Milano Quotidiano

La Conferenza per la Pace finisce in rissa: a Milano riemergono tutte le tensioni su Gaza

Daniele Nahum commenta su Milano Quotidiano: "La delegazione della comunità ebraica ha fatto benissimo ad abbandonare i lavori. A Gaza non è in corso un genocidio"

E meno male che era la Conferenza per la Pace. Sì, perché questi due giorni sono stati tesi nel panorama politico milanese. Tutto è iniziato giovedì, quando è andato in scena il primo scontro tra alcuni consiglieri comunali nell’ambito della commissione che ha presentato la prima fase della “Conferenza dei sindaci per la pace“. L’iniziativa era stata richiesta con un ordine del giorno promosso dai consiglieri cattolici Paolo Petracca e Roberta Osculati. L’obiettivo del progetto è arrivare alla redazione della “Carta di Milano“, un documento che sancisca impegni concreti per la pace e che verrà poi presentato ai diversi sindaci attesi a Milano tra febbraio e marzo del prossimo anno.

Lo scontro si è acceso quando Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione, ha sottolineato il collegamento tra questa iniziativa e la bocciatura della richiesta di sospensione del gemellaggio con Tel Aviv. L’affermazione ha provocato la reazione di Petracca, che ha invitato il consigliere di Azione ad “alzare lo sguardo”, suscitando a sua volta la replica di Nahum. “Non lo posso accettare – ha detto il consigliere –. Se mi dici che sto abbassando il livello della discussione, io ti saluto. Che c..o significa questa affermazione?”.

Nahum ha poi spiegato ai microfoni di Milano Quotidiano le ragioni della sua reazione. “Quello che mi ha fatto arrabbiare è che, nel mio intervento, avevo ricostruito con precisione come si erano svolti i fatti. Durante il dibattito sulla sospensione del gemellaggio con Tel Aviv, avevamo presentato una mozione su Tel Aviv e Betlemme. La richiesta di sospensione del gemellaggio non è passata, mentre la nostra mozione è stata approvata. Il Partito Democratico ne ha poi presentata un’altra. Successivamente si è deciso di organizzare la conferenza sulla pace. E Petracca è arrivato a sostenere che questa iniziativa non avesse nulla a che fare con la vicenda politica precedente”.

Una polemica proseguita anche nella mattinata di venerdì, quando la delegazione ebraica, guidata dal rabbino capo Alfonso Arbib e dalla vicepresidente della Comunità Dalia Gubbay, ha abbandonato i lavori di presentazione dell’iniziativa in seguito alle parole della sindaca di Andria, Giovanna Bruno. Quest’ultima ha sostenuto che a “Gaza è in corso un genocidio”, aggiungendo che “l’infanzia dei bambini di Gaza è violentata come quella di tutti i bambini del mondo che vivono dove ci sono conflitti”.

Una posizione alla quale ha replicato duramente il consigliere Nahum, che ha contestato le affermazioni della sindaca Bruno. “La delegazione ha fatto benissimo ad abbandonare i lavori. A Gaza non è in corso un genocidio – ha sostenuto Nahum –. Ho sempre contestato l’utilizzo di questo termine, che ritengo profondamente sbagliato. Stiamo parlando di una tragedia umanitaria, ma allora come dovremmo definire i 670mila morti in Siria? Un genocidio ancora più grave? Si vuole far passare le vittime di ieri come i carnefici di oggi. Non è accettabile che il Comune di Milano organizzi una conferenza sulla pace e consenta a una relatrice, peraltro sindaca, di utilizzare un termine del genere”.

Sull’accaduto è intervenuto anche il sindaco Giuseppe Sala, che ha sottolineato le difficoltà emerse nel corso dell’iniziativa: “Al di là di dare ragione all’uno o all’altro, è chiaro che quanto accaduto ha mostrato quanto sia difficile mettere insieme tutte le sensibilità. Questo, però, non significa che sia impossibile: dobbiamo semplicemente riconoscere che è difficile”.

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