Come si scannano, a sinistra. Il caso Report ha creato una frattura non indifferente non solo all’interno della redazione del programma di Rai3, come certificato dal giudice del Tribunale del Lavoro, ma anche tra gli esponenti del giornalismo progressista impegnato. Critiche a Sigfrido Ranucci per la sua frequentazione col faccendiere Lavitola sono arrivate infatti da più parti, da Michele Santoro a Corrado Formigli, passando per il silenzio spesso imbarazzato degli altri. Puntualizzazioni che all’intoccabile ex conduttore non sono affatto piaciute.
Ieri infatti, ospite a Bologna del Fatto Quotidiano, Ranucci ha risposto per le rime a Formigli che sul Corriere lo aveva accusato di aver commesso errori legandosi a Lavitola e mettendo così in imbarazzo l’intero programma di Rai3. “Preferisco l’intelligenza artificiale alla stupidità naturale: non do lezioni di moralità a nessuno, io”, ha detto Ranucci. “Si informi prima di parlare: anche l’intelligenza artificiale se digiti ‘Ranucci ha preso le distanze da Lavitola’ dà una risposta».
Intanto Sigfrido ha dovuto incassare il “no” del Tribunale del Lavoro al suo ricorso urgente per tornare alla guida di Report. Nonostante le voci, insiste nel non voler scendere in campo. “Voglio continuare a fare il giornalista anche se ho ricevuto diverse offerte per presentarmi alle Politiche – ha spiegato – Ma penso di poter dare ancora un contributo nel mio campo: è il lavoro che voglio fare e che ho sempre sognato di fare nella vita”. Per il resto “lunga vita a Report“.
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