articolo piu’ ridicolo persino dei personaggi “illustri” e delle pubblicita’ che ci sono su questa paginetta.
    Un video riciclato all’infinito di un discorso ben piu’ ampio fatto da Rubbia ormai diversi anni fa, un modo di fare informazione davvero penoso.

      • La scienza si fa convincendo la comunità scientifica con dati e pubblicazioni dimostrabili e replicabili. Non si fa con le proprie opinioni anche se autorevoli, non si fa con l’esperienza personale, non si fa sui social parlando e insultando come al bar. Rubbia è uno scienziato che ha opinioni diverse. La comunità scientifica è composta da migliaia di scienziati che da decenni affermano altro e non sono stati mai confutati sulle riviste scientifiche. Rubbia dimostrasse quello che afferma su Nature non su facebook.

  5. Rubbia è un fisico delle particelle e ha avuto il Nobel per studi in meccanica quantistica che nulla hanno a ce fare con la climatologia. Le sue dichiarazioni non hanno quindi altra autorevolezza se non quella che gli viene dal nome.
    Potremmo anche prendere in considerazione una sua intervista del 1985 al quotidiano spagnolo El Pais e assente nelle sue biografie italiane a proposito dell’esistenza di dio.

    Carlo Rubbia, en el curso de una entrevista, se expresaba así: “Cuando observamos la naturaleza quedamos siempre impresionados por su belleza, su orden, su coherencia (…). No puedo creer que todos estos fenómenos, que se unen como perfectos engranajes, puedan ser resultado de una fluctuación estadística, o una combinación del azar. Hay, evidentemente, algo o alguien haciendo las cosas como son. Vemos los efectos de esa presencia, pero no la presencia misma. Es este el punto en que la ciencia se acerca más a lo que yo llamo religión” (El País, 20-VII-1985).

    • Al contrario, chi ha un’intelligenza sviluppata vede subito i punti deboli di chi, da un punto di vista scientifico, lavora male.
      L’interdisciplinarietà è sempre più importante: tanto più vige il “pensiero unico” (per motivi noti di cooptazione ed espulsione delle voci contrarie) tanto più è importante un punto di vista esterno.
      Qualificato ma esterno.
      Ci sono anche altri ambiti, esterni alla climatologia, che hanno tantissimo da dire ad esempio sull’ambito quantitativo dei modelli sul clima utilizzati.
      Economia e finanza, ad esempio, sono più sviluppati in questo senso, perchè hanno a che fare con sistemi altrettanto complessi, e danno da decenni craniate contro il muro della realtà (almeno chi ha la decenza di riconoscerlo – quindi certo non tutti).
      Cosa che i climatologi si illudono di non fare, spostando il confronto con la realtà decenni in avanti.
      In ogni caso, la fisica non è di certo una materia estranea al clima, visto che le teorie alla base dei suoi cambiamenti sono proprio di natura fisica.
      Non vedo il problema con l’intervista di Rubbia.
      Tutte le teorie sull'”intelligent design” sono perfettamente compatibili con le conoscenze scientifiche attuali, e quindi legittime.
      Anche su big bang, origine dell’universo, questioni di fisica elementare, ci sono diverse teorie scientifiche, tra loro diverse ed incompatibili, ma compatibili con quanto realmente sappiamo.
      Al contrario, è illegittimo escluderle a priori, sulla base dei propri pregiudizi e non sulla base di elementi oggettivi.

    • lascia perdere e nn sparare sentenze a caso..Stai offenddendo unPREMIO NOBEL che sicuramente a e conosce il problema meglio di te e di chiunque altro al mondo! Ma se lo fai per partito preso e quindi perchè fai parte della schiera degli ambientalisti del cazzo..allora faresti meglio a TACERE o cambiare discorso! vergognati sapientone! WSM

  6. CARLO RUBBIA DOVREBBE FARCI SAPERE PERCHE’ HA AFFOSSATO LA FUSIONE FREDDA SCOPERTA DAI SUOI RICERCATORI!!!
    https://www.youtube.com/watch?v=HTLwjNexNXs

  7. Ho letto con attenzione ed ho letto cose scientificamente sensate e cose da leggende metropolitane,
    vi sono cose vere come:
    1) i cambiamenti climatici vi sono sempre stati e sono geologicamente ampiamente provati anche quando ancora nè l”uomo di Neanderthal, nè l’Homo Sapiens sono comparsi sulla Terra (circa 170.000 anni fa il primo, circa 35.000 anni fa il secondo.). Vi sono esempi assolutamente anche storicamente e non solo scientificamente testimoniati: quando Annibale valicò le Alpi, queste erano prive di neve e ghiaccio, quando i Walser arrivarono dalla Svizzera alla fine del primo millennio le Alpi erano ancora senza neve e ghiaccio ed arrivarono con carri trainati da buoi e cavalli su cammini erbosi e sicuri.
    Certo è il periodo microglaciale alla metà del XIV secolo ampiamente testimoniato dai quadri dei pittori fiamminghi (tutta Europa era gelata, fiumi, fossi e laghi) con bimbi ed adulti pesantemente vestiti pattinando. Altro recente periodo con fiumi, fossi e canali gelati negli inverni anni 40 e inizio 50 con punte frequenti di 25° gradi sottozero nella pianura padana (mi divertivo anch’io a correre e scivolare sul ghiaccio)
    Ricordiamo che sotto i ghiacci antartici i carotaggi hanno rilevato la presenza di fossili di piante tropicali ed equatoriali). Ricordiamo che la CO2 e l’ossigeno sono gestiti dalle piante che assorbono CO2 e liberano ossigeno. Ricordiamo che nel ciclo di una eruzione vulcanica (una!) si libera nell’atmosfera più CO2 che in tutte le centrali a carbone dell’intero pianeta!
    2) Sono d’accordo con lo scienziato fisico inglese vissuto in carrozzella paralizzato deceduto recentemente (Hawking) quando affermò che molto probabilmente l’uomo scomparirà dal nostro pianeta entro 100 – 120 anni, ma non sarà per il riscaldamento globale.
    I motivi sono altri: L’ uso diffuso e generalizzato della plastica, la demenziale deforestazione, lo svuotamento ormai irreversibile della fauna nei mari che stanno facendo i moderni pescherecci (viaggiano in coppia, il primo sembra una nave spaziale con tecnologie da fantascienza va a colpo sicuro, il secondo lavora il pescato e lo surgela, visti di persona attraversare frequentemente il Canale di Panama). Seguono la demenziale sovrapopolazione del pianeta che è insostenibile perchè le terre emerse sono solo il 30% del globo e le aree coltivabili sono sempre meno. Il pianeta aveva circa 1,750 miliardi di abitanti alla fine degli anni 30 (prima della seconda guerra mondiale) ora siamo quasi a 8 miliardi!!! Ci sono Stati come l’India che ha superato ormai da sola il miliardo e mezzo, c’è un continente (l’Africa) che è già oltre l’1,2 miliardi di abitanti (erano 250 milioni negli anni 40). La Cina è stata l’unica a volersi fermare arrivata a quasi 1,5 miliardi. Tutto ciò è pazzesco.
    L’uso dei pesticidi sta dilagando nel vano e pericoloso tentativo di produrre più cibo
    Quindi concludendo ha ragione Rubbia, ha ragione Hawking. Hanno torto Al Gore e tutta la massa di ignorantoni che speculano su cause inesistenti e demenziali inclusa la giovane stupidina svedese che come il pifferaio di Hamelin si trascina dietro gli studenti ignoranti di tutto il mondo.

  8. Il titolo dell’articolo è fazioso. Non mi sembra che Rubbia abbia scritto che il cambiamento climatico è una bufala. Ha introdotto spiegando alcuni dati di fatto sui cambiamenti climatici plurisecolari, e andando avanti nell’articolo non mi sembra che abbia svalutato l’impatto dell’impronta umana sul clima. Si può essere d’accordo o non d’accordo con la sua tesi, lui da scienziato sa di cosa parla ma anche altri scienziati di diverso parere sanno di cosa parlano. A me non piace la strumentalizzazione che si fa di poche frasi avulse dal contesto. E questo è ormai purtroppo il male globale dei media

      • A quanto pare non ha sentito nulla del discorso. Se negasse il riscaldamento globale, perché proporrebbe tecnologie che producono meno CO2. Non avrebbe senso. 1+1 fa 2. Non ha mai detto che il riscaldamento globale è una bufala.

  9. Vedo con piacere che l’articolo è stato stato letto da molte persone. Suggerisco, a chi è interessato all’argomento, di documentarsi anche sulla precessione degli equinozi e sulla curva di Milankovic. Studi risalenti al secolo scorso, che spiegano le glaciazioni e i periodi intermedi, detti interglaciali, in cui, ogni undicimila anni circa, si raggiungono le temperature medie più uniformi in tutto il Pianeta ed i ghiacci polari si ritirano fin quasi a scomparire.
    Non si tratta di studi oscuri e riservati solo a pochi intimi, ma fenomeni illustrati nei testi liceali e studiati, se richiesto dai docenti…
    Ma si sa che la cultura ormai è una prerogativa di pochi.

  10. Leggete “Stato di Paura” di Michael Crichton: non é solo un romanzo; esso riporta dati sul clima inconfutabili, con tanto di bibliografia verificabile. Lasciamo perdere i luoghi comuni, inventati dal business o da coloro che, appunto, sono interessati a creare lo “Stato di Paura”. Saluti
    Pino R.

  11. Rilievi e ipotesi simili li fece anche Zichichi una ventina di anni fa, dando responsabilità anche al sole e i raggi gamma che bombardano a vari livelli la terra compromettendone il clima e temperatura.
    La scienza degli scienziati credo sia più attendibile delle chiacchere da tv o social media.

  12. Ho forti dubbi che Rubbia non stia dicendo il vero. Guardate il grafico in questo sito (NASA), che mostra come mai negli ultimi 400 mila anni la temperatura sia salita ai livelli attuali:

    https://climate.nasa.gov/evidence/

    • In quel grafico non c’è la temperatura, ma la concentrazione di anidride carbonica.
      La questione principale verte appunto sulla relazione tra le due.
      Un altro problema è come vedere quel grafico: i valori recenti e gli altri non sono omogenei.
      Nel primo caso abbiamo una misurazione diretta.
      Nel secondo una ricostruzione, una stima indiretta fatta in altro modo, perchè prima del 1950 non sono disponibili misurazioni dirette.
      Questo varrebbe anche per la temperatura, in sostanza.

      • Ha ragione, sono riportati i valori della concentrazione di CO2, mi sono distratto.
        Comunque direi che sono altrettanto preoccupanti, da una media di 240 ppm a 400 ppm oggi. Cioe’ siamo in un territorio inesplorato.

        • Può darsi, ma il problema è, come dicevo, che abbiamo un confronto non omogeneo tra misurazione “live” e ricostruzione di quanto accaduto in passato.
          Possono succedere cose poco prevedibili e poco note nei processi che portano alla cattura di CO2.
          In realtà non è del tutto corretto parlare di territorio inesplorato: pur tenendo conto dell’ovvia grande incertezza relativa a stime così lontane nel tempo, sembrerebbe che centinaia di milioni di anni fa la concentrazione di CO2 fosse ben più alta che oggi, e sembrerebbe anche che, con un orizzonte temporale così lungo, e tenendo sempre a mente la medesima grande incertezza, questa correli molto male con la temperatura.

      • Si dice spesso che il parere degli scienziati contrasta con le ipotesi pessimistiche.
        Beh, sempre sul sito della NASA c’e’ scritto: “Scientific Consensus:
        Ninety-seven percent of climate scientists agree that climate-warming trends over the past century are extremely likely due to human activities, and most of the leading scientific organizations worldwide have issued public statements endorsing this position.”

        https://climate.nasa.gov/scientific-consensus/

        • Personalmente non ho alcun dubbio che gli “scienziati” (tra virgolette) la pensino prevalentemente in questo modo. Anche se ritengo il 97% un numero sovrastimato, perchè ci sono anche studi che mostrano numeri ben inferiori, come questo:
          http://journals.ametsoc.org/doi/pdf/10.1175/BAMS-D-13-00091.1
          Tenga presente che 97% non è affatto relativo alle opinioni in generale degli “scienziati”, ma di quelli che pubblicano sull’argomento.
          Che è una cosa ben diversa, soprattutto visto l’ostracismo riservato alle voci contrarie.
          Ad ogni modo è uno dei motivi per cui Ivar Giaever, Nobel per la fisica, ha abbandonato polemicamente la American physical society.
          Il problema, reale, riguarda proprio la degenerazione dell’ambiente accademico, “scientifico”, delle pubblicazioni, sempre più autoreferenziale, mafioso, e scollegato dalla realtà. Personalmente credo che non andrebbero nemmeno chiamati scienziati, perchè spesso sono solo dei mediocri mestieranti.
          Ho già postato, in altri commenti, considerazioni sul fatto che il sistema delle pubblicazioni è sempre meno credibile, e sta attraversando una crisi di replicabilità dei risultati gigantesca.
          La crisi è molto più ampia del global warming, e riguarda politicizzazione, corruzione, impoverimento, epistemologia errata, errato uso della statistica, abuso di questi ambienti per altri fini.

  13. Porro?
    …mi stupisco.
    …anzi, stupiscimi ancora: parlami di ingegneria climatica e di ciò che è successo e si è deciso a Nairobi.

  14. Rubbia è coperto di ragioni; hanno invece assolutamente torto gli ambigui orfani del collettivismo che, dopo aver perso il confronto economico con il Capitalismo, si rifugiano disperatamente nei dogmi della nuova religione ambientalista, nell’illusione di potersi prendere una rivincita…

    Ma non possono ingannare tutti e sempre perché, la scienza dimostra che gli ambientalisti non fanno altro che ingannare se stessi e tutti coloro che non hanno mai letto niente di serio sul clima…

    Ma basterebbe chiedersi perché ricercatori italiani hanno trovato resti di alberi bruciati nei ghiacci dell’Antartide…

    Oppure, basterebbe chiedersi come mai la Groenlandia si chiama “Paese Verde” se oggi è ancora coperta di ghiaccio; immagino che in altri tempi fosse verde, o no???

    • Li sottovaluta: hanno okkupato le università e le organizzazioni pubbliche.
      Si sono assicurati molti finanziamenti pubblici, con una schiera di parassiti che vivono di questo e si spacciano per scienziati.
      Hanno costruito una fitta rete di citazioni, pubblicazioni e riconoscimenti reciproci.
      In tal modo, pretendono di definire “scienza” le loro porcherie (come fanno da decenni i keynesiani in campo economico), e poi si appellano al principio di autorità per evitare ogni discussione.
      Era il caso di svegliarsi molto prima, ora è più difficile.
      Il problema è molto più serio di quanto crediate: il collettivista lavora da decenni per fare politica occupando posti di potere, risorse pubbliche, pretendendo di imporre la sua presunta superiorità culturale.

      • Sì, è proprio così, hanno messo in pratica l’ “egemonia culturale” di cui scriveva il grande liberale francese Raymond Aron negli anni ’60 – http://www.liberalismowhig.com/2018/09/30/legemonia-culturale/ – meticolosamente pensata dal loro guru Antonio Gramsci, durante la sua prigionia.

        Ed ora, i poveri naufraghi del collettivismo, travestiti da ambientalisti, ci spacciano le loro tesi fasulle come verità addirittura “scientifiche” con l’avallo di non pochi conservatori…

        Infatti, basta vedere alcuni commentari perfino in questa sede; purtroppo, ci sono anche persone che magari non condividono l’ideologia collettivista ma che, incredibilmente stanno a questo ambiguo stratagemma e trovano anche pertinenti quelle grottesche menzogne sul cambiamento del clima, dovuto – secondo loro – all’azione degli umani…

        • E’ necessario un bombardamento informativo.
          Caro Nicola, perchè non invita Richard Lindzen, o Roy Spencer, in trasmissione?
          Una bell’intervista di un’oretta, in cui possano spiegare chiaramente il loro pensiero, con tanto di dati e grafici.
          Non un pollaio in cui debbano discutere con qualche ciarlatano che dice scemenze, non confutabili in tv.
          Loro non permettono nessun contraddittorio, fanno propaganda per il pensiero unico e fine.
          Mi sembra il minimo dare altrettanto spazio alle voci contrarie.
          Forse succederà il giorno in cui sul Giornale vedrò dare spazio al pensiero di Popper, e non di Burioni.

          • Burioni e una delle protesi che il pensiero popperiano ci hanno potuto rendere.
            Tu invochi il principio di falsificazione,che se allargato all’ambito della scienza medica(in questo caso sui vaccini)nn sono mai considerate definitive e sempre migliorabili.
            In pratica ciò che consente le evoluzioni.
            “La nostra conoscenza si accresce nella misura in cui impariamo dagli errori” dice Popper e Burioni mi appare,dal momento che è un ricercatore scientifico,nel solco tracciato dal filosofo.

          • Io invece penso che Burioni rappresenti perfettamente lo scientismo ed il totalitarismo “tecnico” da esso derivante di cui Popper ci aveva avvertiti.
            Il modus operandi è precisamente lo stesso degli allarmisti del riscaldamento globale: qualcuno si autonomina “esperto” ed obbliga tutti a fare come dice lui, senza discutere e sopprimendo ogni libertà individuale, perchè “è la scienza”, nel senso che diventa un dogma incontestabile, coi suoi sacerdoti.
            L’epistemologia di Burioni è roba da due secoli fa, superata e priva di tutte le evoluzioni ben rappresentate da Popper (ma non solo).
            Popper non si limita alla falsificazione, ma dice molto anche sui limiti della conoscenza stessa, e del presunto metodo scientifico.
            Popper insegna ad andarci cauti, con le presunte “certezze” e con l’affidabilità del metodo scientifico stesso, che critica ferocemente, ma correttamente. A cominciare dal tacchino induttivista e dal cigno nero.
            Le consiglio, su questi temi, anche la lettura del discorso di accettazione del Nobel di Hayek, intitolato “La pretesa di sapere”.
            Particolarmente interessanti sono i concetti relativi a quanto sia difficile conoscere i sistemi complessi (lascio a lei scegliere quali si possano considerare tali), e quanta umiltà serva nei loro confronti.
            I problemi di oggi non sono i moderni “maghi”, che sono confinati all’irrilevanza, ma gli errori della scienza ufficiale riconducibili ai concetti che ho qui citato. Vedasi anche i disastri in campo economico, in primis negli anni ’70 (rinnovo l’invito a leggere Hayek), ma platealmente ripetuti in tempi recenti.
            La scienza è in crisi profondissima, la crisi di replicabilità è una cosa gigantesca, perchè troppo spesso sono del tutto inadeguate l’epistemologia (gli “scienziati” traggono conclusioni in modo arbitrario ed ingiustificato, cosa che non farebbero se sapessero cosa stanno facendo, epistemologicamente) e l’utilizzo dei metodi quantitativi, usati a sproposito per “validare” statisticamente risultati che non sono affatto da validare (difatti poi i risultati non si replicano).
            Su quest’ultima cosa, Taleb è obbligatorio.

          • Ti ribadisco che Burioni è un ricercatore,gli scientisti si potrebbero rilevare negli omeopati,i quali hanno assunto la “memorja dell’acqua” come dogma finale.

          • @Orlo: perchè le cose che non esistono non c’entrano niente con lo scientismo.
            Lo scientismo viene da dati ed evidenze reali – non da cose inventate o che non esistono, cui viene dato però un significato, una validità, maggiori di quelle che si meritano.
            Per fare un esempio economico: i dati sulla correlazione inversa tra inflazione e disoccupazione erano reali, e da essi è stata tratta la curva di Phillips, che ha una sua base empirica reale.
            L’errore scientista sta nella sua interpretazione, nel pensare che abbia un certo tipo di valenza generale ed assoluta, che ci sia una relazione causale, e così via.
            Di qui gli errori ed i disastri che ne sono derivati, in primis negli anni ’70.
            @Tullio: Mises sempre!

          • I vaccini potrebbero richiamarsi ad una evoluzione omeopatica.
            La differenza è nel fattore che l’omeopatia si è scientistizzata,mentre la ricerca scientifica è proceduta e procede su basi empiriche falsificabili.
            Burioni,semplicemente,avvisa del fatto che mettere in dubbio le validità di determinate ricerche(sempre migliorabili)toglie “energie” allo sviluppo evolutivo della ricerca,impedendone la razionalizzazione delle risorse da investire in una nuova ottica di interaziome tra scienza e medicina atta al rinnovo dell’approccio curativo del paziente dove il diritto alla cura si innerva in una nuova visione di DOVERI,ribaltando il concetto dal “sanare infirmos” al “sanare sanos”.
            Insomma in una società sempre più “vecchia” la continua falsificazione passa da una presa in carico,come in ogni altro aspetto della nostra vita futura(la lotta all’inquinamento rientra in quest’ottica) di diritto-dovere.
            È contraddittorio unire una “lotta” alla ricerca di un Burioni,con una visione di totale apprezzamento per Mises,dal momento che lo stesso viene inserito(a pieno titolo,dico io) nel filone degli anarco-capitalisti,che sconfitti dalle politiche keynesiane stanno ancora cercando la loro “rivincita”.
            Paradossalmente,Mises,è anche combattuto dai sovranisti come,udite,udite…ordoliberista!!!
            Il mondo è bello perché avvariato! :))

          • @orlo, mi spiace doverla contraddire, ma non posso esimermi dal farlo.
            L’omeopatia, o qualsiasi cosa senza fondamenta empiriche, non c’entra nulla nè con la scienza, nè con lo scientismo.
            Il punto è che qualsiasi risultanza empirica va considerata in modo corretto, senza farle dire ciò che non è in grado di dire.
            La mancanza è proprio questa, perchè esiste anche ciò che non è stato (ancora) osservato, e questo è un pilastro di chi vuole fare buona scienza.
            Se dedica 5 minuti della sua vita a leggere le brevi metafore del cigno nero e del tacchino induttivista, se ne renderà conto.
            Mises con Burioni non c’entra proprio nulla.
            Mises ha passato la vita a combattere chi ragionava come Burioni, senza sapere guardare più in là del proprio naso.
            Sono proprio gli economisti interventisti, amanti di spesa pubblica in deficit ed inflazione, a ragionare come Burioni.
            L’aspetto etico poi non potrebbe essere più diverso: il totalitarismo tecnico di Burioni è semplicemente inaccettabile, incompatibile con qualsiasi concezione non totalitaria dei diritti individuali.
            Infine, Mises non è stato affatto sconfitto, dato che ciò che diceva sta ancora perfettamente in piedi, per nulla falsificato dalla realtà economica successiva. A differenza della teoria keynesiana, grottesca nella sua stupidità.
            Semplicemente, hanno più potere l’ignoranza, l’oscurantismo, l’ideologia ed i servi della politica che ne giustificano, a sproposito, il potere.
            Certamente, i “sovranisti” di economia capiscono molto poco, ed è un vero peccato.

          • La vulgata vorrebbe il Keynes inserito in un filone “socialista”,invece è un perfetto esempio di libero mercato regolato minimamente dallo Stato.
            In pratica la sua visione dell’ economia si distingue nella versione italiana detta “fare il buco,chiudi il buco”,che crea della,occupazione,richiesta di beni e moneta reale da reimmettere nel circuito economico.
            Su un concetto,Mises,è inoppugnabile.
            È quando dice che l’inflazione distorce il tutto economico,alterando l’immussione di moneta “falsa” che alla fine crea bolle.
            Il suo pensiero finisce nella declinazione delle banche centrali da eliminare e da sostituire con banche private.
            Una visione,appunto,anarco-capitalista che,a mio parere,nn è applicabile a una società complessa(ma anche basica,dal momento che le persone hanno esigenze diverse) e che ricorda molto una visione più che da libero mercato,da socialismo reale.
            Uno Stato liberale e di diritto,con minime competenze d’indirizzo è d’obbligo,a mio parere.

          • @orlo.
            Al contrario, Keynes è molto più autoritario e “socialista” di quanto creda.
            Proprio per questioni teoriche.
            Keynes, come un socialista qualsiasi, si fonda sul principio di comportamenti sbagliati, errati, da parte di una moltitudine di operatori economici, e di un soviet illuminato che ha il dovere di correggerli.
            Quindi è, in linea teorica, economia pianificata CONTRO le preferenze della popolazione, esattamente contro il socialismo.
            Infatti Keynes ha affermato che le sue teorie avrebbero funzionato benissimo nei regimi, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale.
            E negli Usa stessi furono presi molti provvedimenti degni di un regime.
            Keynes è contrario al capitalismo sin dalle fondamenta, perchè ha una concezione del capitale stesso incompatibile col capitalismo.
            Keynes è il vero cancro del mondo occidentale, perchè portando avanti quelle idee non si può che arrivare all’abolizione dell’economia di mercato.
            Che Keynes non comprende, nè rispetta, nelle sue fondamenta.
            Lo stiamo facendo a passi piccoli e grandi, da decenni.
            Sulle banche centrali, potremmo adottare anche una versione più soft, in stile monetarista (niente giochini con la moneta, ma regole fisse), se non fosse che, alla prova dei fatti, se qualcuno ha quel potere lo usa.
            La BCE era nata con regole di quel tipo, ma ci ha messo non più di 5 anni per buttare tutto a mare, rinnegare quelle idee, e fare tutt’altro.
            Quindi l’idea di “togliere” quel potere, dalle mani del pubblico, è molto più intelligente di quanto pensa.
            Va vista in prospettiva, non dall’oggi al domani, a mio parere.
            Sempre che non intervenga qualche tecnologia indipendente a bypassare il problema, esautorando di fatto quel potere pubblico.
            Lo spero, ma non ci conto.
            Ma tenga conto che non c’è nulla di “anarchico” in questo, solo libero mercato su un aspetto BASE del capitalismo: il capitale, ed il mercato di questo nel tempo.

  15. C’è solo un piccolo particolare la CO2 è nociva per il nostro organismo e prima causa di mortalità. Basterebbe questo a indurne una diminuzione.

    • …. la vera scienza dice che la CO2 fa parte dell’ambiente naturale terrestre ed è addirittura NECESSARIA al metabolismo delle piante. Chi è velenoso è il CO, ma questo si forma nelle “cattive combustioni”…

    • Ecco un esempio di lavaggio del cervello perfettamente riuscito.
      CO2 nociva per l’organismo dove l’ha sentito?
      Ma vi rendete conto di cosa il martellamento propagandistico porta la gente a pensare?
      Magari convinta che questa sia “scienza”?

  16. https://www.facebook.com/NextSolarStorm/videos/1351030165034889/
    Il riscaldamento globale è causato dall’uomo
    (Matteo Miluzio)

  17. Partiamo da alcuni fatti inconfutabili:
    1) La CO2 è indispensabile per la vita nella terra;
    2) La CO2 antropogenica emessa in atmosfera costituisce una percentuale tra il 3 e il 6%, i restante è di origine naturale;
    3) Il principale gas serra è di gran lunga il vapore acqueo (che costituisce tra il 75 e secondo alcuni sino al 95% dei gas serra)
    4) I cambiamenti climatici esistono da centinaia di milioni di anni e con periodi in cui la CO2 aveva valori enormemente superiori (e ciò smentisce periodi di non ritorno);
    5) è stato ampliamente dimostrato (carotaggi in Groenlandia, studi sedimentologici in Cina, Cile, altre zone nord Europee) che il il caldo attuale è inferiore a quello dei periodi romano e del medioevo;
    6) E’ ormai accettato, anche dalla IPCC, che nel passato è stata la temperatura a guidare la CO2 e non viceversa ;
    7) dal 1880, si può osservare dai dati ufficiali come a fronte del incremento costante della CO2 vi sono stati ben 77 anni di raffreddamenti (1880-1910; 1946-1976) o pause delle temperature (1998-2015);
    8) il riscaldamento non è ne’ uniforme nè globale poichè vi sono ampie zone in cui le anomalie termiche sono negative (es vaste zone del nord America, zone Antartiche).

    • Osservazioni correttissime! A chi ne dubita si legga due saggi direi ricercatori della NASA:

      – CLIMATE CONFUSION di Roy W. Spencer

      oppure

      – UNSTOPPABLE GLOBAL WARMING di S. Fred Singer e Dennis T.

      Si tratta di scienziati e non di giornalisti indottrinati e spiegano come l’essere umano, è incapace di modificare il clima che dipende da tutta una serie di fenomeni, non ultimo dei quali l’azione delle macchie solari, sulla quali, il Capitalismo, il consumismo ecc. non hanno alcun effetto…

      E se per caso si hanno problemi con la lettura inglese, c’è un bellissimo saggio di Vaclav Klaus, ex presidente ceco PIANETA BLU, NON VERDE. Contiene un lunghissimo elenco bibliografico che potrebbe mettere in pace le vittime dell’isteria climatologica.

      L’autore spiega pure le ragioni per cui politicanti sposano le tesi dei falsi profeti per scandalosi interessi alimentati da stanziamenti da destinare ai “compagni” delle diverse equivoche ONG ecc.

  18. E quindi? Quindi Rubbia non smonta nessuna bufala. Dice perfino che «il cambiamento climatico del CO2 registra un aumento esponenziale» (così si legge nel resoconto stenografico dell’intervento). Il fisico fa forse un po’ di confusione con le parole, perché dire «cambiamento climatico del CO2» non ha senso e comunque l’aumento non è “esponenziale”. In ogni caso il suo intervento non dimostra che non si devono tagliare le emissioni antropiche di CO2 né che queste non sono la principale causa dell’attuale cambiamento climatico. Altrimenti, non avrebbe senso nemmeno porsi il problema della riduzione delle emissioni.

    • “Quindi Rubbia non smonta nessuna bufala. Dice perfino che «il cambiamento climatico del CO2 registra un aumento esponenziale»”

      Concordo, anche io ho notato questo. Infatti alla tua obiezione granitica non risponde nessuno. Rubbia inizia con la storia, utile per contestualizzare, e poi si diffonde sui metodi importanti e urgenti per ridurre le emissioni antropiche!

      Vale la pena notare che un articolo del genere viene titolato “la bufala dei cambiamenti climatici”. Complimenti a chi gestisce il sito. Questi fatti dicono MOLTO, se non tutto, sulla mentalità dei negazionisti.

      Per fortuna, nonostante tanta gente egoista priva di ideali, il mondo sul tema si è ormai svegliato. Fa sperare soprattutto il movimento giovanile.

  19. Messaggio per ORLO. I complimenti te li faccio io che come blogger consumato sei tu da Champions League. Apri e chiudi (male) le conversazioni a tuo piacimento con il solo scopo di sminuire le altrui opinioni. Ma senza fornire il minimo valore aggiunto o concetto. Non si capisce di cosa ti occupi.Sicuramente cazzeggi sul web. Ti nascondi dietro un nomignolo che fa pensare. Complimenti davvero!

    • Insomma,caro Alessandro,mi vorresti impedito nel mio “cazzeggio”.
      Nn capisco cosa ci sia di male nel “cazzeggiare nel web”.
      Se voglio approfondire dei concetti tecnici vado nei blog di settore e cerco di farmi “na’curtura”,come dicono a Trento. 🙂
      Tu invece ti senti um prescelto “per conto di dio”,che vista la luce ti stai dedicando alla salvezza di noi poveri pirla(come si dice a Napoli)?
      Come si dice a Foggia… Estiqaatsi!!!
      Oltremodo,a che mi ricordi,nn intervengo mai per sminuire opinioni altrui.
      Intervengo per dire la mia,come tutti,sempre ponderando la mia posizione.
      Se poi nn garba,come dicono a Foggia… Estiqaatsi!!!
      Se noterai bene,senza sentirti sminuito nella tua posizione di “Prescelto”,oltremodo nn ho messo in dubbio la tua capacità tecnica che,se sei un ingegnere,avrai di sicuro più di me. Ti ho solo fatto notare che,insomma,dare dei “consigli” ad un fisico nucleare,premio Nobel e per 5 anni presidente del cern,forse era un pochetto oltre le tue,pur immense,capacità.
      Insomma,ritorniamo sempre a i pre-infartuandi vs Cristiano Ronaldo.
      Ti volevo chiedere,se vuoi rispondermi,se per caso hai interessi lavorativi o economico finanziari,con la Exxon.
      Potrebbe essere più chiaro il tuo “insistere”.

      Ps
      Nn capisco a cosa possa servire intervenire con le propie vere generalità.
      È più divertente(visto che si “cazzeggia”)esprimere le propie opinioni ed essere valutati,in positivo o negativo,su le stesse.
      Per esempio a me di te,nn serve sapere null’altro(tantomeno chi cazzo sei “veramente”) per inquadrarti,e per farlo mi baso su ciò che scrivi(derivanto dal tuo cervello,che è la parte che mi interessa) senza farmi “distrarre” da un nome e cognome.
      Poi se vincerai un Nobel per la fisica,farò sicuramente ammenda. 😉

  20. Perché non approfondite il discorso sulla geoingegneria e cosa irrorano sopra le nostre teste gli aerei, ci sono molte persone disinformate su questo tema

  21. Non mi sembra parli di bufala, tanto più che egli stesso sta lavorando ad un progetto per ridurre le emissioni di Co2!

  22. Il clima della terra sta cambiando, è cambiato. Su questo, quindi, siamo tutti d’accordo, credo.
    I contrasti, le divisioni sono sulle cause di questo cambiamento, mi pare, e non sono abbastanza informato per potermi schierare con decisione da una parte o dall’altra.
    Però non è che l’inquinamento atmosferico non faccia nulla. O c’è anche qualcuno che nega che provochi il cancro?

  23. Davide!
    Ma come cazzo fai a scrivere dei papiri in pochi minuti l’uno dall’altro?

    Ps
    Sto scherzando!…ho visto il “lievito” che ha fatto effetto…bravo Nic… 😉

  24. Il pianeta è sempre cambiato ma noi stiamo contribuendo a questo cambiamento e quindi è inutile pensare che il pianeta sta cambiando e noi non c’entriamo nulla perché non è vero se continuiamo così a fregarcene della plastica e dell’inquinamento questa cosa si ritorcerà contro di noi

    • Solita ecotalebana dalle idee confuse: la plastica e l’inquinamento non c’entrano nulla coi cambiamenti climatici.

  25. Purtroppo, pur essendo sempre stato un ammiratore di Rubbia, credo che in questo caso abbia fatto delle valutazioni un po’ affrettate. E’ tutto da dimostrare che separare il carbonio (tramite combustione incompleta della CH4, ottenendo il “nero fumo” o carbonio solido) dall’idrogeno, che sarebbe il combustibile utile finale, dia un bilancio energeticamente positivo. Ma lasciamo la porta aperta. Un altro problema è che il “nero fumo” è una sostanza particolarmente inquinante e nociva, per cui occorre effettivamente trasformarla in grafite, con ulteriori consumi energetici. E questo peggiora il bilancio complessivo da un p.to di vista energetico. Infine occorre trovare utilizzi finali di questa grafite (milioni di tonnellate a regime) per non doverla immagazzinare da qualche parte. Concludo affermando che la “sequestrazione” della CO2 sia ancora il processo più conveniente. Un esempio sono le nuove centrali a carbone (si quelle!) in costruzione in Polonia e Romania : vengono autorizzate solo se sono in grado di sequestrare tutta la CO2 prodotta dal processo di combustione nel ciclo di vita. Però nessuna preclusione sul futuro. Solo un po’ di cautela nel fare certe affermazioni.

    • Mi sa che adesso il Rubbia,dopo aver letto la tua lectio magistralis,prenderà un volo per Stoccolma e restituirà il Nobel.
      Oppure cercherà di contattarti per,con il capo chinato,rendertelo.

      • sono ingegnere energetico da 30 anni, forse qualcosa avrò imparato in tutti questi anni, cosa dici?. E nello stesso tempo sicuramente avrò sbagliato tante volte, ma qualche volta l’avranno fatto anche i “mostri sacri”. Nello specifico il Nobel ha fatto l’errore (perdonami l’insolenza!) di semplificare troppo i concetti per motivi divulgativi, non accennando nulla dei problemi insiti della sua teoria, che ne avrebbero sminuito l’attrattabilità. Lo scopo sarà stato anche quello di ottenere finanziamenti, ma sarei curioso di sapere se li ha effettivamente ottenuti nella misura che desiderava, dopo quasi 5 anni da quel discorso. Te la faccio breve : con le tecnologie attuali (per qualche decennio), senza mai perdere di vista che nel mondo energetico ci si basa su bilanci e rapporti costi/benefici, questa Sua idea non ha ancora i requisiti per stare nella top ten delle priorità. Quindi la tua ironia mi dà l’idea che sia dettata solo dal fatto che ti ho rovinato un sogno.. (Orlo : del baratro?)

        • Alessandro avrei una domanda: la tecnologia DAC di aziende come Climeworks e Carbon Enegineering sembra essere sempre più vicina a diventare economicamente fattibile mentre la CCS non sembra fare progressi vero la scalabilità. Sono millantatori i primi o semplicemente la CCS è più complessa?

          • I canadesi mi sembra abbiano fornito dei dati di costo per cui ti puoi fare un’idea da solo. Per quanto riguarda il CCS, Alstom (GE) sta mettendo a punto un processo CAP promettente. Per cui credo che la ccs stia facendo progressi pur nella sua complessità. Ha anche una valenza “politica” laddove è applicata alla fonte.

        • Nessun sogno infranto caro Alessandro.
          Forse stai facendo ancora un’altro errore,dal momento che la ccs nn è che sia ritenuta molto economica.
          Oltremodo il Rubbja lavorando sul gas naturale già trattava un prodotto dimezzato nell’impatto.
          Nn sono un’esperto comunque e nn metto in dubbio il fatto che tu abbia una competenza fattuale,ma il fatto di paragonare gli errori di un premio Nobel per la fisica(nn soggetta a valutazioni variabili come quelle umanistiche)ai tuoi di errori è come paragonarsi,in quanto giocatore amatoriale di calcetto(la tipica partita del mercoledì tra quasi infartuanti),a Ronaldo.
          Insomma sei un tipo alquanto simpatico.

          • Nn preoccuparti di me,caro Alessandro.
            Tu sei ormai in finale di champions league.
            Complimenti! 😉

  26. e quindi? cosa significa?
    questo articolo dice tutto e nulla, lui è uno scienziato e lo ammesso nel suo stesso discorso: “A ME INTERESSANO I FATTI MINISTRO NON LE PREVISIONI” e visto che non siamo veggenti mi sembra, ma solo scienziati (parlo di lui ovviamente), possiamo solo usare il cervello e ipotizzare che LE SPASMODICHE emissioni di co2 proprio come dice lui, sono COSA DA EVITARE! e difatti lui stesso suggerisce una sua SOLUZIONE. Benissimo! nulla in contrario perciò mettiamoci a lavorare in questa direzione! ed evitiamo di polemizzare ed abbozzare PREVISIONI sul fatto che 0,2 ° di temperatura + o – siano dovuti o meno al GRAN CASINO che stiamo facendo COL NOSTRO SUPERBO MENEFREGHISMO COSMICO, dato che l’ordine dello stesso, mi pare, non sia mai stato messo in bilico dall’uomo sapiens e nemmeno da quelli precedenti ma da forze naturali per noi DEL TUTTO INCALCOLABILI se non con qualche, appunto…”PREVISIONE” caro senatore a vita! Grazie e buon lavoro!

    • Commento imbarazzante: le previsioni sono l’unica “arma” proprio dei catastrofisti del cambiamento climatico.
      I fatti sono che il riscaldamento, così come previsto, finora non si sta affatto materializzando.
      I fatti sono, come dice Rubbia, che ci sono già state variazioni climatiche simili (già “cambiamento” è un termine eccessivo).
      Tutto l’impianto allarmista si basa solo ed esclusivamente su previsioni allarmistiche, che a lunghissimo termine non sono verificabili dai fatti, e nel medio termine sono smentite dai fatti (circa mezzo grado di aumento di temperatura gli ultimi 30 anni contro, come minimo, 1 grado di aumento previsto).
      Gli allarmisti, infatti, non fanno altro che appellarsi al principio di autorità (dopo essersi autonominatisi tali, coi nostri soldi).
      I fatti non sono dalla loro.

  27. Quale sarebbe la bufala? Non c’è nessuna bufala, anzi concorda nel problema di trovare un’alternativa alle emissioni di CO2 e ne propone una.
    Bel giornalismo questo, titoli fuorvianti e clickbait.

  28. C’è purtroppo una temperatura rimasta stazionaria intorno zero assoluto…quella di cervello di bipede idiota…!
    https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  29. Non è assolutamente ciò che ha detto! Rubbia ha detto:
    1º) I cambiamenti climatici non dipendono solo ed esclusivamente dall’effetto serra.
    2º) il fabbisogno energetico in aumento fa aumentare le emissioni di Co2 e quindi peggioramento delle condizioni ambientali adatte all’uomo, aumento dell’effetto serra con pericolo di cambiamenti climatici non confortevoli.
    3º) È possibile azzerare le emissioni con la tecnologia attuale
    4º) occorre sensibilizzare la politica con azioni di massa! Supportati dagli scienziati! La voce di un semplice senatore non è sufficiente!

  30. Mi piacerebbe sapere da chi è pagato quest’uomo per dire queste bufale, chiunque esca fuori di casa e non ha pregiudizi si può rendere conto che quello che dice è falso! Stiamo creando danno irreparabili a al nostro pianeta (non parlo solo del clima) ed è ora di cambiare rotta. Chi nega questo è nemico dell’umanità e dovrà renderne conto tra qualche anno.

    • Bella questa: il riscaldamento climatico lo si stabilisce uscendo di casa.
      Il trionfo della verifica empirica rigorosa.
      Poi però quando va freddo blaterate “climate is not weather”, nevvero?

  31. Da un giornalista che sostiene che negli allevamenti italiani non vengono usati antibiotici non c’era da aspettarsi che un’intervista a un vecchio rottame come questo!! Siete il retaggio di un passato che mi auguro finisca presto!!

    • Caro genio non ho mai detto che negli allevamenti non si usano antibiotici. Che disastro che siete. Ho detto che nella carne che compriamo non ci sono. Se faccio uno schemino le può esssere più chiaro o il pregiudizio vi annichilisce

    • Sull’antropogenesi dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo c’è la certezza della scienza. Articolo di qualche giorno fa https://www.corriere.it/cronache/19_marzo_13/cambiamenti-climatici-colpa-azione-uomo-595debee-45de-11e9-84eb-0118ce37142a.shtml

      • Anche sul dilagare dell’ignoranza c’e’ la certezza: questi commenti che riportano baggianate spacciate per scienza.
        Perche’ sono cosi’ sicuro? Per questo:
        “Gli scienziati hanno utilizzati i tre set di dati satellitari più utilizzati nella scienza climatica, riguardanti gli ultimi 40 anni: tale certezza era già stata raggiunta quattordici anni fa, nel 2005, per due dei tre set di dati. Nel 2016 è stata la volta del terzo.”

        La loro certezza e’ basata su 40 anni di dati satellitari??????? QUARANTANNI????
        Se non ci arrivi da sola …. ha vinto il Gretinismo.

  32. Gli errori storici del Prof. Rubbia sono stati evidenziati da molti autori(1 per tutti:di tutti gli elefanti di Annibale solo 1 riuscì ad attraversare le Alpi).
    Anche il suo progetto di sfruttamento della CH4 lascia molti perplessi, per le implicazioni tecniche ed ambientali

    • L’unico errore storico è il negazionismo di chi, per sostenere le teorie agw, riscrive il passato eliminando tutto ciò che non collima.
      Annibale è solo uno degli esempi, ma ne abbiamo tanti, citati nell’articolo.
      Per non parlare delle serie storiche di temperatura sempre più “corrette”, in modo volontario, consapevole, e sistematico, come emerso dal climategate.
      Ormai il tasso di disperazione, per una teoria che sta venendo sconfessata dalla realtà di una temperatura che non cresce come previsto, è altissimo.

  33. “Le emissioni stanno aumentando in maniera tale che, a mio parere, tutte le speranze che abbiamo di ridurre il consumo energetico facendo azioni politiche ed altro, sono contraddette dal fatto che oggi il cambiamento climatico del CO2 ha un aumento esponenziale senza mostrare una inversione di tendenza; sta crescendo liberamente.”

    Quindi per il prof. Rubbia quella dei cambiamenti climatici non è affatto una bufala, casomai il Nobel invita la politica a evitare i catastrofismi e a investire su soluzioni tecnologiche percorribili.

    • Esatto. Mi pare proprio sia così. Al minuto 4 dice questo. Mi sembra però che come spesso accade si ascolta per un minuto e poi si incominciano a scrivere con polemica le cose più assurde. Grazie Luca.

  34. Rimaniamo ai fatti: c’è un problema enorme di CO2, lo dice anche Rubbia nel suo intervento. Che poi la soluzione non sia quella delle rinnovabili ok, è probabile. L’energia più pulita e con meno morti per TWh è quella nucleare, magari prodotta usando il Torio e non l’Uranio. Però per cortesia non parliamo di bufala dei cambiamenti climatici solo perché la nostra casa è ancora in piedi!

  35. Giusto segnalarlo, ma , per quando illustre, è solo l’opinione di Rubbia. Nella scienza non esiste il principio di autorità, fortunatamente. Le affermazioni vanno dimostrate e qui Rubbia non dimostra un bel niente. Per confronto, la famosa lezione di Giuliano Preparata, altro grande fisico Italiano, in cui si proponeva l’esistenza della memoria dell’acqua, era molto più logica e convincente, molto più ricca di argomentazioni e dimostrazioni, eppure Giuliano Preparata aveva torto, come è stato dimostrato dagli esperimenti. Ecco, Rubbia può dire quello che gli pare, ma ci sono una marea di dati che continuano a dargli torto.

  36. Sono francamente basito dall’argomentazione di Rubbia secondo la quale dato che negli anni 2000-2014 la temperatura media è rimasta stabile, allora il cambiamento climatico è una bufala. Se si guardano i trend dai primi del 900 fino ad oggi (report AR5 del ipcc) il trend di aumento della temperatura è assolutamente chiaro, circa un grado sulla temperatura media; si tenga inoltre conto che il sistema è molto variabile annualmente e che ha senso vedere solo i trend sul lungo- medio periodo.

    • 15 anni sono già medio periodo.
      Se si pretende di descrivere l’anidride carbonica come UNICO driver di temperatura globale, allora 15 anni di pausa, in corrispondenza di massime emissioni, smentiscono totalmente quella visione.
      Il punto è proprio che la CO2 antropica non spiega tutto, affatto.

  37. Rubbia asserisce che siccome il clima è sempre cambiato in passato senza l’intervento dell’ uomo, allora anche adesso non può essere colpa dell’uomo. Come dire che è impossibile aggiungere una variabile a un’equazione. Sì, nel corso della storia della Terra ci sono stati rapidi cambiamenti di temperatura, dovuti a incremento di gas serra, che hanno portato estinzioni di massa di specie animali e vegetali, quasi distruggendo ogni forma di vita. Ma questi cambiamenti rapidi furono dovuti a enormi eruzioni vulcaniche di grandi aree vulcaniche come quella di Kalkarindji, in Australia, che è stata associata alla estinzione di massa del Cambriano, avvenuta circa 500 MLN di anni fa [F. Jourdan; K. Hodges; et alt. in Geology (2014) 42 (6): 543-546. Un’altra estinzione di massa avvenne nel Permiano, circa 251,4 MLN di anni fa, sempre per fenomeni vulcanici massivi. Recenti studi hanno confermato che queste estinzioni furono dovute proprio a repentini cambi climatici, paragonabili a quello che sta avvenendo ora col rapido incremento della concentrazione di gas serra e della CO2 nell’atmosfera [S. Burgess, S. Bowring, and Shu-zhong Shen,; “Proceedings of the National Academy of Science”, Febbraio 2104.]. Ora, molti recenti studi hanno dimostrato che l’incremento di Temperatura media della Terra sia dovuto all’incremento della CO2 nell’atmosfera, incremento che negli ultimi 50 anni è stato molto rapido e massivo e che questo incremento di CO2 è dovuto all’attività umana, poiché non siamo in presenza di fenomeni come quelli avvenuti in passato.
    Rubbia del resto, non nega che sia l’incremento della CO2 a essere responsabile del riscaldamento globale, nega che sia dovuto a un effetto antropico. In tutta l’intervista, però non sa spiegare perché c’è questo incremento di CO2, anzi si contraddice quando dice che solo gli USA hanno ridotto le emissioni di CO2, ammettendo implicitamente che è l’uomo che la produce.
    Rubbia afferma che la temperatura sta scendendo, ma le misurazioni sperimentali del calore contenuto nella atmosfera mostrano che il pianeta sta accumulando calore e che il riscaldamento globale è in corso. Le temperature superficiali possono mostrare raffreddamenti di breve periodo quando il calore viene scambiato tra l’atmosfera e gli oceani in quanto questi ultimi hanno una capacità termica molto più grande dell’aria: il riscaldamento globale è per definizione globale. L’intero pianeta (oceani, atomosfera, suolo) sta accumulando calore a causa dello sbilanciamento energetico. Ad esempio, Trenberth (2009) ha esaminato le misure satellitari della radiazione in entrata e in uscita per il periodo da Marzo 2000 a Maggio 2004 e ha trovato che il pianeta sta accumulando energia a un ritmo di 0.9 Watts per metro quadro. Schuckmann (2009) ha analizzato le misure di temperatura oceanica costruendo una mappa del calore contenuto nell’oceano fino a 2000 metri di profondità elo stesso ha dimostrato un aumento di temperatura.
    Per quanto riguarda i CLATRATI, che ben so cosa siano, ben vengano, ma quanto tempo ci vorrà perché la sua ricerca sulla produzione di energia da questi senza emissione di CO2 – ammessa che non vada a male come fu per la sua fusione nucleare controllata – sia applicabile su scala? D’altra parte, proprio citando la necessità di usare metano dai clatrati senza produrre CO2, conferma che la CO2 in eccesso è di origine antropica, perché se non lo fosse allora vorrebbe dire che i clatrati che sono in fondo all’oceano o nel perfafrost si stanno ossidano sino a CO2. ma ciò significherebbe che l’uomo li sta usando per produrre metano che poi viene combusto con produzione di CO2, però questa è solo un idea di sfruttamento di questa risorsa, come Rubbia stesso ammette. Tempus fugit e non abbiamo 40 anni per poter aspettare che l’idea di Rubbia sia applicabile. Vede, signor Porro, l’Ecologia è una materia che costringe a ragionare in termini globali, perchè ogni volta che si tocca uno dei cilcli naturali, una biocenosi, una specie, ci sono ricadute su tutte le altre compenenti del sistema Terra. Rubbia, con tutto il rispetto, come tanti altri, non è né climatologo, né ecologo e questo pensare globale gli manca.

    • No, Rubbia sostiene che, essendo il clima già variato in passato in modo simile per cause naturali, potrebbe essere così anche stavolta.
      Gli allarmisti, al contrario, sostengono l’assoluta eccezionalità e novità di quest’ultima variazione climatica, ma non è semplicemente vero.
      Per dimostrare che *stavolta* sia colpa delle emissioni umane di CO2, occorre prima di tutto riconoscere i cambiamenti passati, e poi sviluppare una teoria in grado di distinguere il contributo di altre fonti, sia oggi che nel passato.
      La pantomima spacciata per scienza dell’Ipcc, al contrario, nega ogni variazione passata, per dimostrare l’eccezionalità della situazione attuale.
      In tal modo, pensano di dimostrare il contributo umano nella situazione attuale, abbinando due cose avvenute solo in questo momento.
      Ma, essendo la variazione attuale già vista, la dimostrazione da compiere è completamente diversa, è molto più difficile, e non è stata per nulla fatta.
      I modelli stessi danno la possibilità SOLO alla CO2 emessa, per ipotesi.
      Quando, numericamente (la relazione fisica è da studiare e dimostrare), ci sono modelli che spiegano in base all’attività solare che funzionano molto meglio.

  38. E io ritengo che l’utilizzo di energia dal nucleare sia in un prossimo futuro sia un passaggio ineludibile; eravamo un paese all’avenguardia a livello teorico e tecnologico in tale campo e siamo riusciti a distruggere questo vantaggio.

  39. Meno male che qualcuni se ne accorge che c’e una nuova internazionale e siamo in una seconda guerra di ideologie.

  40. A parte che Rubbia non è scienziato esperto di cambiamenti climatici, che l’intervento è confuso e contraddittorio e che è vecchio di 5 anni (e in questo tempo la Scienza del clima ha compiuto enormi progressi e tutti i VERI scienziati del settore ormai concordano sulla drammaticità della situazione), mi sembra le sfugga che la conclusione, al di là della specifica soluzione proposta, conferma che il problema è grave e richiede soluzioni che evitino il rilascio di CO2 nell’atmosfera!! Quindi panegirici infiniti per poi confermare tutto quanto sostengono i SERI scienziati!
    Quindi non c’è bufala né tanto meno Rubbia ne sfata qualcuna, anzi propone la sua soluzione.

    • Enormi progressi gli ultimi 5 anni? Ma di che sta parlando?
      Gli ultimi 5 anni sono trascorsi a far propaganda, a tirare fuori treccine in mancanza di fatti, e “correggere” le serie storiche passate.

  41. https://www.reccom.org/2018/11/28/ambiente-gli-sbagli-di-rubbia/
    Così magari due punti sulle I li mettiamo

  42. Porro, finalmente un giornalista italiano ha iniziato a proporre uno scienziato serio.

    Ci voleva tutto questo tempo?

    Se va di nuovo su YouTube troverà anche altri interventi con tanto di citazioni dimostrate con calcoli e dati molto scientifici.

    • Per un Nobel Rubbia che dice una cosa c’è un Nobel Hawking che dice l’esatto opposto: https://www.bbc.com/news/av/science-environment-40473841/stephen-hawking-at-75-trump-and-climate-change

      Ma a parte questo, il discorso di Rubbia sul Gan Naturale è anche interessante ma più che una questione di “non interesse” per me è una questione di “interessi geo-policiti” dato che intorno all’importazione di questa fonte di energia c’è una guerra USA/Russia in corso. Entrambi vogliono farci acquistare il loro gas e intorno alla nostra scelta si muove l’equilibrio di potere nell’area mediterranea. Non a caso ho sempre sospettato che dietro al movimento NO-TAP ci siano interessi USA.

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