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Le tre perverse vie del pacifismo peloso di sinistra

Tifare pace non è più un tabù. Ma i progressisti vogliono solo perpetrare il proprio potere

letta pace

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Diciamo la verità: noi vorremmo tanto che il governo nascente agisse in positivo sulle coscienze degli italiani anche per togliere alla sinistra tre poteri che si è arrogata negli anni, spesso intrecciati fra di loro, e che potremmo così definire: il potere battesimale, il potere purificante e il potere legittimante. Un caso da manuale di questo intreccio perverso si sta presentando in questi giorni ai nostri occhi, in qualche modo assuefatti e che più non si stupiscono.

La sinistra, sempre più divisa dopo il voto, si sta questa volta spaccando, incredibile ma vero, su come essere pacifisti: se cioè accusando la Russia (il Pd), oppure tenendo una farisaica equidistanza fra russi e ucraini (i Cinque Stelle), oppure attaccando direttamente come sempre la protervia della Nato (l’estrema sinistra). Che sia incredibile il pacifismo della sinistra è evidente al solo pensiero che, fino a qualche settimana fa, di pacifismo era accusato Matteo Salvini, che, come tale, veniva additato suppergiù come un irresponsabile se non proprio al soldo della Russia.

Ora che Giorgia Meloni, sempre coerentemente schierata sulle posizioni occidentali, è subentrata a Salvini come nemico principale e vittima sacrificale, la sinistra di colpo si riscopre pacifista. Che è poi un ritornare alla tradizione e alla logica presente nel proprio dna. Si tratta, più io meno di quel pacifismo peloso che ha accompagnato la storia della sinistra, e che era proprio, negli anni Cinquanta del secolo scorso, di quei “partigiani della pace” che anche allora erano strumentali alle politiche di Mosca.

In verità, più che a Mosca, questa sinistra guarda se stessa, pensa al proprio ombelico: il problema è come perpetrare il proprio potere, più o meno residuo, e come usare le idee strumentalmente, senza ormai credere più a nulla. Intanto, la “conversione” è avvenuta senza troppi clamori, senza che quegli stessi organi di informazione che avevano alzato il dito contro Salvini “traditore” avessero ora nulla da obiettare.

Il pacifismo non è perciò più un tabù, è stato sdoganato (potere battesimale). Chi lo professa non è un quasi-delinquente, ma una persona coscienziosa e eticamente irreprensibile (potere purificante). Essa è la posizione giusta o corretta, legittima, quella a cui l’opinione media e i media stessi devono adeguarsi o conformarsi (potere legittimante), Con un dibattito così tendenzioso e inquinato, già solo intravedere la possibilità di un cambiamento è fonte di speranza.

Corrado Ocone, 13 ottobre 2022