Tra un anno dovrebbe partire l’ambizioso e ricco progetto NBA Europe, la nuova lega professionistica ‘Made in Usa’ da importare nelle capitali e metropoli europee, compresa Milano, oltre a Roma. Appuntamento già fissato per l’ottobre 2027 ma a dodici mesi dal via regna l’assoluta incertezza per il capoluogo lombardo e per le altre piazze metropolitane coinvolte (addirittura a Roma sono nate due nuove squadre di proprietà americana), da Londra a Manchester, da Parigi a Berlino.
Il problema rimane sempre lo stesso: nel progetto degli americani la partenza della seconda lega professionistica targata National Basketball Association doveva essere legata al trampolino di lancio offerto dal calcio e dalla vetrina della Champions League.
Letteralmente Milan e Inter che, con i loro colori, su un parquet di un impianto indoor da 15mila posti, avrebbero sfidato Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco o altre storiche corazzate continentali.
Discorso valido, e facile da applicare, per le polisportive come appunto Real, Barca e Bayern, che hanno le stesse squadre storiche e vincenti nella pallacanestro, ma inapplicabile su Londra e Manchester, sulla stessa Parigi e appunto su Milano e Roma, l’altra città coinvolta, dove ci sono più squadre storiche di calcio. E infatti le due offerte milanesi di adesione alla prossima NBA europea sono arrivate dalle proprietà straniere di Inter e Milan. Ma delle due c’è posto per una sola.
E a Milano la pallacanestro c’è già da novant’anni con il colore storico biancorosso dell’Olimpia Milano targata Armani, campione d’Italia e membro fondativo dell’Eurolega.
E qui c’è e resta il secondo problema insoluto: esiste già l’Eurolega, con venti squadre e una formula collaudata che sta funzionando da un decennio in termini di diritti televisivi, pubblico negli impianti e sponsorizzazioni. Ma la lega professionistica europea guarda molto a est, troppo a est, con due squadre a Belgrado (Partizan e Stella Rossa), tre ad Atene (Aek, Panathinaikos e Olympiacos), tre o quattro (in base alle stagioni) a Istanbul (Besiktas, Galatasaray, Fenerbahce e Anadolu Efes) oltre ai croati di Zagabria e ai lituani di Kaunas.
Piazze che interessano poco alla NBA Europe che inserirebbe una formazione di Atene e una di Istanbul escludendo le altre, peraltro tutte espressioni di polisportive note e seguite nel calcio. La stessa Bologna, in Eurolega dal 2022, non sarebbe compresa nel progetto, discorso simile per le spagnole, per i baschi di Vitoria, per Malaga, Siviglia e Valencia, per i francesi di Lione, in dubbio anche il Monaco espressione del Principato ma di fatto partecipante come squadra francese.
Nelle scorse settimane NBA Europe ha messo sul tavolo un’offerta da 520 milioni di dollari per acquistare i diritti dell’Eurolega e avere via libera per il suo progetto ricevendo un secco no dai proprietari dei club europei di basket di vertice riuniti a Cernobbio. Proposta americana respinta perché ritenuta non soddisfacente, tuttavia il dialogo resta aperto.
E Milano resta alla finestra, perché la cordata rossonera di Jerry Cardinale ha già un accordo con la storica Pallacanestro Varese – essendo richiesto come requisito la partecipazione di una seconda squadra al campionato nazionale di riferimento – per far giocare i varesini in serie A nel loro impianto a Masnago e poi una squadra NBA con nome milanese o lombardo in un impianto milanese al momento da definire, difficilmente l’Arena di Santa Giulia, più probabilmente una nuova Arena da 15mila posti da costruire a San Donato. Ma se non esistesse più l’Eurolega cosa farebbe l’Olimpia, con la sua storia e il suo pubblico al Forum che martedì sera ospita il Real Madrid? Tanto fumo da diradare sul futuro del basket europeo e milanese.
Nba e Fiba dopo il no dei club europei: “Una partnership con Eurolega svilupperebbe enormi potenziali”
Nba e Fiba, la federazione internazionale della pallacanestro, non intendono abbandonare il progetto. Questa la nota congiunta diffusa oggi: “Una partnership tra Eurolega, Fiba e Nba volta a unificare l’ecosistema del basket europeo consentirebbe di sviluppare l’enorme potenziale di questo sport in tutta Europa a vantaggio delle società, dei giocatori e, soprattutto, dei tifosi”. “L’Nba e la Fiba – aggiungono – ribadiscono il proprio impegno a portare avanti il progetto di un nuovo campionato professionistico maschile in Europa e a contribuire alla creazione di un ecosistema del basket più forte e sostenibile, insieme a partner che condividono la nostra visione di crescita, opportunità e i principi fondamentali del modello sportivo europeo”.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


