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Meloni, senti qui: per governare bene, governa meno

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Nel suo formidabile libro Manuale di sopravvivenza a uso degli italiani onesti (Rizzoli – 1997), Sergio Ricossa ci ricorda che uno dei motti di Napoleone Bonaparte era “activité, activité, vitesse”, e che questo contribuì a danneggiarlo.

Per contro, ricordiamo noi, è noto che il meno noto generale duca di Wellington (ricordato per lo più in ambito gastronomico e geografico, per il famoso filetto e per aver dato il nome alla capitale della Nuova Zelanda) fosse persona abile ma più incline ad essere riflessiva e metodica, e che, forse anche in virtù di queste doti, abbia avuto la meglio in quel di Waterloo, aprendo all’altro, di gran vitesse, la via per Sant’Elena.

L’iper attività e la velocità nel governare e nel legiferare (aumentando la massa di leggi che dovrebbero regolare la vita del cittadino e che il cittadino non riesce nemmeno a sapere quali e quante siano) danneggiano più che favorire la gestione della cosa pubblica, generando un eccesso di “gattini ciechi”. Tempo fa ci fu in Italia un ministro (recentemente ritornato a fare il ministro, ma ora si occupa di un altro dicastero) che, ragionevolmente, ma per lo più simbolicamente, fece un falò di fascicoli contenenti migliaia di leggi inutili.

E concludendo con Ricossa: “Siamo onesti, per governare meglio bisogna governare meno, decretare meno, legiferare meno, spendere meno, intrigare meno, infuocarsi meno” (Ibid, pag 143).
A proposito di infuocarsi, forse un altro falò di leggi inutili non guasterebbe, diciamo uno all’anno, come rito ben augurale e per alleggerirsi in vista dell’anno nuovo.

Fabrizio Bonali, 30 novembre 2022

Leggi tutti le Pillole ricossiane:

1. Così si manda in rovina un Paese

2. La lezione da imparare: non esistono i “soldi dello Stato”