Milano Quotidiano

Lega a congresso, plebiscito scontato per Salvini. Ma il prezzo da pagare ai ‘nordisti’ sarà la condivisione del potere. Inside

Appuntamento sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 negli spazi dell'Allianz MiCo di Milano

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

È ufficiale la convocazione del congresso federale straordinario della Lega. L’appuntamento è fissato per sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 negli spazi dell’Allianz MiCo di Milano. Sarà un’assise senza sorprese sul fronte della leadership apicale: Matteo Salvini correrà come unico candidato e si avvia verso una riconferma blindata da un vero e proprio plebiscito. Tramonta definitivamente l’ipotesi di una candidatura alternativa espressa dall’ala nordista del partito. Anche il nome di Massimiliano Romeo, segretario della Lega in Lombardia e capogruppo al Senato, è ormai fuori dai giochi per la segreteria nazionale.

Tuttavia, la partita politica che si giocherà a Milano è tutt’altro che formale. Fonti vicine a Romeo confermano che l’obiettivo strategico della fronda settentrionale non è mai stato il disarcionamento del “Capitano”, bensì il parziale commissariamento della linea politica. I nordisti puntano a far eleggere una forte squadra tecnica all’interno del Comitato Esecutivo del partito. L’istanza prevede la creazione – tramite modifiche statutarie che toccheranno anche le competenze del Consiglio Federale – di un organo decisionale collegiale con poteri molto forti. Questa cabina di regia dovrà avere l’ultima parola sulle decisioni macro-politiche e, soprattutto, sulla selezione dei candidati per le liste elettorali in vista delle prossime consultazioni politiche ma anche nei principali comuni al voto.

L’obiettivo minimo della corrente guidata da Romeo è inserire almeno due o tre uomini di propria stretta fiducia nel nuovo organismo. Questa mossa serve a controbilanciare la gestione centralizzata di Salvini e dare un peso specifico decisivo alle storiche istanze del Nord. A sostegno di questa linea si muovono i pesi massimi del territorio. In prima fila c’è il governatore lombardo Attilio Fontana, affiancato dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento. Più tiepido appare invece il segretario della Liga Veneta, Alberto Stefani.

In posizione decisamente più defilata si muove invece Luca Zaia. L’ex Doge veneto ha infatti già siglato un solidissimo asse di ferro personale con Salvini. I patti interni prevedono per Zaia il ruolo blindato di capolista alle prossime elezioni politiche, garantendogli un ritorno sicuro in Parlamento. In caso di vittoria del centrodestra, per lui si spalancheranno le porte del governo: l’accordo prevede una poltrona ministeriale di primissimo piano, con il ministero dell’Industria e del Made in Italy o quello dell’Agricoltura come opzioni già sul tavolo.

Salvini incasserà dunque i voti di un’ovazione unanime all’Allianz MiCo, ma il prezzo della pace interna sarà la condivisione del potere. Il “nuovo corso” impresso dallo statuto milanese non vedrà più un uomo solo al comando, ma una governance duale dove i governatori del Nord avranno in mano le chiavi delle liste elettorali e del portafoglio identitario del movimento.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).