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L’ultima “priorità” del Pd di Letta

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Da quando Letta ha assunto il ruolo di segretario del Pd, le priorità dell’ex premier si sono concentrate su temi quanto mai lontani dal comune sentire degli italiani. Prima lo ius soli, poi la proposta di voto ai sedicenni, ora la necessità di riformare la legge elettorale. Tutto ciò mentre milioni di italiani sono alla ricerca di risposte alla crisi economica e sociale che attanaglia il paese. Come se non bastasse, il segretario del Pd sembra ossessionato dalla competizione con Matteo Salvini (la fotografia pubblicata con il fondatore di Open Arms è emblematica) e l’enfasi posta su una legge divisiva come il Ddl Zan in un governo di larghe intese, ne è prova.

Eppure la richiesta di una nuova legge elettorale proporzionale, oltre che fuori luogo, nasconde un secondo fine neanche troppo celato. Visto il fallimento del tentativo di un’alleanza organica tra Pd e Cinque Stelle (il caso delle amministrative di Roma è significativo), Letta è consapevole che, se si votasse a breve, l’attuale legge elettorale premierebbe il centrodestra con una larga maggioranza. La coalizione di centrodestra è ampiamente in vantaggio in tutti i sondaggi e l’unico modo per cercare di spaccarla è proporre un proporzionale, motivo per cui Letta insiste affinché il parlamento modifichi la legge elettorale.

Ma davvero c’è bisogno di una nuova legge elettorale? Nonostante Letta abbia affermato: “la questione della legge elettorale va scissa dalle nostre convenienze politiche del momento”, è impossibile non riscontrare una finalità politica nella sua proposta. Luogo deputato alla discussione sul tema sono le Agorà democratiche: “Dobbiamo partire dalle condizioni della nostra democrazia, tema che farà parte della Agorà. Da quello partiremo per fare un ragionamento su che tipo di legge elettorale. Credo che raccordare la discussione sulla legge elettorale a un esame vero delle condizioni della democrazia, sia un percorso giusto anche per il confronto tra noi e poi con gli altri partiti”.