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La natura, la sabbia e la plastica

Sì lo so la visione di due piedi, per di più miei, sulla sabbia della Thailandia, non è il massimo. Ma ascoltate con attenzione, la sabbia suona, parla. Eppure come vedrete in questo video è anche offesa dalla nostra sporcizia. Lo sapete che chi scrive non è certo un talebano dell’ambientalismo, ma vedere un paradiso terrestre pieno di plastica e vetro, fa impressione. Ci hanno spiegato che nella stagione delle piogge il mare si riempie di schifezze portate dai fiumi. Che toccano i villaggi più interni e più poveri.

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L’ambientalismo, per noi ricchi, non è un lusso. Per chi ha meno, molto meno, lo è. E più le aree interne sono povere e più inevitabilmente sporcano. Proprio oggi il Bangock post, oltre a celebrare il compleanno del Re, raccontava in un reportage, il disastro dell’inquinamento in questo fantastico paese. Il caso era dei tanti street food che affascinano i turisti e che poi disperdono i loro oli e lavano i nostri piatti nel fiume. E poi infine la forza degli animaletti che proprio qua fanno le loro tane: sembrano le basi sulla luna di Spazio 1999. Ve lo ricordate?

Ps: qui di seguito trovate le tre puntate precedenti del mio viaggio in 40 giorni

1. Una cattedrale nel deserto

2. I serpenti pericolosi? Li riconosci dal colore

3. Quell’economia dei ricchi che fa bene a molti

Una cattedrale nel deserto

I serpenti pericolosi? Li riconosci dal colore

Quell’economia dei ricchi che fa bene a molti

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