Milano Quotidiano

Il rapper che blocca la superstrada ed il tempo dei milanesi

Quanto valgono i dieci minuti di riprese di un videoclip per il quale il rapper Bratan ha messo in attesa le vite di centinaia di persone?

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C’è la scena di un film che, quando vado in giro in automobile e passo su un ponte, mi viene spesso in mente. Il film è Margin Call, e c’è Stanley Tucci che fa il capo di gestione rischi di una banca d’affari che finisce gambe all’aria. Ecco, Tucci parlando con un ex collega racconta di essere stato un ingegnere civile, all’inizio della sua carriera lavorativa. Aveva progettato un ponte su un fiume. Quel ponte aveva permesso ai pendolari di risparmiare una trentina di chilometri. Calcolando il tempo – oltre vent’anni – e spannometricamente le persone che avevano usato quel ponte, concludeva che la sua opera aveva fatto risparmiare alle persone 1531 anni di vita complessivi, altrimenti spesi bloccati nel traffico.

Ecco, quando ho visto la vicenda del rapper moldavo che ha bloccato la Milano-Meda ho pensato proprio a quel film. Il suo avvocato, subito dopo la super rapida espulsione dal Paese, con grancassa mediatica incorporata, ha detto che è stata una bravata che è durata solo pochi minuti. Una decina, pare. Ma tanto quanto basta ad aver creato una coda lunga chilometri, con centinaia di auto in coda. Facciamo delle moltiplicazioni. Facciamo che ognuna di quelle auto avesse a bordo una media di due persone, e che fossero 10 minuti. E che fossero “centinaia”, ovvero almeno 300. Seimila minuti. Ovvero 100 ore. Ovvero 4 giorni e mezzo circa. E’ tanto? Non è poco, non poco come 10 minuti per girare la scena di un videoclip. E non voglio neppure discutere della qualità della canzone, che potete ascoltare qui sotto, e che è – a livello personale – la solita porcheria celebrazione della violenza e delle gang.

Il punto è che i suoi 10 minuti si sono moltiplicati in 100 ore, con un calcolo ultra-spannometrico. E’ un giochino che può essere riutilizzato per tutto. Chi esce dal casello di Milano Sud, ogni mattina, si trova imbottigliato perché c’è un cantiere che non finisce mai vicino ad Assago. Quanto tempo perde? Ogni giorno, pochi minuti. Ma se sommiamo il numero di persone e il lasso di tempo, la moltiplicazione dà risultati mostruosi.

 

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Torniamo al rapper. L’avvocato Politano, il suo legale, racconta che ha un bambino piccolo, che paga un mutuo in Italia. Ha annunciato ricorso al Tar contro l’espulsione: “I tempi sono molto lenti. Anche con un ricorso d’urgenza ci vorrà un mese, due mesi o addirittura di più, e questo va a inficiare la tutela e la garanzia di una persona”. Ancora il tempo. Lo stesso tempo delle cause, in Italia. Anni, moltiplicati per migliaia di persone.

Il tempo che svanisce.

Ma in conclusione è giusto così: se non rispetti il tempo di chi abita nel Paese che ti ha accolto è giusto che tu te ne vada.

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