Milano Quotidiano

Il popolo delle tende, gli studentati e gli abusivi

Dalle tende davanti al Politecnico alle proteste di Cambiare Rotta: la battaglia degli studenti per la casa, i posti negli studentati e il nodo dei requisiti per mantenerli

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Nella grande polemica sul tema dell’abitare a Milano in prima linea ci sono gli studenti universitari. Non è una tematica nuova. Anni fa l’inizio del movimento delle tende era stato ad opera di Ilaria Lamera, una studentessa bergamasca che aveva messo i picchetti davanti al Politecnico. Sapete come è finita? Che Ilaria non si è mai laureata, ma in compenso sta in Costa Smeralda. La vita non è strada dritta, e lei ha deciso di lavorare sugli yacht. Bene così, speriamo sia felice.

In compenso i suoi compagni in battaglia, a Milano, hanno continuato a protestare. In quegli anni c’era una ricercatrice che ritroviamo nella campagna elettorale di oggi, che tutte le sera andava a parlare con gli studenti, ne sposava la causa. Oggi quella ricercatrice è una ex ricercatrice, ma è candidata alle primarie (se ci saranno) del centrosinistra: Carlotta Cossutta, nipote dell’indimenticato leader comunista Armando. Altre tende e altre proteste, sempre più social, si sono poi azionate più di recente ad opera del movimento universitario Cambiare Rotta. L’ho cercato, per vedere chi sono i suoi rappresentanti nel Senato Accademico dell’Università degli Studi di Milano. Non c’è: alle elezioni prese il 2 per cento. L’ho cercato in cda della Statale: non c’è, troppo pochi voti. L’ho cercato nei vari organi periferici della Statale (che ha tipo mille migliaia di organi consultivi di qualunque tipo, una roba da far venire il mal di testa). Non c’è praticamente da nessuna parte. Ma sui social è ultra-presente. Tanto più che ha deciso di mettere in atto una protesta contro i vertici dell’Università, “rei” di aver cacciato uno studente dallo studentato. E’ stato “sfrattato” hanno detto. Poi uno gratta sotto la superficie e scopre che esiste una norma regionale, basata su leggi statali (SACROSANTE!) per la quale se uno studente non fa un numero minimo di crediti (tradotto: studia, almeno un poco), deve lasciare l’alloggio a chi ha voglia di studiare e ne fa richiesta. Lo sfrattato per cui si sono mobilitati non arrivava lontanamente alla quota minima.

Statale, 1.400 posti letto e 1.900 aventi diritto

Al di là del fatto personale dello studente Tizio, fuoricorso, il tema è più generale. La Statale aveva circa 700 posti letto, ora ne ha quasi il doppio. Di questi 1400 mal contati, metà sono di chi attualmente li occupa. Gli altri invece vanno riassegnati. Quindi 700, a fronte di 1900 aventi diritto. Aventi diritto: uno studente fuoricorso che non studia non ne ha diritto E’ un abusivo del diritto allo studio, e lo studentato non è una casa popolare. Queste cose, mi chiedo io, i politici che cavalcano le proteste e gli ardori giovanili, le sanno oppure no? Oppure se le sanno fanno penosamente finta di non saperle?

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