“Credo che la Lega abbia davanti un congresso importante, ma soprattutto una responsabilità che va ben oltre i suoi equilibri interni: non disperdere altre energie e non aggiungere nuove divisioni in un momento nel quale l’intera area alternativa alla sinistra dovrebbe compiere lo sforzo esattamente opposto”. Lo afferma a Milano Quotidiano Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, ex fedelissimo di Roberto Vannacci, analizzando gli sviluppi politici del congresso della Lega che si terrà tra poche settimane.
“Le istanze del Nord rappresentate da Zaia, Fontana, Romeo e da tanti amministratori e militanti non sono un residuo del passato. Autonomia, federalismo, responsabilità dei territori, meno centralismo e maggiore libertà economica sono questioni attualissime. Ma è altrettanto evidente che la Lega di oggi possiede una dimensione nazionale che non può essere cancellata. A Pontida Salvini ha indicato una formula sulla quale da osservatore esterno credo si possa lavorare: autonomisti e federalisti in Italia, patrioti e sovranisti in Europa. Non vedo una contraddizione insanabile. Vedo, piuttosto, due sensibilità che devono fare entrambe un passo l’una verso l’altra. Questo vale per la Lega, ma vale oggi per tutto il centrodestra. Vannacci ha compiuto una scelta politica precisa: invece di lavorare per rafforzare il centrodestra, ha imboccato una strada destinata a dividerlo e indebolirlo, rendendo Futuro Nazionale incompatibile con una prospettiva di alleanza con le altre forze del centrodestra”.
“Proprio per questo sarebbe un errore imperdonabile moltiplicare ulteriormente fratture, personalismi e rendite di posizione. Tutte le altre forze alternative alla sinistra devono fare il massimo sforzo unitario possibile. E unità significa inevitabilmente che ciascuno deve essere disposto a limare qualcosa delle proprie posizioni, senza rinunciare alla propria identità. Vale tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega e vale, prima ancora, dentro la Lega stessa. Nessuna forza politica costruisce una coalizione pretendendo che tutti gli altri diventino identici a sé. Salvini può continuare a essere il segretario capace di tenere insieme le diverse anime della Lega, purché il congresso diventi il luogo della sintesi e non della resa dei conti. La forza della Lega potrebbe stare proprio qui: territori forti, autonomia e federalismo dentro un grande progetto nazionale e occidentale. Oggi l’obiettivo dovrebbe essere unire tutto ciò che può essere unito. Le divisioni necessarie le ha già create chi ha scelto di percorrere un’altra strada”, conclude Sforzini.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


