Milano Quotidiano

Milano, Sala-Majorino: sull’urbanistica volano gli stracci. “Troppo cemento”. ‘No, una bufala’”

Nuovo scontro nel centrosinistra dopo il video con cui il capogruppo Pd prepara l'appuntamento del 22 ottobre. Sala: "Se ha altri studi li mostri. Gli slogan non aiutano". Majorino: "Sorpreso dalla sua reazione, il mio contributo è positivo e guarda al futuro"

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Sull’urbanistica ormai volano gli stracci tra Giuseppe Sala e Pierfrancesco Majorino. A riaccendere uno scontro già esploso nelle scorse settimane è stato il video con cui il capogruppo Pd al Pirellone ha iniziato a delineare la sua idea della Milano del futuro, in vista dell’appuntamento del 22 ottobre al Teatro della Quattordicesima. “Milano è la città frenetica dei suoi tanti cantieri, ma c’è troppo cemento“, ha affermato Majorino. Parole che il sindaco non ha lasciato passare.

“Voglio dire a chiare lettere che questa storia della cementificazione è una bufala e non saprei definirla in maniera diversa”, ha replicato Sala. Il primo cittadino richiama uno studio del Politecnico di Milano: “Ci ha lavorato più di un anno e le conclusioni sono che il volume edificato è aumentato in dieci anni dello 0,37%. Se questo può permettere a Majorino di parlare di cementificazione allora liberi tutti”.

Sala a Majorino: “Se ha altri studi, li mostri”

Il sindaco invita quindi il possibile candidato alle primarie del centrosinistra a confrontarsi sui dati: “Se Majorino ha studi diversi o ha fatto lui degli studi, li mostri e ci confrontiamo”. Sala aggiunge che, secondo lo stesso studio del Politecnico, il verde in città sarebbe invece aumentato “addirittura del 20%”. È il secondo confronto acceso tra i due sullo stesso terreno. A settembre Majorino aveva parlato della necessità di una Milano “meno condizionata dalla lobby del cemento”, suscitando già allora la reazione del sindaco. Questa volta Sala allarga il ragionamento anche al modello di sviluppo delle grandi città. “Le città sono dense ed è normale che siano dense”, osserva, invitando piuttosto a concentrarsi su “equità sociale” e “costo della casa”.

Fondi immobiliari, Sala: “Discutiamo, ma non per slogan”

Nel video Majorino aveva insistito anche sul ruolo dei grandi operatori immobiliari, sostenendo che nei quartieri debbano essere “le persone, e non i fondi immobiliari, a farla da padrone”. Anche su questo Sala replica. Se la questione è discutere di come il pubblico debba rapportarsi con il privato o degli oneri di urbanizzazione, per il sindaco il confronto è legittimo. Ma deve partire dai numeri: “Una critica su come il pubblico deve gestire il rapporto con il privato ci sta, ne possiamo ragionare, ma non a slogan. Gli slogan non aiutano nessuno“. Sala rivendica inoltre che durante la sua amministrazione gli oneri di urbanizzazione siano aumentati in maniera molto significativa.

Sala: “Forse sono più un impiccio che un supporto a Majorino”

Lo scontro assume però anche un significato più direttamente politico, mentre Majorino si avvicina sempre di più alla possibile corsa per la successione a Palazzo Marino. “A me sembra un po’ che io sia più un impiccio che un supporto a Majorino”, afferma Sala. Il sindaco assicura però di non voler alimentare ulteriormente le tensioni nel centrosinistra: “Siccome la cosa più sbagliata è creare ulteriori divisioni, io mi faccio un po’ da parte. È l’ultimo commento che faccio, non commenterò più nulla”. Sala difende anche il lavoro svolto in questi anni: “È naturale che uno difenda il suo lavoro, ma il mio lavoro è anche quello di tanti assessori che hanno lavorato con me”. E ricorda che l’attuale amministrazione ha ancora davanti “sette mesi pieni di lavoro”.

Majorino controreplica: “Sorpreso dalla reazione di Sala”

A stretto giro arriva la controreplica di Majorino. “Sono sorpreso dalla reazione di Beppe Sala al mio video”, afferma il capogruppo dem. Majorino prova a riportare il confronto sul terreno programmatico, sottolineando che la necessità di investire ulteriormente in rigenerazione urbana, verde e abitazioni accessibili al ceto medio è presente anche nei documenti dell’amministrazione comunale. “Il mio è e vuole essere un contributo positivo e costruttivo che guarda al futuro”, spiega. E aggiunge: “Sono convinto che un dibattito più nel merito sarà utile a tutti, su questo concordo con Sala”. Il capogruppo Pd chiama poi in causa Regione Lombardia e governo, accusandoli di avere “scaricato totalmente il tema dell’emergenza abitativa sulle spalle dei sindaci”. Resta aperta, secondo Majorino, anche la riflessione sul “ruolo dei grandi fondi immobiliari”, che considera un tema al centro del dibattito nelle grandi città a livello internazionale.

Majorino verso l’appuntamento del 22 ottobre

Il botta e risposta arriva proprio mentre Majorino comincia a scoprire le carte in vista delle Comunali del 2027. Giovedì 22 ottobre, alle 21, il capogruppo Pd sarà al Teatro della Quattordicesima, al Corvetto, per un’iniziativa che potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso la candidatura alle eventuali primarie del centrosinistra. “Parliamo di Milano. Di una nuova pagina da scrivere”, è il messaggio con cui ha lanciato l’appuntamento. Majorino descrive Milano come “una città dei paradossi, che attrae e respinge, innanzitutto per il costo della vita”, con “un gigantesco bisogno di cura” ma anche con “tanta energia positiva e voglia di cambiamento da mettere al lavoro”. Casa, urbanistica, verde e costo della vita si candidano così a diventare alcuni dei temi centrali della sua possibile campagna. Ma proprio sul giudizio relativo agli ultimi dieci anni di trasformazioni urbane è ormai evidente una frattura con Sala.

Sul fondo resta la partita per Palazzo Marino. Il centrosinistra non ha ancora definito ufficialmente il metodo con cui scegliere il candidato sindaco e il nodo delle primarie rimane aperto. Tra i nomi in campo, oltre a Majorino, continuano a circolare quelli della vicesindaca Anna Scavuzzo, di Mario Calabresi, dell’assessore Emmanuel Conte, di Lorenzo Pacini, Tommaso Goisis e Carlotta Cossutta. Majorino finora ha evitato un annuncio formale. Ma il 22 ottobre potrebbe segnare un passaggio importante. E intanto il confronto con Sala mostra già uno dei terreni sui quali si giocherà il dibattito nel centrosinistra: quanto rivendicare dell’esperienza degli ultimi dieci anni e quanto, invece, proporre una discontinuità per il dopo-Sala.

 

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