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Le parole del Carroccio

Lega, lo sfogo di Salvini: “Al governo col Pd? Lo rifarei”

Dopo il crollo elettorale, ha parlato il leader del Carroccio: “Sono andato a letto incazzato, mi sono svegliato carico”

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Un inizio dell’esperienza Draghi al 23% e una fine con il 9% per la Lega. “Brava Giorgia, chapeau!”, così commenta il dato il segretario Salvini in conferenza stampa post votazioni. “Politicamente mi sembra sia stata premiata l’opposizione e Fratelli d’Italia è stata brava a fare una forte opposizione. Per la Lega – elettorato e militanza – stare al governo con Pd e Draghi per due anni non è stato semplice ed ha sicuramente allontanato parte degli elettori. Ma se mi chiedessero se lo rifarei direi di sì, perché con l’Italia chiusa a causa del Covid era giusto così”.

Flop Lega

Queste le parole di Matteo Salvini che, come riferisce, “se sono andato a letto incazzato, mi sono svegliato carico e con il doppio dell’energia”. Un’arrabbiatura dovuta a quell’oggettivo calo di consenso, che ha visto il partito non raggiungere la doppia cifra. Un risultato, però, afferma Salvini, che “non mi soddisfa, ma ci porta un governo di centrodestra. Fino a ieri eravamo con il doppio dei voti in un governo che però ci vedeva come comparse e fastidiosi”.

Sulle motivazioni della discesa della Lega, Salvini si mostra chiaro e consapevole: “Se avessimo scelto di trascinare ancora per nove mesi un governo litigioso sarebbe stato un problema non solo per la Lega, che avrebbe sofferto, ma soprattutto per l’Italia”. E ancora: “Certamente dobbiamo lavorare internamente, contando anche il dato dell’affluenza alle urne, sconfortante a livello generale, essendo al minimo storico. Gli italiani hanno sempre ragione e da domani sarò già attivo e farò un giro di ascolto provincia per provincia”.

Toto ministri

Sulla squadra di governo nessuna indiscrezione: “è ancora da comporre – sottolinea il leader – e avrò l’onore di essere protagonista delle scelte. L’ultima mi è stata comunicata al telefono la sera prima”. Ma il numero dei parlamentari è già certo, uno più uno meno: “Potrebbero essere 100 i parlamentari della Lega da domani: al momento sono eletti 30 senatori, 41 deputati nei collegi e l’ipotesi sono altri 28 deputati nel proporzionale, più un plausibile deputato leghista riconfermato all’estero (Simone Belli, ndr). Quindi siamo a 100”. Ed è proprio la “quota 100” dei parlamentari leghisti che spinge il leader del Carroccio ad una frecciatina diretta al dem Letta: “Meglio avere il 9% e 100 parlamentari al governo che il 19% e 100 parlamentari all’opposizione”.

Crollo in Lombardia

E se il clima della conferenza stampa è disteso e diplomatico, anche troppo, non si può non considerare il risultato ottenuto nelle regioni che la Lega governa, dove però Fratelli d’Italia l’ha doppiata, in particolare la Lombardia: “Fratelli d’Italia è stata brava, se dove governiamo ha preso il doppio dei voti significa che è stata brava”, si limita a commentare Salvini. Per poi cambiare discorso e spostarsi sulla campagna elettorale: “E’ stata una campagna elettorale brutta, sto ancora cerando i fondi russi nascosti in giardino”, scherza il leader lanciandosi poi in un elogio ai militanti. “Viva la democrazia: da domani torno ad ascoltare le persone h 24. Coloro che hanno uno stipendio a nome della Lega devono portare rispetto ai militanti, a coloro che senza avere nulla in cambio hanno fatto di tutto. Io in primis e lo pretendo da tutti i dirigenti: dobbiamo portare rispetto alla comunità militante che da 30 anni rende questo partito unico al mondo. Chi danneggia il lavoro della militanza parlerà con me”.

Salvini sugli avversari

Stessa passività anche per quanto riguarda gli avversari. Sui 5 Stelle, che hanno quasi doppiato il Carroccio, il leader si limita a dire: “rispetto sempre il voto popolare”, per poi proseguire “mi tengo ben stretto il 9% ma ho un terreno da costruire. Chi non ci ha votato va capito, non sono gli elettori a non aver capito e hanno tutta la mia comprensione. Cercherò di recuperare la stima”. E su Calenda e Renzi: “Tutti quelli che pensavano di voler fare terzi poli, quarti poli: il centrodestra ha netta maggioranza alla Camera e al Senato. In campagna elettorale tutti hanno provato a convincere del contrario ma non ci sono riusciti”.

Il dilemma dimissioni

E se le valutazioni sul passato saranno oggetto di critica e autocritica per gli esponenti della Lega, Salvini guarda al futuro con ottimismo. “Già domani ho convocato il Consiglio Federale della Lega: non so se avete capito ma ho tanta bella voglia di lavorare e abbiamo ampi margini di recupero. Sono convinto che saremo convincenti: quando la Lega governa non ce n’è per nessuno e porta avanti le sue battaglie, non quelle di altre”. E sulle crisi che attanagliano l’Italia nelle ultime settimane: “L’impegno più urgente è quello dell’energia”. E prosegue: “Offro il mio assenso al governo uscente per un decreto urgente sul tema. Il resto si farà dopo. Il nuovo Governo si insedierà tra un mese: si può e si deve fare un intervento immediato per bloccare il costo dell’energia, perdere queste settimane sarebbe frustante”.

E per chi si chiedeva e paventava le eventuali dimissioni del segretario, lo stesso risponde senza se e senza ma: “Non ho mai avuto così tanta voglia di lavorare e così tanto riconoscimento nei militanti della Lega che, fino a quando mi vorranno, sarò onorato di esserci”. Infine, conclude: “Per me vale di più il militante, che lo stipendiato, e cioè tutte quelle persone che non hanno mai avuto un mezzo incarico retribuito e che in questa campagna elettorale, e non solo, hanno fatto molto di più di alcuni in Parlamento”, termina il leader Lega, promettendo di mettere gli occhi proprio su questo aspetto.

Bianca Leonardi, 26 settembre 2022