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Addio a diesel e benzina

Le 4 bugie dell’Ue sull’auto elettrica

Emissioni, colonnine di ricarica, industria: cosa non torna sull’addio a diesel e benzina

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Lassù quei geni di Bruxelles lavorano indefessamente. I piani, come sempre, sono – se lo dicono da soli – ambiziosi. Fra non molto voteranno a larga maggioranza la soppressione del secondo principio della termodinamica e, se abbiamo sufficiente pazienza (tanto l’ambizione non manca mai), anche quella del primo. Tanto che ci vuole: mettiamo la cosa ai voti. 

1. La bufala green sull’auto elettrica

Intanto hanno votato la proposta della Commissione che vuole che dal 2035 le case automobilistiche producano solo auto full electric. Scopo? Governare il clima. Nella proposta del 14 luglio 2021, quella pochi giorni fa approvata da questa curiosa congrega che si chiama Parlamento europeo, lamentano le teste d’uovo della Commissione: «Il 20% delle emissioni europee è dovuto all’autotrasporto». Cominciamo bene: le emissioni dai Paesi della Ue sono meno del 10% di quelle mondiali, cosicché anche quando il provvedimento votato azzerasse le emissioni, quelle globali si ridurrebbero del 2%, cioè il clima non verrebbe neanche scalfito. Sempre che l’elettricità si produca tutta col nucleare. Ma andiamo avanti.

2. I conti non tornano

Sostengono che, per esseri sicuri che la loro proposta vada a buon fine, «gli Stati membri dovranno espandere la loro capacità di ricarica installando lungo le autostrade, ad intervalli regolari, un punto di ricarica per l’auto elettrica ogni 60 km e uno ogni 150 km per le ricariche d’idrogeno». Se ci capite qualcosa, fatemi un fischio: in Italia, per esempio, ci sono 9000 km d’autostrade e quando si divide per 60 fanno 150 punti di ricarica, ma le automobili in Italia sono, a occhio e croce, 40 milioni. Non saranno tutte in autostrada, non saranno tutte a ricaricarsi contemporaneamente, epperò, qualcosa non torna. Per carità di Dio, non fatemi fare l’aritmetica, ché i termini son chiari: 40 milioni sono le auto e 150 i punti di ricarica autostradali previsti dal documento approvato. E poi: come ci arrivano in autostrada per ricaricarsi non è dato sapere. Forse ve le paracadutano.

3. Abolire la termodinamica

Ma la proposta ha altri due scopi, che i fenomeni mettono nero su bianco. «Il secondo scopo è incoraggiare le case produttrici a produrre veicoli a emissioni-zero, e il terzo è stimolare l’innovazione nella tecnologia a emissioni-zero». Un po’ ripetitivi: idee poche ma, almeno, fisse. 

Come cercavo di evocare all’inizio, avrebbero potuto parimenti votare a maggioranza – a maggioranza? Ma che dico? All’unanimità! Tanto non costa niente alzare la mano – l’abrogazione dei due princìpi della termodinamica. Immaginate che bello. Per i non addetti li riassumo. Il primo principio della termodinamica afferma che se lasciate cadere una palla di gomma da una torre, essa dopo il rimbalzo, non va più in alto dal punto da dove l’avete abbandonata a sé stessa. Il secondo principio vi garantisce che, anzi, essa rimbalza ad un punto più in basso. 

Orbene, che ci vuole? Basta seguire la logica di quei capolavori che stanno a Bruxelles, no? Si aboliscano questi due princìpi deplorevolmente fastidiosi, e si proibisca la produzione di palle che si ostinano a rimbalzare troppo in basso. Anzi, siccome vogliamo fare le cose proprio per bene, si proibisca anche la produzione di quelle che rimbalzano alla stessa altezza, e il gioco è fatto. Come per magia, le case produttrici di palle saranno incoraggiate a produrre solo quelle che rimbalzano più in alto e la ricerca di codesto fantomatico materiale gommoso innovativo sarà stimolata. Ma com’è che nessuno ci ha pensato prima? E dire che ci sono stati Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Isaac Newton e Albert Einstein, quattro fessi che non hanno avuto la brillante idea. Ci volevano i cervelli dell’Europa unita, tutti insieme, per sbroccolare questo novello uovo di Colombo: votiamo!

4. Auto elettrica, la deroga per la Ferrari

Aggiungono di concedere deroghe per chi produce meno di 10.000 auto: la Ferrari è salva. Vuol dire che avremo tutti una Ferrari. Ma che vogliamo di più? Mi dicono che le altre case produttrici sono preoccupatissime. Qualcuno chiama la cosa suicidio assistito. Vorrei incoraggiare tutti, perché una via d’uscita l’hanno e forse anche più d’una. Ecco due suggerimenti. Uno è questo: ignorare quel che hanno votato al Parlamento della Ue. Il secondo suggerimento è questo: dichiarare la chiusura delle fabbriche fin da ora. 

La seconda che ho detto mi piace di più: così come l’emergenza covid ha fatto impallidire quella climatica, e l’emergenza guerra ha fatto impallidire quella covid, la dichiarazione che suggerisco farà impallidire la guerra in Ucraina. A noi, finché viviamo, non ci resta che goderci – si fa per dire – lo spettacolo.

Franco Battaglia, 10 giugno 2022