Il paradosso della sinistra è che vuole tagliare l’unica spesa che un liberale pagherebbe volentieri. Seguite il ragionamento. Cosa succede quando non bastano i soldi pubblici? Sembra una domanda oziosa, visto che ormai più di metà di quel che produciamo finisce nelle casse dello Stato. Ogni abitante della penisola “gode” di poco più di 20mila euro all’anno di spesa pubblica. Sia chiaro: sono soldi suoi. Estratti con tasse e contributi, o presi in prestito sempre a suo nome.
Torniamo alla domanda. Cosa succede quando i quattrini finiscono? Semplice: il servizio non viene fornito. Le scuole non si ristrutturano, le analisi mediche slittano di sei mesi, le strade si sbriciolano, i tribunali si ingolfano, mestieri essenziali vengono pagati con stipendi da fame. Si fanno i conti con i soldi che mancano. Sempre. E allora chi ha cultura, relazioni e mezzi prova a cavarsela da solo. Manda i figli alla scuola privata o all’estero, regola i contratti con arbitrati, si compra una polizza sanitaria. Da una parte è un privilegiato.
Dall’altra paga due volte: le imposte che sborsa per un servizio che non riceve, e il reddito che spende per procurarselo altrove. È il paradosso dello Stato sociale europeo, quello di cui andiamo tanto fieri. Una bestia che divora risorse infinite senza mai somigliare alle pie illusioni che i suoi architetti statalisti avevano in testa ab origine.
Il caso della sicurezza è emblematico. Insieme alla giustizia e alla difesa dei confini, l’ordine pubblico è il primo capitolo del contratto sociale: il minimo sindacale dello Stato, non un optional. Un liberale detesta il welfare e la sua spesa allegra, ma paga di buon grado il conto di polizia e carabinieri. È l’unica voce di bilancio che persino un liberista tollera. Ed è proprio quella che la sinistra vuole smontare. Non se ne accorge nemmeno, ed è questo il bello: mentre difende ogni poltrona, ogni bonus, ogni ente inutile, lascia che l’unica spesa pubblica davvero pubblica venga di fatto privatizzata. In America hanno avuto almeno l’onestà di scriverlo su un cartello: Defund the police. In Italia siamo più sottili. Da noi la polizia non si abolisce: si delegittima.
Come insegna il caso Bologna, con la manifestazione del sindaco — l’ultima di una lunga serie — poliziotti e carabinieri sono tollerati solo quando portano in carcere un politico avversario. Sono assassini quando difendono un’opera pubblica, dalla Tav alla Tap. Sono da incriminare quando si mettono in mezzo a una rissa tra tifosi.
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Sono sacrificabili quando li prendono a calci in una qualsiasi piazza. Meglio che non si facciano vedere, insomma. Potrebbe pure essere una soluzione. Lasciamo le piazze ai ragazzi dei collettivi, gli stadi agli ultras, le periferie agli ubriachi molesti e agli spacciatori — su quest’ultimo punto siamo già a buon punto. E le forze dell’ordine? Usiamole per una cosa sola: scortare i nostri politici di sinistra quando incontrano la gente che li ha votati. Un bel risparmio, tutto sommato.
Nicola Porro, 22 luglio 2026
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