Milano Quotidiano

Le Famiglie Sospese: “Ai politici chiediamo fatti, non solidarietà. Milano spinga per una legge nazionale”

Il portavoce del Comitato Famiglie Sospese Filippo Borsellino dopo l'assemblea congiunta con Consorzio Cooperative Lavoratori e Lum. L'INTERVISTA

(Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale)
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Urbanistica a Milano, all’assemblea congiunta tra il Consorzio Cooperative Lavoratori e Lum era presente anche il Comitato delle Famiglie Sospese rappresentato da Filippo Borsellino. L’obiettivo di questa iniziativa? L’avvio di una mobilitazione pubblica per chiedere lo sblocco dei titoli edilizi e il tentativo di riportare al centro del dibattito cittadino il tema dell’abitare accessibile. Intanto, le famiglie restano nel limbo, con la politica – nazionale e locale – che sembra non aver ancora individuato una soluzione. Milano Quotidiano ne ha parlato con  il portavoce Borsellino. L’INTERVISTA

Perché questa assemblea?
È stata un’assemblea volta ad analizzare la situazione di cinque progetti a tasso agevolato, cioè ad un prezzo più basso rispetto all’edilizia libera. E sono tutti progetti bloccati. Quest’assemblea straordinaria è servita per suggellare un connubio tra CCL e il Comitato delle Famiglie Sospese e per portare avanti nelle prossime settimane iniziative congiunte. Il blocco dell’edilizia riguarda tutta la città perché non fa altro che esacerbare il problema della casa. In questo momento gli uffici comunali non rilasciano alcun titolo edilizio, e non facendolo il caro affitti continua ad essere esasperato, con Milano che continua ad essere una città inaccessibile. 

Spesso si pensa che l’urbanistica riguardi solo grandi investitori, ma a finire coinvolte sono anche tante persone normali,  che rischiano di veder svanire i risparmi di una vita. Chi sono le Famiglie Sospese?
Le Famiglie Sospese non hanno un’età. Vanno dalla coppia dei pensionati fino alla giovane coppia che vuole iniziare una vita insieme e creare una famiglia con dei bambini. Penso anche a chi ha vissuto in casa con i genitori e vuole iniziare la sua vita da adulto. La Famiglia Sospesa è quel bambino che sogna di avere una cameretta tutta sua.  Riguarda tutto il ceto medio della città di Milano e tutte le età.

Majorino ha dichiarato che a Milano si è “cementificato troppo”. Come giudica questa affermazione?
Da milanese, per me la città è migliorata. Anzi, non si è fatto abbastanza. La cementificazione non c’è stata. Io sono nato e cresciuto a Milano e non è vero che questa cementificazione c’è stata. C’è stata una grandissima opera di riqualificazione urbana. Milano è però ancora pieni di luoghi abbandonati che devono essere riqualificati. Nuove famiglie significa anche nuovi bar, ristoranti e negozi, che fanno aumentare non solo il valore economico ma anche quello sociale. Un posto abbandonato dove non c’è nessuno rischia di diventare un’attrattiva di spaccio, di degrado e di abusivismo.

Cosa vi aspettate adesso dal Comune di Milano per risolvere il vostro problema?
È un problema complesso per diversi livelli. Ci sono necessità diverse. In primo piano, bisogna fare una legge nazionale, ma questo non significa che il Comune di Milano non possa fare di più, soprattutto per certi interventi. Anzi, il Comune di Milano dovrebbe essere il primo a spingere, a livello nazionale, per una nuova legge.

State interloquendo con degli attori nazionali?
Li abbiamo sentiti, abbiamo avuto solidarietà da entrambe le parti. Ma la solidarietà io me la aspetto dal vicino di casa. Al politico chiedo altro. Voglio che lavori e risolva la situazione. Perché un problema politico, che la politica non è capace di risolvere. Oppure non vuole. Stiamo creando una sinergia con tutti gli attori coinvolti, e l’obiettivo è cercare di trasmettere in primis alle istituzioni il disagio che proviamo ogni giorno. 

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