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“La Germania ha un piano segreto per la guerra a Putin”

Dossier top secret da 1.200 pagine, timori di guerra entro il 2029, sabotaggi, droni: la rivelazione del Wall Street Journal

Germania russia @ Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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La Germania non si fida di Vladimir Putin. Il Wall Street Journal riferisce che le autorità tedesche stanno lavorando a una pianificazione riservata pensata per gestire l’eventualità di un confronto militare con la Russia. Il progetto, denominato Operation Plan Germany (Oplan Deu), sarebbe stato avviato circa due anni e mezzo fa in un complesso militare di Berlino, dove 12 alti ufficiali avrebbero iniziato a definire un documento di circa 1.200 pagine. L’elaborato descriverebbe come trasferire verso il fronte orientale truppe provenienti dalla Germania, dagli Stati Uniti e da altri Paesi della Nato, con indicazioni su rotte di trasporto, porti, infrastrutture ferroviarie e stradali, nonché sulle misure logistiche e di sicurezza necessarie.

Secondo il quotidiano statunitense, le stime tedesche indicano il 2029 come possibile orizzonte per un rischio di attacco russo alla Nato. Tuttavia, vari episodi di spionaggio, sabotaggio e violazioni dello spazio aereo europeo attribuiti da fonti occidentali a Mosca avrebbero accresciuto i timori su una possibile accelerazione dei tempi. In questo quadro, un eventuale cessate il fuoco in Ucraina – auspicato dagli Stati Uniti – potrebbe permettere alla Russia di concentrare risorse su altri fronti, inclusi quelli che coinvolgono Paesi membri dell’Alleanza.

Gli estensori di Oplan Deu descrivono il piano come uno strumento di deterrenza, con l’obiettivo di rendere evidente che un eventuale attacco contro la Germania non avrebbe possibilità di successo. Il documento è custodito in una rete militare isolata ed è già arrivato alla seconda versione, aggiornata con contributi di diversi ministeri e amministrazioni locali. La prima bozza è stata guidata dal generale di corpo d’armata André Bodemann, veterano di Kosovo e Afghanistan.

Un aspetto centrale riguarda lo stato delle infrastrutture: Berlino prevede entro il 2029 investimenti pari a 166 miliardi di euro, destinati in gran parte alla modernizzazione della rete ferroviaria e alla creazione di strutture utilizzabili sia in ambito civile sia in quello militare. L’ipotesi operativa considera la Germania soprattutto come un’area di transito e rifornimento, non come un fronte diretto, con le conseguenti criticità legate a infrastrutture usurate, riduzione delle capacità militari e nuove minacce tecnologiche, tra cui i droni. I limiti normativi in tempo di pace avrebbero inoltre complicato l’adozione di misure contro il sabotaggio, ritenuto uno dei rischi principali. Nonostante ciò, la Bundeswehr valuta positivamente i progressi compiuti dall’inizio del 2023, pur riconoscendo che gli ultimi stress test mostrano ampi margini di miglioramento.

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A livello europeo, anche le analisi dell’intelligence convergono su scenari di rischio. Il direttore del Bnd, Martin Jaeger, ha affermato che Vladimir Putin sarebbe disposto a “testare i confini europei”, aumentando la possibilità di un confronto diretto. Le valutazioni dell’Ue collocano un eventuale tentativo di provocazione russa entro due-quattro anni, con particolare attenzione agli Stati baltici. Ulteriori informazioni riportate da Rbc-Ukraine indicano che, secondo i servizi ucraini, Mosca considererebbe “inevitabile” un conflitto su larga scala nel continente nel medio periodo. Per questo Bruxelles sta elaborando una revisione complessiva della propria postura difensiva, che include piani per la produzione congiunta di droni, con l’obiettivo di raggiungere una piena preparazione entro il 2030.

Ricordiamo che nei mesi scorsi il presidente francese Emmanuel Macron ha sostenuto che non si dovrebbero escludere opzioni come l’invio di truppe in Ucraina, affermando che “nothing can be ruled out”. Tale proposta ha suscitato reazioni contrastanti tra gli alleati, ma rimane un riferimento significativo nel contesto delle discussioni sulla sicurezza continentale e sulle possibili risposte a un eventuale inasprimento delle tensioni con la Russia.

Franco Lodige, 27 novembre 2025

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