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L’assurda febbre dei dittatori democratici

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Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della voglia di dittatura dei nuovi democratici. Comincia il sindaco meneghino Sala, che dal primo gennaio prossimo proibisce ai milanesi di fumare per la strada: e a me viene in mente quella povera sconvolta che, per ammazzare le zanzare, sparava vigorose spruzzate di insetticida en plen air. Domanda: a che serve un provvedimento così demenziale, a parte spalmarsi sulla problematica sensibilità gretina? Serve solo a marcare il territorio, a ribadire un potere, qui si fa come diciamo noi. Chissà se il primo cittadino estenderà il veto anche al fumo di canne che avvolge, in una confortevole atmosfera cospiratoria, le vie dove albergano i centri sociali, chissà se varrà anche per le risorse migrantiste che bighellonano h24, e vai a capire se il divieto di inquinamento olfattivo e ambientale prevede pure le zaffate che appestano chi passa davanti a certi Kebab.

Numero due, il parlamentare piddino Davide Faraone, già mozzo di Carola Rakete, la umanitaria appena arrestata dalla pragmatica polizia tedesca in quanto disobbediente vestita da pinguina (giuro), ha stilato un duro attacco contro gli antivaxcovid: la genialata consiste in un curioso passaporto sanitario che in realtà è una radiografia alle intenzioni: non ti ciucci il vax? Bene, non puoi curarti, salire su un autobus, entrare in un cinema, mangiare al ristorante, pigliarti un caffè al bar e un milione di eccetera. Praticamente la morte civile. La lettera scarlatta c’è già, manca solo la stella gialla ma ci si arriva in fretta. E non è che un debutto.

Voilà i nuovi democratici, i post comunisti sempre un po’ tanto comunisti: la smania di controllo, di gulag, di polizia che bussa alla porta non si smentisce. Tu lasciali fare e ti ritrovi a vivere felice come a Praga, purtroppo quella degli anni Sessanta. Trattasi di misure puerili, vane, pretestuose o semplicemente offensive; ma per i nostalgici del Muro, tutto fa brodo per tornare a quei formidabili anni in bianco e nero. O, come dice l’immunologo Galli, immunologo contro il buon senso, ur-sessantottino: ma quale Natale, quali cenoni, quali regali, tutto deviazionismo borghese, morigeratezza ci vuole.

E non è questione di Covid, quello è un pretesto. Ha detto il comico di partito Zoro, in arte Diego Bianchi: “Cosa mi manca del Pci? La convinzione di essere migliori degli altri e di fare sempre la cosa giusta”. Il berlinguerismo peggiore, che le ha sempre sbagliate tutte e se ne vanta, che a lasciarlo fare saremmo finiti come siamo finiti oggi, ma senza la scusa del virus pipistrello.