E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
E’ sabato sera e ho un invito a un concerto. Premessa: contrariamente alla stragrande maggioranza delle persone non mi piacciono affatto i concerti. Nè quelli di musica colta, con le orchestre e i cori e i cantanti lirici (poi se c’è il balletto rischio il suicidio), né quelli di musica contemporanea, che sia rock, elettronica, tuztuz, pop, rap… Meglio la radio, per me. Ascolto musica tutto il tempo, ma il concerto no, grazie. Eppure sabato sera ho detto sì a un invito. Fiera mi ha invitato a seguire il concerto di Anyma. Uno fico, in un campo musicale che peraltro non è proprio il mio. Così, dopo aver parcheggiato mi sono avventurato per i padiglioni di Fiera, e devo dire che hanno un loro fascino, quando sono vuoti o quando li stanno ancora pulendo. Al netto di questo, quando sono arrivato allo spazio concerti, mi sono trovato davanti quasi 40mila persone. Viste dall’alto, su una specie di tribuna montata alla sinistra del palco, fanno decisamente impressione.
Nell’occasione ho parlato un po’ con l’amministratore delegato di Fiera, labbra vicine a orecchie perché i decibel sparati dall’impianto non erano poca roba. E ho capito che quello spazio può contenere oltre 100mila persone senza problemi. Che c’è la metropolitana che lo collega in città, con il biglietto pure a prezzo speciale. Che c’è la ferrovia. Che ci sono gli svincoli della tangenziale, a tre corsie. Che ci sono i parcheggi, immensi. E che ci sono pure i padiglioni che si possono aprire in caso di bomba d’acqua o di grandine.
E allora là, mentre vedevo ragazzi e ragazze ballare e scatenarsi, mentre le immagini scorrevano sul super ledwall interrotto solo da colonne e capitelli, mentre mi stava venendo un discreto mal di testa, mi sono chiesto: ma che li facciamo a fare i concerti alla Maura? Cioè: per quale motivo logico continuiamo a costringere decine di migliaia di persone nel fango, senza protezione dalle bombe d’acqua, in un posto mal collegato e mal servito, quando abbiamo un altro luogo altrettanto vicino e assai più comodo, come Fiera Milano? Perché il Comune di Milano non fa quello che dovrebbe fare, ovvero obbligare gli organizzatori a scegliere location che non impattino sulla sicurezza, sull’ordine pubblico e sull’incolumità dei suoi cittadini?
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