Milano Quotidiano

Garlasco, chiuse le indagini su Sempio. La Procura sgancia la bomba: “Le contro-analisi potevano scagionare Stasi 19 anni fa”

La Procura di Pavia accende i riflettori sui test eseguiti nel 2007 sul Dna trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Due verifiche sarebbero risultate totalmente negative e non comparirebbero negli atti del processo

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La nuova chiusura delle indagini su Andrea Sempio porta con sé un elemento destinato a riaprire uno dei passaggi più delicati dell’intero caso Garlasco: le analisi effettuate nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Nel comunicato diffuso domenica 28 settembre, la Procura di Pavia conferma infatti di aver acquisito una consulenza dei tecnici nominati dalla difesa di Stasi sui cosiddetti “Raw Data” consegnati dal Ris di Parma il 6 novembre 2025. Ed è proprio da quei dati grezzi che sarebbero emerse due contro-analisi effettuate il 20 settembre 2007 sul campione prelevato dai pedali della bici “Umberto Dei”, entrambe con esito completamente negativo.

La Procura: due contro-analisi “totalmente negative”

Il passaggio contenuto nel comunicato è particolarmente netto. Nei Raw Data, scrive la Procura, i consulenti della difesa di Stasi hanno individuato “la presenza di contro-analisi (ben due corse elettroforetiche datate 20.09.2007) del campione bu_p”, vale a dire lo stesso campione che aveva rivelato la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali e che aveva contribuito al fermo di Stasi.

Quelle contro-analisi, prosegue la Procura, risultano “totalmente negative” e, secondo i consulenti della difesa, sarebbero state “idonee […] a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa”. Ma soprattutto, aggiunge il comunicato, non risultano presenti nel fascicolo del procedimento originario della Procura di Vigevano. È questo il punto oggi al centro degli approfondimenti: il profilo genetico attribuito a Chiara Poggi era stato rilevato il 19 settembre 2007 dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta. Il giorno successivo, però, nuove analisi sullo stesso materiale avrebbero dato un risultato opposto.

“Nessuna traccia negli atti del procedimento e del processo”

Il comunicato della Procura insiste proprio sulla discordanza tra gli esami. “Il profilo genetico determinato appena il giorno prima (19.09.2007) dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta (reperto bu_p) e attribuito dal consulente tecnico del P.M. dell’epoca ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007), allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi”.

E ancora: “Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi”. È il dato che, secondo quanto ricostruito anche dal Corriere della Sera, ha spinto la Procura di Pavia a tornare sui protagonisti degli accertamenti tecnici del 2007 e a sentire alcuni appartenenti all’allora Ris di Parma, compreso nei giorni scorsi l’ex comandante Luciano Garofano.

I consulenti della Procura confermano l’esistenza dei test negativi

Il passaggio successivo del comunicato rafforza ulteriormente il quadro. La Procura di Pavia ha affidato ai propri consulenti Carlo Previdere e Pierangela Grignani una valutazione critica dei risultati contrastanti. I due esperti, si legge nella nota firmata dal procuratore Fabio Napoleone, “hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20/09/2007” e, proprio alla luce di questa discordanza, hanno ritenuto che all’epoca sarebbe stato opportuno effettuare un approfondimento.

Approfondimento che, sempre secondo il comunicato, “dalle recenti indagini svolte dalla Procura di Pavia, non risulta essere stato effettuato”. Il nodo, dunque, non riguarda soltanto l’esistenza delle due prove negative, ma anche il fatto che la Procura oggi non abbia trovato traccia né di un successivo approfondimento tecnico né dell’inserimento di quei risultati negli atti del procedimento.

Il test positivo sui pedali e l’anomalia dei 2,78 nanogrammi

Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, il campione prelevato dai pedali era stato inizialmente sottoposto a un primo esame risultato inibito e quindi negativo. Dopo la purificazione del materiale, il 19 settembre 2007 una seconda quantificazione aveva però restituito 2,78 nanogrammi di Dna riconducibile a Chiara Poggi. Quel dato aveva assunto un peso rilevante nelle prime fasi dell’indagine e aveva contribuito al fermo di Stasi.

Sempre secondo il Corriere, proprio l’anomalia di quel risultato sarebbe oggi uno dei punti esaminati dai consulenti. Tra le ipotesi considerate vi sarebbero un errore nella registrazione oppure uno scambio di provette, anche perché il campione dei pedali avrebbe mostrato caratteristiche estremamente vicine a quelle di un altro reperto, il numero 29, relativo a un cucchiaino utilizzato da Chiara Poggi. La novità rappresentata dai Raw Data consiste però soprattutto nel fatto che il giorno successivo a quel risultato positivo furono eseguite altre due prove, entrambe negative, delle quali oggi non risulta traccia negli atti processuali.

Napoleone: “Mai chiesta la revisione della condanna di Stasi”

La Procura di Pavia precisa tuttavia che gli accertamenti in corso non equivalgono a una richiesta di revisione della sentenza definitiva pronunciata nei confronti di Alberto Stasi. “Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale“, si legge nel comunicato. La Procura generale, aggiunge Napoleone, “è stata e sarà tenuta informata in relazione ad ogni aspetto ritenuto di possibile interesse”.

Intanto la nuova chiusura delle indagini su Sempio

Il comunicato nasce dalla nuova notifica dell’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di Andrea Sempio. Il capo di incolpazione, precisa la Procura, “resta invariato”. Tra gli approfondimenti integrativi figurano anche quelli sull'”impronta 33″, sulle tracce di scarpa e sulle compatibilità con il piede di Sempio. I consulenti della Procura hanno inoltre depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa Frau taglia 42, risultata compatibile con le misure del piede dell’indagato.

Il documento affronta poi gli aspetti medico-legali. I consulenti della Procura ritengono che il quadro delle lesioni sia compatibile con un’azione aggressiva protrattasi nel tempo e con atti di difesa da parte di Chiara Poggi. Le nuove indagini immunoistochimiche indicano inoltre un intervallo tra la produzione delle lesioni e il decesso stimato almeno tra 15 e 30 minuti, senza escludere una sopravvivenza fino a 60 minuti.

Il fronte Ris diventa uno dei passaggi centrali della nuova inchiesta

È però il capitolo dei pedali a rappresentare uno degli elementi più rilevanti del nuovo quadro investigativo. Per la prima volta la Procura mette nero su bianco non soltanto l’esistenza delle due contro-analisi negative del 20 settembre 2007, ma anche l’assenza di quei risultati dagli atti del procedimento e la mancata evidenza di ulteriori approfondimenti successivi. Ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire perché quei test furono effettuati, chi ne conosceva l’esito e per quale ragione non siano poi entrati nel fascicolo. Un passaggio che potrebbe assumere un peso rilevante anche nelle future iniziative della difesa di Alberto Stasi, pur in assenza, allo stato, di qualsiasi richiesta della Procura di Pavia di revisione della condanna.

 

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