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Lo Stato secondo Rothbard: “È una vasta organizzazione criminale”

Murray N. Rothbard
Murray N. Rothbard

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Se anarco-capitalismo suona già da diverso tempo come un anatema a causa delle supposte conseguenze immorali ad esso incriminate, nel presente stato paternalistico delle cose diviene sinonimo di pubblica inimicizia. Ma tant’è: L’etica della libertà, che torna in questi giorni in libreria in una nuova edizione, Murray N. Rothbard, il maggiore esponente dell’anarchismo individualista del Novecento, accoglie felicemente tale sfida lanciando la sua audace penna nella fondazione di un’etica adeguata al capitalismo, aspirazione che oggi, ancor più di sempre, lo spinge controcorrente.

L’etica della libertà è un’imponente costruzione libertaria che racchiude una sinergia di influenze di diversa natura, dall’economia alla filosofia politica, e custodisce la formulazione di un’innovativa teoria politica della libertà, fondata a sua volta su una peculiare teoria della giustizia, secondo la quale una società può dirsi giusta quando i diritti di proprietà privata degli individui vengono tutelati; è libera dunque quella «società nella quale nessun titolo di proprietà viene “distribuito” da chi non ne è titolare; una società, in breve, in cui nessuno può molestare o violare la proprietà di un uomo o interferire con essa»; solo la salvaguardia dei diritti di proprietà può costituire il limite dell’azione individuale libera e, di rimando, può dirsi crimine punibile soltanto quell’azione che lede la proprietà privata altrui.

In quest’opera, Rothbard volge la sua attenzione a una specifica matrice del suo pensiero, il giusnaturalismo, chiarendo come nonostante le accuse di conservatorismo esso è, in realtà, «un permanente atto d’accusa al regno della cieca adesione alla tradizione o a quello dell’arbitraria volontà dell’apparato statale». Non a caso, i due diritti sui quali è fondata l’etica rothbardiana – gli unici, d’altra parte, realmente tali – sono diritti di proprietà di discendenza lockiana: la self-ownership e l’homesteading, ossia la proprietà che ognuno ha di se stesso e delle risorse naturali che trasforma e fa fruttare. È proprio perché basata su diritti naturali che tale etica può pretendere di essere universale; un’universalità, però, esemplificata esaustivamente dall’accuratezza del particolare, dacché Rothbard non si risparmia nell’applicazione della sua teoria ai più disparati ambiti della vita umana, sradicando alcune tipiche ipocrisie odierne e depenalizzando quelle condotte che, seppur spiacevoli e immorali, rientrano appieno nei diritti del singolo.

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Happy Future
Happy Future
19 Ottobre 2021 10:28

ABRAHAM LINCOLN: “The legitimate object of government, is to do for a community of people, whatever they need to have done, but can not do, at all, or can not, so well do, for themselves — in their separate, and individual capacities. (1° luglio 1854)

Lo scopo legittimo di un governo é quello di fare per la comunità di persone, tutto quello di cui hanno bisogno, ma che non riescono a fare, o che non riescono a fare così bene da soli, con le loro capacità individuali. (1° luglio 1854)

Franco
Franco
16 Ottobre 2021 9:20

Rispondo a Davide V8:

Il fatto che tu abbia avuto dei problemi seri con l’apparato dello Stato (per esempio hai dovuto pagare le tasse) non significa che lo Stato sia un’entità maligna in sé. Significa che sei un tirchio.
Significa soltanto che tu pretendi dallo Stato tutte le protezioni (sanità, sicurezza, formazione…) ma non vuoi dare in cambio un caz.zo.
Semplicemente non sei in grado di condividere e di convivere in una comunità di cittadini (alla faccia del patriota!)

PS. Lo Stato non arriva da Marte, ma dalle urne e dunque è un’ emanazione diretta del popolo, finché ci sarà il suffragio universale.

Davide V8
Davide V8
15 Ottobre 2021 19:28

Rispondo a molti: la teoria di Rothbard serve proprio a togliervi l’illusione che possa esistere uno stato “buono”.
Lo stato “degenera” *regolarmente*: pensare ad uno stato “buono”, gestito da persone pie e devote al bene, è un’illusione più infondata dell’illusione che ci fosse un sovrano “buono”, prima del liberismo.
Il sovrano per caso, ogni tanto, poteva anche capitare.

Ma lo stato porta a selezione avversa: finisce proprio in mano a “degenerati”, ai fini di sfruttarlo contro la popolazione, perchè questi sono gli incentivi esistenti.

Anche se “democratico”. Ricordo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_scelta_pubblica

William Plumbs
William Plumbs
15 Ottobre 2021 17:54

Murray N. Rothbard ha dato a mio avviso la definizione più precisa e scientifica dello Stato

Nuccio Viglietti
15 Ottobre 2021 15:47

Sempre sostenuto!… una mafia più sofisticata e sostenuta da potere legislativo…!!…https://ilgattomatto quotidiano.wordpress.com/

Promauri
Promauri
15 Ottobre 2021 11:24

Da statalista che vedeva lo Stato come un padre che dirime le controversie e rimedia alle malefatte dei suoi figlioli cittadini sono diventato liberale. Ho capito cos’è lo Stato e anche che la libertà è la cosa più bella e più importante della vita ma non va mai abusata. Il problema oggi è che lo Stato in nome della salute pubblica (ma non di fatto) ha occupato spazi non propri a discapito del cittadino che ha sempre meno diritti e sempre più obblighi da rispettare. E’ necessario dunque che il cittadino insieme agli altri cittadini si riappropri di questi spazi. Ma bisogna prenderne coscienza, invece siamo (quasi) tutti inebetiti.

Mariano Marini
Mariano Marini
15 Ottobre 2021 9:54

Il problema nasce quando una Teoria Economica pretende di diventare Teoria Politica o, peggio ancora, Morale.
Io concordo appieno con il Liberismo in Economia ma se questa viene trasferita in Politica si scontra con il problema della delinquenza, per esempio. Chi può restituire la casa occupata abusivamente, violazione della PP, da un energumeno se non qualcuno più forte di lui?
Le Teorie Economiche, proprio perché sono “teorie” difficilmente sono trasferibili nella Realtà senza tenere conto della sua (Realtà) complessità.
Insomma, nessuna Ideologia è una Panacea, per fortuna, per questo la Vita è così interessante!

Flavio Pantarotto
Flavio Pantarotto
15 Ottobre 2021 8:13

La coscienza democratica in Italia è ancora acerba: siamo passati dal Re al Duce, a Sovietici contro Americani, dai bombaroli rossi e neri contro tutti, poi Craxi e Berlusconi con la Magistratura addosso, per finire con la stessa che tiene in mano il Paese.
Corona, tonaca, uniforme o toga poco cambia, chi comanda non è certo chi abbiamo eletto.
Questa consapevolezza mortifica la ricerca della libertà, si parte da sconfitti, quindi conviene cercare “vie traverse” perseguendo il proprio rendiconto.
(continua)